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martedì 2 maggio 2017

Stress: sintomi e rimedi.

In questa pagina ho raccolto alcuni post che sono presenti in questo blog e parlano principalmente di stress, come argomento.

Sono presenti articoli sia su che cos'è lo stress oppure su vari rimendi, utilizzati sia da campioni dello sport, come Novak Djokovic e non.

Molto interessante è la parte presa dal libro "Resisto dunque sono" di Pietro Trabucchi, che tratta principalmente il tema della resilienza e della motivazione.
Da non sottovalutare gli spunti che sono offerti anche da un altro libro, "Non solo ciclismo" di Lance Armstrong, libro che racconta il suo ritorno sulla bicicletta, dopo gli interventi subiti a causa della sua malattia.
Fa riflettere come il criticato Lance Armstrong sia comunque stato un esempio per tutti nella lotta al cancro, fa pensare su quanto piccoli in realtà siano i nostri problemi che ci causano stress, rispetto a lui e a tutte quelle persone che affrontano giornalmente determinate situazioni.

Combattere lo stress: prenditela con il cuscino.

Fighting Spirit: Come combattere il tuo peggior nemico: lo stress.

Novak Djokovic: Mindfulness.

Sfogare lo stress con l'allenamento al sacco.

Resisto dunque sono. Resilienza. Come aumentare la propria (e l’altrui) resilienza

Resisto dunque sono. La dura legge del bicchiere mezzo vuoto.

Resisto dunque sono. L’arte di risalire sulla barca rovesciata.

Lance Armstrong - Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.



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martedì 21 marzo 2017

Prendere decisioni inconsciamente. Cosa si prova quando si spara in una situazione di emergenza?

Io sto con Mario.
Io non sto con Mario.
Io sto con Stacchio.
Io non sto con Staccio.

Decine e centinaia di pagine, video e trasmissioni che si schierano da una o dall’altra parte.

Ma la domanda è?
Cosa si prova in quei pochi istanti che separano la tranquillità di una notte in famiglia dall’istante in cui si preme il grilletto?

Quali stati d’animo vengono richiamati?
Come ci si sente prima, durante e dopo?

Non lo so di sicuro io, e spero neanche voi che leggete.
Per saperlo, sfortunatamente, bisogna essere stati dentro una situazione così emotivamente provante, oppure bisogna farlo per lavoro.

Be, per lavoro intendo, una mansione che richiede l’eventuale uso dell’arma, ad esempio un poliziotto.

Ad esempio Dave Grossman, ex tenente colonnello dell’esercito e autore di On Killing, dal quale sono tratte alcune considerazioni che leggerete di seguito.

Premessa: immaginate il silenzio, il volume della televisione basso.
Tarda notte.
Poi dei rumori, rumori insoliti che vengono colti dal nostro udito inconsciamente.

Si perchè i rumori abituali, non allertano più il nostro sistema di attenzione in quanto vengono registrati dal nostro cervello come “non degni di attenzione”.

Ma rumori insoliti, anche se deboli, attivano subito la nostra attenzione, e ci fanno spalancare gli occhi.

Quando si va a vivere in una nuova casa, le prime notti, sentiamo tutti i minimi rumori che con il passare dei giorni vengono piano piano ignorati dal nostro sistema di allarme umano.

Quindi, siamo in casa, tranquilli e un rumore che non rientra tra quelli bypassati ci allerta, i rumori continuano e la tensione sale fino a che ci rendiamo definitivamente conto che qualcosa non torna.

In questi giorni e sempre con più frequenza, si sentono narrare episodi di persone che si ritrovano in situazioni che terminano con uno scontro a fuoco o con un colpo di pistola partito da una sola parte in quanto l’altra non può rispondere in quanto colpita a morte o ferita.

Gli episodi sono ben noti e riportati dai telegiornali.
Eventi dove il protagonista, nella più sfortunata o fortunata occasione, uccide un’altra persona in quanto è entrata in casa, ha rapinato un negozio, un benzinaio o simili.

Fortunata o sfortunata perchè, per chi non è del mestiere e non è allenato, non è di sicuro semplice centrare una persona, neanche a distanza ravvicinata e soprattutto non è così facile impugnare un fucile e sparare.

Provate a pensare alla prima volta che avete sostenuto un esame, un colloquio.

A come eravate agitati, tesi e in alcuni frangenti “fuori controllo”.
Avete detto o fatto cose che in un frangente normale non rifareste.

Pensate adesso alla stessa situazione dopo 10 esami o al 30esimo colloquio di lavoro.

Non dico sia una passeggiata ma sicuramente avrete più esperienza, più controllo.
L’inconscio risponde meglio
Lo stesso vale per qualsiasi azione che svolgete.
Dal primo tiro a canestro, al primo colpo di pistola.
Non per niente ci sono i poligoni per allenarsi.

A sostenere questo ci sono innumerevoli video su youtube di ladri “alle prime armi” che da distanza rivvicinata non colpiscono proprio niente e nessuno oppure video fail con le armi.

Perchè? E’ spiegato nei post a seguire e riguarda lo stress dovuto all’eccitazione, ai battiti cardiaci elevati e ai nostri sensi che ci rendono impacciati.

Tornando ai nostri due casi iniziali, di persone che si ritrovano a dover decidere quale azioni fare, ultimamente ce ne sono tanti e fanno sempre notizia.

Da Mario dell’Osteria de Amis di Lodi a Stacchio, il benzinaio di Nanto.

Immancabilmente si accende la diatriba sulla legittima difesa e fino a dove ci si può spingere in questo senso.

Inoltre è un’ottima occasione per fare propaganda politica e fare notizia su notizia.

Il motto coniato in questi ultimi anni è “Io sto con …..” e il nome della persona. Motto che viene stampato su magliette e felpe.

Ma tutto questo non ci interessa, o almeno, se ne parla già in tanti altri luoghi sul web.
Trasmissioni televisive si sprecano nel trovare una giustizia, una strada, una soluzione.
Quindi non se ne parla in questo post, per evitare che diventi l’ennesimo botta e risponta tra i fans di una fazione e l’altra.

Quello che ci interessa, è cercare di capire cosa succede alla persona che imbraccia il fucile, piuttosto che la pistola e come si può sentire prima, durante e dopo l’azione di “sparare”.

Per cercare di capire le emozioni che si provano, utilizziamo due post di questo blog.
I due post si possono trovare a questo indirizzo e sono tratti dal libro “In un batter di ciglia di Malcolm Gladwell”.

Cecità mentale: Stress estremo.

Cecità mentale: Mancanza di tempo.

Dal primo post, si capisce subito che “sparare” non è un’attività assolutamente ne comune ne banale.

Addirittura si sostiene che questa azione risulta essere “qualcosa di incredibilmente scioccante”.

E’ inoltre interessante vedere come con l’aumentare delle pulsazioni la nostra risposta emotiva e dinamica va via via pegigorando.
In un incredibile numero di casi, le persone fatte oggetto di spari evacuano.

Nel secondo post si indica inoltre che a causa della mancanza di tempo, quindi potrebbe essere proprio la situazione dove ci si accorge di un ladro in casa e non si ha tempo per ragionare tranquillamente, “siamo soggetto alla reazione istintiva di qualità più bassa”.

Vi consiglio quindi la lettura dei due brevi post che sono un ottimo riassunto di quello che accade, in modo che, avremo le idee più chiare su quanto sia scioccante un evento di questo tipo.


La recensione del libro In un batter di ciglia di Malcolm Gladwell.

Inoltre potrebbe interessarti il tema della RESILIENZA.

Oppure "Saper incassare, perseverare."



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lunedì 3 marzo 2014

Le 10 cose che… ovunque cerchi.. trovi!

Qualsiasi cosa faccio, cerco o guardo, mi ritrovo in mezzo alle palle una di queste 10 cose.

1) la classifica delle 10 cose, dei 10 film, dei 10 attori, delle 10 posizioni, dei 10 tagli di capelli, delle 10 comparse, e dei 10 rimedi per beccare più figa. Ecco.. avendo provato tutti e 10 i consigli sul beccare più figa posso tranquillamente dire che queste classifiche sono delle cazzate fotoniche.

2) Un video virale. Ammetto che ci ho messo un pò a capire il significato di virale e ancora adesso mi sfugge. Soprattutto se associato a video. Insomma un video che in poco tempo fa milioni di click o download. Dal bambino che ride, al leone che salva il gattino, al ballo del momento alla frase “ed è già virale”. Per me il best del video virale resta sempre l’ex sindaco di Roma, Rutelli, con la sua frase "Pliiiiiis.. Visit our country..".

3) corsa: anche l’ultimo degli uomini sulla sedia a rotelle ormai corre. Anche la vecchietta allo spizio corre.. e se tu le dici che non corri.. ti prendi pure dello sfigato. A figlio mio… se sapessi.. Ehi.. non sono tuo figlio… e neanche tuo padre! No.. non credo tua madre!

4) selfie: il bimbominkia dilaga.. E per fortuna! Infatti su instangram ci sono un sacco di selfie interessanti.. con la bocca a cuoricino.. e il culetto a mandolino.. che ormai non va più di moda.. o almeno è un pò che non si sente nominare..


5) per caso sta per iniziare la motogp??? Cazzo ho capito! Basta pubblicità della motogp.. è ovunque..

6) le varie serie del "se": ad esempio "se Steve Jobs fosse nato qui in italia", "se l’italia fosse cosi", "se qui", "se la".

7) serie tv: fa figo guardarle.. le guardo.. Breaking bad: viste le prime tre puntate mi faceva cagare.. Ok guarderò tutta la serie per dire che mi ha fatto cagare.

8) un pò di figa qui... il video che racchiude tutti i problemi dell’uomo in 30 secondi..

9) se arrivo a 10 rientro nella categoria delle 10 cose. Mi fermo a 9.. anche perchè di 10 non mi viene in mente niente!

P.s: leggiti anche i pensionati.

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venerdì 14 febbraio 2014

Frasi Libri: Andre Agassi Open la mia storia. 2.

Le frasi del libro: Andre Agassi Open. La mia storia

Toccare il fondo può essere confertovole perchè almeno ti puoi riposare.
Sai che non adnrai da nesusna parte per un pò.

Eppure le nostre migliori intenzioni sono spesso frustrate da forze esterne - forze che noi stessi abbiamo messo in moto tanto tempo prima.
Le decisioni, soprattutto quelle sbagliate, generano una loro inerzia e fermare l’inerzia può essere un bel casino, come ogni atleta sa bene.
Anche se giuriamo di cambiare, anche se siamo dispiaciuti e facciamo ammenda dei nostri errori, l’inerzia del passato continua a trascinarci per la strada sbaligata.
L’inerzia governa il mondo.
L’inerzia dice: calma, non così in fretta, sono ancora io che comando qui. Come ama dire un mio amico, citando un vecchio poema greco: la mente degli dei eterni non cambia all’improvviso.

L'avevo dimenticato: è nei corridoi degli ospedali che capiamo cos'è la vita.

Voglio vincere.
Lo voglio da matti.
Non è da me desiderare così tanto di vincere.
Di solito quello che provo è il desiderio di non perdere.



Ma allora perchè ho ancora tanta paura?
La paura non passa mai?
Spero di no, mi risponde. La paura è il tuo fuoco, Andre.
Non vorrei vederti completamente senza.
Saliamo in montagna, facciamo su e giù per la Strip ascoltando il cd speciale di Gil.
Lui lo chiama Mal di pancia.
La filosofia di Gil in tutte le cose è quella di cercare il dolore, sollecitarlo, riconoscere che il dolore è vita.

Se hai il cuore infranto, dice Gil, non lo negare.
Sguazzaci.
Soffriamo, dice, e allora soffriamo.
Mal di pancia è la sua miscellanea delle canzoni d'amore più dolenti mai scritte.

Andre, dice, certe persone sono termometri, altre termostati. Tu sei un termostato. Non registri la temperatura in una stanza, la cambi. Perciò sii fiducioso, sii te stesso, assumi il controllo.br> Mostrale chi sei veramente.

Ingurgito diverse coppe di mirtilli alla vodka.
Non m'importa di giocare in finale contro Roddick domani - sono già il numero uno.
Ed è per questo che lo batto. La miscela perfetta di interesse e disinteresse, la preparazione migliore.

Gioco e continuo a giocare perchè ho scelto di farlo. Anche se non è la tua vita, sceglierla cambia tutto.

Dopo tutto, mio cognato era Pancho Gonzalez, un campione durante il ponte aereo di Berlino, un rivale di Fred Perry, mentre Federer è nato l'anno in cui ho conosciuto il mio amico Perry.

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giovedì 6 febbraio 2014

Frasi Libri: Andre Agassi Open la mia storia. 1.

A nessuno piacciono i cambiamenti; i muscoli poi non li sopportano.
Il traguardo alla fine di una carriera non è diverso dal traguardo alla fine di un match. L'obiettivo è non perderlo di vista, perchè ha una forza magnetica. Quando ci sei vicino puoi sentire quella forza che ti attira e servirtene per tagliarlo. Ma subito prima di entrare nel suo campo di attrazione ne avverti una seconda, altrettanto forte, che ti respinge.

Una cosa che ho imparato in 29 anni di tennis; la vita ti getta tra i piedi qualsiasi cosa, tranne forse il lavello della cucina, e alla fine anche quello. Sta a te evitare gli ostacoli. Se lasci che ti fermino o ti distraggano, non stai facendo il tuo dovere, e non farlo ti provocherà dei rimpianti che ti paralizzeranno più di una schiena malandata.

E, per l'amor di Dio, goditela, o almeno cerca di gustarne alcuni momenti, perfino il dolore, perfino la sconfitta, se è questo che ti attende.

Quant'è più facile essere coraggiosi sotto un getto d'acqua calda. Ricordo a me stesso che in realtà non è questo il coraggio. Ciò che provi alla fine non conta; il coraggio stà in ciò che fai.

Capire la tua agitazione, decifrare ciò che ti dice del tuo stato mentale e fisico è il primo passo per controllarla e farla lavorare per te.

La borsa da tennis assomiglia molto al tuo cuore: devi saprere in ogni momento cosa c'è dentro.

Durante il cambio di campo vedo Baghdatis che si siede. Grave erroe. Un errore da giovani. Mai mettersi a sedere con i crampi. Mai dire al tuo corpo che può riposare e poi fargli: Stavo scherzando! Il tuo corpo è come lo Stato.
Ti dice: fà quello che vuoi, ma se ti colgo sul fatto non mi mentire.

Papà dice che quando tirava di boxe voleva sempre buscarsi il colpo migliore dell’avversario.
Me lo racconta un giorno sul campo da tennis: se sai di esserti beccato il colpo migliore di quell’altro, e sei ancora in piedi, e lui lo sa - gli strapperai il cuore.

Mi sento come se fossi stato su un’isola deserta, con nessuno con cui parlare ad eccezzione delle palme, fino all’arrivo di un altro naufrago riflessivo e sensibile che la pensa come me.

Quale altro peccato posso commettere per dimostrare al mondo che sono infelice e voglio tornare a casa?

Comunico al direttore del torneo che prenderò i soldi. Mentre quelle parole mi escono di bocca sento le mie possibili alternative svanire. Non so quali avrebbero potuto essere le alternative, ma il punto è proprio questo - non lo saprò mai.

L’ispirazione, dico a Philly - è questo il segreto.

Vorrei possedere un pò della rabbia di mio padre.
Vorrei potervi attingere durante gli ncotri più duri.
Mi chiedo cosa potrei fare in campo tennistico se potessi prendere quella rabbia e dirigerla al di là della rete. Invece, tutta la rabbia che provo la dirigo verso me stesso.

Dice: soltanto i forti sopravvivono, giusto?

Ci sono molti modi per diventare forti, dice Gil, e talvolta parlare è il migliore.

Que lindo es sonar despierto, dice. Com’è bello sognare ad occhi aperti. Sogni ad occhi chiusi, Andre. Sono capaci tutti di sognare dormendo, ma tu devi sognare sempre, e raccontare a voce alta i tuoi sogni, e crederci.

Non ti posso promettere che non ti stancherai, risponde. Ma sappi questo. Ci sono un sacco di belle cose per te al di là della stanchezza. Stancati, Andre. E’ li che conoscerai te stesso. Al di là della stanchezza.

Vincere non cambia niente. Adesso che ho vinto uno slam, so qualcosa che a pochissimi al mondo è concesso sapere.
Una vittoria non è così piacevole quant’è dolorosa una sconfitta. E ciò che provi dopo aver vinto non dura altrettanto a lungo. Nemmeno lontanemente.

Dal nulla spunta sua madre. Ci diamo la mano. E' cordiale, ma sostenuta. Ho una strana sensazione. So istintivamente che, qualunque cosa accada, questa donna e io non andremo d’accordo.

Sono i tuoi occhi che trovo attraenti. E il tuo cuore. Non i tuoi capelli.

Brad dice ceh il mio problema fondamentale, il problema che rischia di metter prematuramente fine alla mia carriera - il problema che sembrerebbe un’eredità di mio padre - è il perfezionismo.

Cerchi sempre di essere perfetto senza riuscirci, dice, e questo ti fa andare fuori di testa. La tua fiducia in te stesso è distrutta e la colpa è del perfezionismo.

Se insegui la perfezione, se fai della perfezione il tuo obiettivo ultimo, sai che succede? Insegui qualcosa che non esiste.

La perfezione?
Saranno si è no cinque in un anno le volte che ti svegli perfetto, le volte che non puoi perdere con nessuno, ma non sono quelle cinque volte che fanno un tennista.

E' pensare positivo, capisci?


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giovedì 18 luglio 2013

Pensieri su Lance Armstrong - 2.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

"Se non si è spaventati, non si è normali." Quante volte abbiamo paura ad ammettere di aver paura?

Se qualcuno vi dice che non ha paura, significa che mente.
Tutti abbiamo paura, la paura è un naturale come tutti gli altri, come l’amare o come il soffrire.

La paura è utile è indispensabile.
Se non provassimo paura il nostro organismo non sarebbe in grado di attivare determinati stati che servono appunto al nostro corpo per sopravvivere.

Quando abbiamo paura tutte le risorse disponibili vengono predisposte in attività necessarie ed indispensabili, eliminando quelle che non ci servono.


Pensieri Lance Armstrong
Ad esempio il cuore inizia a battere per pompare più sangue in modo da essere pronti a una fuga o a una corsa.
Diminuzione di alcuni sensi, come l’udito, o la vista (non vedete quello che è attorno a voi ma focalizzate l’obiettivo).

Insomma aver paura è un processo naturale che se negato non vi permetterebbe di attuare tutti quei meccanismi necessari a superare determinate situazioni.

Quindi nessuna vergogna, nessun timore.

Riconoscere la paura e sfruttarla è indispensabile.
Essere dei fifoni è un altro discorso.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

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giovedì 15 novembre 2012

Frasi Libri: Lance Armstrong - Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita 4.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

"Lance" disse Chris, "perchè stai giocando a golf? La tua professione è il ciclismo."
Ho scosso il capo , scettico. "Non lo so", dissi.
"Hai paura?".
Si, ce l’avevo. Ero stato forte come un toro, sulla bici, e se non lo fossi più stato? E se gareggiare mi avesse fatto ammalare di nuovo?

Ci ho pensato su per un paio di giorni. Una cosa è sottoporsi alla chemio e poi tornare al proprio lavoro di ragioniere. Ma fare il ciclista?
Non sapevo come sarebbe stato. Dopo la chemio, la scalata più faticosa delle Alpi assomigliava alla pianura più piatta.
Il 4 settembre 1987, sono andato all’Interbike Expo, con Bill, per annunciare il mio ritorno al ciclismo nella stagione 1998. Ho tenuto una conferenza stampa e ho riempito una stanza di giornalisti e di esperti di ciclismo informandoli della mia intenzione di tornare a gareggiare.
Ho spiegato la situazione ocn Cofidis ed ho detto apertamente che mi sentivo abbandonato.
Avevo perso un anno intero, a causa del cancro, e Cofidis aveva dei dubbi su di me proprio quando mi sentivo bene ed ero pronto a gareggiare di nuovo, dissi.
A questo punto, tutto il mondo ciclistico sapeva che ero stato messo all’asta.
Mi sono seduto ed ho aspettato che iniziassero le offerte.
Non ne sono arrivate.
Non mi volevano.

Un’altra squadra, Saeco-Cannondale, disse che poteva fare un’offerta ed ha fissato un appuntamento con Bill per il giorno seguente.

Nessuna squadra europea mi avrebbe ingaggiato.
Per venti chiamate che Bill faceva ne riceveva forse tre.


frasi Lance Armstrong
Kik ha detto solo: "Sai, preferirei vivere un anno meraviglioso che sette mediocri. Ecco cosa ne penso. La vita è un’incognita. Non si sa mai. Neesuno lo sa".

Mentre ero malato, mi sono ripromesso che non avrei mai più bestemmiato, bevuto un’altra birra ne perso le staffe.
Volevo diventare il più bravo ragazzo che si potesse sperare di conoscere.
Ma la vita continua.
Le cose cambiano, le buone intenzioni si perdono.
Si beve un’altra birra.
Ci scappa un’altra bestemmia.

Ho smesso di sfogarmi con Bill, ma continuavo a rimuginare sul fatto che nessuno mi volesse.
Nessuna squadra europea mi voleva, e nemmeno quelle americane.
Nell’area della partenza, mi sono seduto in macchina, cercando di mantenermi caldo, ed ho pensato a quanto non volessi trovarmi in quel luogo.
Quando si cominciano a fare pensieri di quel tipo, le cose non possono di certo migliorare.

Il vento di traverso mi penetrava negli abiti e mi rendeva difficoltoso tenere la bicicletta, mentre pedalavo in maniera scomposta.
All’improvviso, ho portato le mani sull aparte superiore del manubrio.
Mi sono sistemato sulla sellae sono arrivato per inierzia fino alla transenna.
Mi sono messo da parte.
Ho lasciato.
Ho abbandonato la gara.
Mi sono tolto il numero.

Ho pensato: "Non è così che voglio trascorrere la mia vita, infreddolito, bagnato fradicio e nelle retrovie.
La decisione di abbandonare non aveva nulla a che vedere con le mie condizioni fisiche.
Ero forte.
Solo, non volevo stare la.
Non sapevo che andare in bicicletta, sopportando la pioggia ed il dolore, era quello che volevo fare per il resto della mia vita.

Non ho più nulla da dimostrare a me stesso, ne alla comunità del cancro, ecco tutto.

"Sai quelle gare, la Ruta del non so che e la Parigi-non so che?" disse Bill. "Nessuno in america ne ha mai sentito parlare, ragazzo. Nessuno qui sa che sei tornato sulla bicicletta.


frasi Lance Armstrong
"Sono arrivato 14° alla Ruta del Sol", dissi, sulla difensiva.
"Lance", disse Bill, "sarai l’uomo che ha avuto il cancro e che non è mai tornato a gareggiare. E’ così che andrà".

E' stata una pacchia, giocavo a golf tutti i giorni, facevo sci nautico, bevevo birra e me ne stavo sul divano a guardare la televisione, passando da un canale all’altro.

Mi stavo comportando in una maniera che non era assolutamente appropriata, ed il motivo era la sopravvivenza. Era la classica situazione: "E adesso?".

Odiavo la bicicletta, ma pensavo: Cos’altro andrò a fare? Il ragazzo che porta il caffè in ufficio? Non mi sentivo un campione in modo altro.. Non sapevo cosa fare e, per il momento, volevo solo fuggire, ed è ciò che ho fatto. Mi sono sottratto alle mie responsabilità.
Adesso so che sopravvivere al cancro implicava molto di più di una semplice convalescenza del corpo. Anche la mia mente e la mia anima avevano bisogno di un periodo di convalescenza.

"Lance", disse kik, "cosa faccio io oggi?".
"Cosa vuol dire?"
"Ti importa quello che farò io?".
"Oh scusa", dissi.
"Cosa faccio oggi?" disse. "Cosa faccio? Dimmelo".
Sono rimasto in silenzio. Non sapevo cosa dire.
"Devi prendere una decisione", mi disse. "Devi decidere se ritirarti per davvero e diventare uno zoticone che gioca a golf, beve birra e mangia messicano. Se è così, va bene. Ti amo e ti sposerò comunque. Ma devo saperlo, così posso farmi forza ed andare la fuori a cercarmi un lavoro per mantenere te che giochi a golf. Basta che tu me lo dica".
"Ma se non hai intenzione di ritirati, allora devi capirlo e smetterla di mangiare e bere come stai facendo adesso e di vivere da parassita, perchè tu, non decidendo, stai decidendo, e così diventi un non-Lance."

"Va bene", dissi. "Lascia che ci pensi un pò su".
Sono andato a giocare a golf comunque, perchè sapevo chec a kik non importava. Il problemaq non era il golf. Il problema era ritrovare me stesso.
Abbiamo continuato a pedalare, sotto una pioggia costante, per quattro ore, e poi cinque. Arrivati ai piedi della Beech, eravamo sulla bicicletta già da sei ore, inzuppati. Ma mi sono alzato sui pedali ed ho spinto la bicicletta su per la salita, lasciando indietro Bob Roll.
Mentre affrontavo la scalata, ho avuto una visione quasi soprannaturale: sulla strada c’era ancora scritto il mio nome.
Sono passato con le ruote sopra le lettere gialle e bianche, ormai sbiadite. Ho guardato verso il basso, tra i miei piedi. C’era scritto, anche se non nitidamente, Viva Lance.
La scalata ha fatto scattare qualcosa in me. Mentre mi davo da fare per salire, riflettevo sulla mia vita, ripercorrendo tutti i momenti importanti, l’infanzia, le prime gare, la malattia, e come mi ha cambiato. Forse è stato l’atto primitivo di salire a farmi afforntare le questioni che avevo evitato per settimane. Ho capito che era arrivato il momento di smettere di temporeggiare. Muoviti, mi sono detto. Se puoi ancora muoverti, non sei malato.

Mentre continuavo a salire, ho visto tutta la mia vita. Ne ho visto i contorni e le prerogative, ed anche lo scopo. Era semplicemente questo: ero nato per una lunga, faticosa scalata.

Non è stato tutto così semplice come saltare sulla bicicletta e vincere. Ci sono stati molti alti e bassi, risultati positivi e negativi, ma questa volta non mi sono fatto demoralizzare da quelli negativi.

A luglio , ho saltato il Tour de France, in quanto non ero ancora pronto per la faticosa routine di una gara a tappe di tre settimane.
Ho fatto alcuni commenti per la televisione ed ho osservato il tutto dalla strada. Mentre quel tour si trasformava nella gara ciclistica più polemica e traumatica della storia. In una serie di controlli a sorpresa sulle automobili delle varie squadre, la polizia francese aveva trovato intere scorte di EPOe di sostanze anabolizzanti. Sono stati arrestati i menbri e i responsabili delle squadre, si sospettava di tutti, mentre i ciclisti erano furibondi per i metodi utilizzati dalle autorità.
Delle 21 squadre all’inizio della gara, solo 14 sono arrivate in fondo - una è stata espulsa, mentre le altre cinque hanno abbandonato per protesta.

Il doping è una triste realtà del ciclismo, come di qualsiasi altro sport di resistenza.
Inevitabilmente, pensano che le cose vadano come le armi nucleari - bisogna ferne uso, se si vuole rimanere competitivi all’interno del gruppo.
Personalmente, non l’ho mai vista così e, di certo, dopo la chemio, avevo la repulsione ad introdurre qualsiasi sostanza estranea nel mio corpo.

Quello che si impara durante la sopravvivenza è che, dopo tutto il clamore, quando la disperazione e la crisi sono finite, dopo che si è accettata la proppria malattia e si è festeggiato il ritorno a una vita sana, sono proprio la solita routine e le vecchie abitudini, come farsi la barba al mattino con uno scopo, un lavoro da svolgere, una moglie da amare e un figlio da crescere, che, come i fili, cuciono insieme i propri giorni, in un quadro generale che merita il nome di vita.

La vita è lunga - se tutto - va bene. Ma lunga è un termine relativo: un minuto può sembrare un mese, quando si pedala in salita, ed è per questo che poche cose sembrano più lunghe di un tour de France.

Sarebbe facile considerare il Tour de France l’impresa monumentale ed illogica di 200 corridori che percorrono in bicicletta l’intero perimetro della Francia, montagne comprese, per tre settimane nella calura estiva.
Non vi è alcun motivo per tentare un’impresa tanto idiotra, se non il fatto che alcune persone, ossia alcune persone come me, sentono il bisogno di cercare il massimo della loro capacità di resistenza al fine di autodefinirsi (io sono l’uomo che può farlo).

Ero intenzionato a sacrificare l’intera stagione per prepararmi al Tour. Ho puntato tutto su quello.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

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martedì 13 novembre 2012

Frasi Libri: Lance Armstrong - Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita 3.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

Quali sono le mie possibilità di sopravvivenza? Era una domanda che mi ripetevo all'infinito.

La speranza, infatti, è l’unico antidoto contro la paura.

Cos'è più forte, la paura o la speranza? Inizialmente, ero assai timoroso e non avevo molta speranza; tuttavia, mentre me ne stavo li, seduto, ad apprendere l’entità della mia malattia, ho impedito alla paura di annientare completamente il mio ottimismo.

"Hai scelto il ragazzo sbagliato", dissi. "Se cercavi un corpo in cui vivere, hai commesso un grosso errore, scegliendo il mio."


Anche se pronunciavo quelle parole, tuttavia, sapevo che si trattava solamente di millanteria agonistica.
Nel suono della mia voce interiore ho avvertito un tono sconosciuto: l’incertezza.
Nel descrivermi i dettagli, disse chiaramente che avrebbe operato in zone dove il minimo errore avrebbe potuto costarmi la vista oppure la capacità motorie.
Shapiro si rese conto che mi stava davvero terrorizzando.
"Sa, non c’è mai nessuno che vuole un intervento al cervello", disse.
"Se non si è spaventati, non si è normali."

Sapevo molto bene una cosa: credevo nella credenza in sè. Voloevo credere di fronte all’assoluta mancanza di speranza, nonostante tutte le prove contraire.
Siamo molto più forti di quanto pensiamo e la credenza è una delle caratteristiche umane più coraggiose e più durature.

Non avevo capito completamente, fino al cancro, quanto combattiamo, ogni giorno, contro le insidiose avversità del mondo, quanto lottiamo, quotidianamente, contro il lento dilagare del cinismo. I pericoli reali della vita sono lo scoraggiamento e la delusione, non le malattie improvvise nè il cataclisma apoacalittico di fine millenio. In quel momento, ho capito perchè le persone temono il cancro: perchè è una morte lenta ed inevitabilie, è la definizione stessa di cinismo e perdita di forza d’animo. Così, credevo.

"Ho visto persone meravigliose, positive, non farcela alla fine", disse il Dr. Einhorn. "Ed alcune delle persone più litigiose ed irascibili sopravvivere, per riprendere poi la loro vita meschina."

La domanda era: chi avrebbe ucciso per primo la chemio, me oppure il cancro?

La chemio era un continuo tossire, staccando dal profondo del mio petto dei pezzi scuri di una sostanza misteriosa, simile al catrame. La chemio era un bisogno di andare in bagno costante, da farmi piegare in due.

Per sopportare tutto questo, immaginavo che quanto stavo espellendo con la tosse fossero i tumori completamente bruciati.

Il fatto di muovermi è diventata per me una battaglia più grande. Arrivato al quinto giorno consecutivo del terzo ciclo di chemio, non ero nemmeno più in grado di camminare per la corsia. Dovevo rimanere a letto per un giorno intero, al fine di guadagnare le forze per tornare a casa.

Ci si inganna.
Si crede di poter correre più velocemente e di sentirsi meglio di quanto non sia in realtà.
Poi, una donna di mezza età, sulla sua mountain bike, ci sorpassa, e allora capiamo qual’è la verità.
Ho dovuto ammettere di essere assolutamente fuori forma.

Io e Bill parlavamo continuamente di questo.
Io esitavo, un giorno pianificavo il mio grande ritorno ed il giorno dopo gli dicevo che la mia carriera era finita.

Poi è successo un fatto che ha aumentato la mia insicurezza: l’assistente di Bill, la nostra cara amica Stacy Pounds, ha scoperto di avere un cancro ai polmoni.

Stacy non nera fortunata come me: il suo era un cancro incurabile.

"Non sarò mai più in grado di prendere parte a quella gara", dissi.
Steve era sconvolto.
Non mi aveva mai visto arrendermi di fronte a nulla.
"Penso di avere perso", dissi.

"Semplicemente, non sto bene sulla bicicletta:"

Steve mi conosceva in quanto spaccone, mentre adesso parlavo da vittima.
Non avevo più il mordente che lui ricordava.

Carpe diem, mi sono detto, cogli l’attimo. Non importava quanto mi rimanesse, avevo intenzione di spenderlo bene.
Ed è così che io e Kik ci siamo trovati.


"Credo di essermi innamorato di te", dissi, da un capo all’altro della stanza.
Kik si è fermata, davanti allo specchio, ed ha detto: "Credi di esserlo? Oppure lo sei? Perchè ho bisogno di saperlo. Ho davvero bisogno di saperlo".
"Lo sono".
"Lo sono anch’io", disse.
Se mai doveste sperare di incontrare qualcuno ed innamorarvene, dovrebbe succedervi proprio come a noi, felicemente, perfettamente. La relazione non era fatta di parole, ma di molti sguardi profondi, intensi, lunghi e di un complesso concerto di emozioni.


Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

Inoltre potrebbe interessarti il tema della RESILIENZA.

Oppure "Saper incassare, perseverare."

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mercoledì 7 novembre 2012

Frasi Libri: Lance Armstrong - Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita 2.

Non so perchè sono ancora vivo. La mia professione mi ha insegnato a combattere in condizioni di assoluta inferiorità e di grandi avversità.

Non posso impedirmi di credere che la mia sopravvivenza è stata piuttosto un caso di fortuna cieca.

L’acido lattico è la sostanza chimica che il proprio corpo produce quando è senza fiato e affaticato - è quello che fa bruciare i polmoni e dolere le gambe.

La verità è che il cancro è la cosa migliore che mi sia mai capitata.

Le persone muoiono.



Ma vi è anche un’altra verità. Le persone vivono. E’ una verità uguale e contraira. Le persone vivono, e nei modi più straordinari.

Nero è positivo. Bianco è negativo.
Il Dr. Reeves ha sistemato le mie radiografie su un ripiano luminoso appeso al muro.
Il mio torace sembrava uan tormenta di neve.
"Bene, la questione è seria" ha detto il Dr. Reeves. "Si tratta di un cancro testicolare con ampie metastasi ai polmoni."
Ho il cancro.
"Ne è sicuro?", chiesi.
"Sono assolutamente sicuro”, rispose il Dr. Reeves.
Ho 25 anni. Perchè dovrei avere il cancro?
"Non potrei sentire un altro parere?", dissi.
"Certamente", rispose il Dr. Reeves. "Lei ha tutti i diritti di farlo.
Ma devo dirle che sono certo della diagnosi. Le ho fissato un intervento per domani mattina alle sette per asportare il testicolo."

Avevamo deciso che le loro lezioni sarebbero state recepite a poco a poco.
Ci sono cose che s’imparano meglio con l’esperienza, ed Och e Chris hanno lasciato che lo capissi da solo. All’inizio, non valutavo mai le mie gare.
Pensavo: "Ero il più forte; gli altri non riuscivano a starmi dietro."
Ma, quando ho cominciato a perdere parecchie gare, sono stato costretto a ripensarci, ed un giorno finalmente ci sono arrivato: "Un momento. Se sono il più forte, perchè non ho vinto?"

Così, ho smesso di mangiare dolci, ho rinunciato al Tex-Mex ed ho capito che avrei dovuto trovare un nuovo tipo di forza, la forza interiore chiamata autodisciplina.

Penso che la caratteristica che contraddistingue maggiormente un uomo da un ragazzo sia la pazienza.

Sul traguardo ho provato un’emozione che non avrei mai più rivissuto.
Sentivo che stavo vincendo per Fabio, per la sua famiglia, per il suo bambino e per tutta l’Italia in lutto.



Ho imparato cosa significasse partecipare al Tour de France.
Non ha nulla a che vedere con il ciclismo.
E’ una metafora per la vita: non rappresenta solo la gara più lunga del mondo, ma anche la più esaltante, la più estenuante e la più potenzialmente tragica.

Anche durante la nostra vita siamo posti di fronte a così tanti elementi diversi, incontriamo così tanti ostacoli imprevisti, combattiamo un simile corpo a corpo con i fallimenti, abbassiamo la testa sotto la pioggia, cercando di rimanere in piedi e di mantenere una piccola speranza.
Il Tour non è solo una gara di ciclismo, nient’affatto. E’ una prova.
Ti prova fisicamente, ti prova mentalmente e ti prova persino moralmente.

Pensavo di sapere cosa fosse la paura, fino al momento in cui ho sentito le parole "hai il cancro".

Le mie paure precedenti, di non piacere agli altri , di venire deriso, di perdere tutti i miei soldi, improvvisamente mi sono sembrate soltanto espressioni di codardia.

Adesso, tutto assumeva un’importanza diversa: le preoccupazioni della vita - una gomma a terra, la carriera che svanisce, un ingorgo per strada - sono state riclassificate secondo il criterio dell’opposizione fra bisogno e desiderio, fra problema vero ed allarme di minore entità.
Un volo aereo pieno di sobbalzi era semplicemente un volo aereo pieno di sobbalzi, non il cancro.



Ho fissato un appuntamento con un nutrizionista.
Sono sceso dal divano, zoppicando, e ci siamo recati da lui; egli ci ha dato degli orientamenti per combattere il cancro ed un elenco di alimenti compatibili con i medicinali della chemioterapia.
Pollo ruspante in abbondanza, broccoli, niente formaggi o grassi di altro tipo e molta vitamina C, per contrastare le tossine della chemio.

"Sono deciso a combattere questa malattia", ho concluso. "E vincerò."

La chemio è così potente che non è possibile farla tutti i giorni. Sono necessari dei cicli di tre settimane: la cura viene somministrata per una settimana e sospesa nelle due successive, così da consentire al corpo di ristabilizzarsi e di produrre nuovi globuli rossi.

Mi sono detto che dovevo continuare a fare movimento.
Tutte le mattine, durante la prima settimana di chemio, mi alzavo presto, indossavo una tuta, mettevo le cuffie e camminavo.
Percorrevo la strada a passo sostenuto per un’ora o più, respirando e sudando.
Tutte le sere, andavo in bicicletta.

Molto spesso, ciò che facciamo non ha senso per noi nel momento stesso in cui lo facciamo.

Ero così concentrato a star meglio che, durante quel primo ciclo di chemioterapia, non sentii nulla.
Nulla.
Ho persino detto al Dr. Youman: "Forse è necessario che ne assuma di più."
Non capivo di essere estremamente fortunato per il modo in cui il mio corpo stava tollerando la chemio.

I risultati delle analisi giunsero quasi immediatamente. Mia madre, mia nonna e Bill aspettarono nell’ingresso, ma volevo che Lisa fosse con me nell’ufficio del dr. Youman.
Le stringevo la mano.
Il Dr. Youman diede uno sguardo all’immagine e disse, con tono riluttante: "Hai due macchie sul cervello."

Lisa e mia madre non potevano trattenersi dal piangere; stavano sedute nell’ingresso, con le lacrime agli occhi.
Ma io, stranamente, non provavo emozioni.
Era stata una settimana piena, ho pensato.
Mi avevano fatto la diagnosi il mercoledì, operato il giovedì, dimesso il venerdì sera; avevo depositato lo sperma il sabato, tenuto una conferenza stampa per annunciare al mondo che avevo un cancro testicolare il lunedì mattina, iniziato la chemioterqapia il lunedì pomeriggio.
Adesso era giovedì, ed era nel mio cervello.
Questo avversario si stava rivelando più forte del previsto.
Non riuscivo ad avere nemmeno una notizia buona: è nei tuoi polmoni, è nello stato tre, non hai un’assicurazione, adesso è nel tuo cervello.


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martedì 6 novembre 2012

Pensieri Frasi Libri: Lance Armstrong - Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita 1.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

Le persone muoiono.
Ma vi è anche un’altra verità.
Le persone vivono.
E’ una verità uguale e contraria. Le persone vivono, e nei modi più straordinari.

E' un messaggio positivo.
Il messaggio positivo di una persona, Lance Armstrong, che ha sconfitto una malattia.
Non voglio esprimere pareri su quella malattia e su come affrontarla.
Si può parlare solo di quello che si è provato, di quello che si è vissuto.
Per questo non capisco gli psicologi che ti spiegano come superare un problema se loro stessi non ci sono mai passati, o i preti che ti dicono come gestire una famiglia, quando loro non sono mai stati padri (e non mi dite che i cristiani che vanno in chiesa sono la loro famiglia).
Io parlo di famiglia, di tua moglie che va a letto con un altro o tuo figlio che va male a scuola e frequenta cattive compagnie.

Voglio restare molto più nel piccolo.

Voglio restare sulle nostre lamentele quotidiane del lavoro o del fidanzato/fidanzata.
Lamentarci di un lavoro che fortunatamente abbiamo, quando altri sono disoccupati.
Sul nostro lamentarci che non porta a niente, sul nostro pessimismo.
Basta lamentarci, basta morire.

Viviamo e impieghiamo il tempo nel miglior modo possibile che non è lamentarci.
Se dobbiamo scegliere tra il lamentarci e il fare qualcosa che ci aggrada e ci fa sentire meglio, scegliamo la seconda.
Le persone vivono e fanno cose straordinarie, pensiamo a loro e non lamentiamoci.
Alziamoci dal divano e facciamo qualcosa.
Lasciate ad altri le serie tv, i gossip, la politica dei fannulloni.
Il processo Ruby, Berlusconi e i nuovi amori della Belen.
Il lamentarci va bene solo se costruttivo, solo se ci sprona a migliorarci.
Il lamentarci fine a se stesso non serve a niente!


frasi Lance Armstrong
Prendiamo coscienza delle nostre possibilità, delle nostre capacità di fare cose impensabili e facciamole.
Do it.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

A queste pagine del blog trovate frasi di libri, frasi d'amore, di vita, consigli su dieta e sport e la mia esperienza personale e i benefici di smettere di fumare.

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Frasi Libri: Lance Armstrong - Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita 1.

Ma i ciclisti devono depilarsi perchè, quando la ghiaia entra nella pelle, è più facile ripulirla ed applicare una benda se non ci sono i peli.

Un minuto stai pedalando su una strada e , il minuto successivo, boom, ti ritrovi per terra a faccia in giù, e tutto ciò che puoi fare è agitare il pugno in direzione delle luci posteriori che man mano si allontanano.

Il cancro è così. E’ stato come essere mandati fuori strada da un camion, ed ho le cicatrici per dimostrarlo.

Ci si sforza lentamente e dolorosamente di scalare una collina e , forse, se si lavora davvero duro, si arriva in cima prima di tutti gli altri.

Il cancro è anche questo.
Delle persone sane e forti contraggono il cancro, fanno tutto ciò che è necessario per sconfiggerlo, e ciononostante muoiono.
Questà è la verità essenziale da imparare.
Le persone muoiono.
E, dopo averla imparata, tutto il resto sembra non avere più importanza.
Sembra semplicemente insignificante.

Non so perchè sono ancora vivo. La mia professione mi ha insegnato a combattere in condizioni di assoluta inferiorità e di grandi avversità.

Non posso impedirmi di credere che la mia sopravvivenza è stata piuttosto un caso di fortuna cieca.



L’acido lattico è la sostanza chimica che il proprio corpo produce quando è senza fiato e affaticato - è quello che fa bruciare i polmoni e dolere le gambe.

La verità è che il cancro è la cosa migliore che mi sia mai capitata.

Le persone muoiono.

Ma vi è anche un’altra verità. Le persone vivono. E’ una verità uguale e contraira. Le persone vivono, e nei modi più straordinari.

Nero è positivo. Bianco è negativo.
Il Dr. Reeves ha sistemato le mie radiografie su un ripiano luminoso appeso al muro.
Il mio torace sembrava uan tormenta di neve.
"Bene, la questione è seria" ha detto il Dr. Reeves. "Si tratta di un cancro testicolare con ampie metastasi ai polmoni."
Ho il cancro.
"Ne è sicuro?", chiesi.
"Sono assolutamente sicuro", rispose il Dr. Reeves.
Ho 25 anni. Perchè dovrei avere il cancro?
"Non potrei sentire un altro parere?", dissi.
"Certamente", rispose il Dr. Reeves. "Lei ha tutti i diritti di farlo.
Ma devo dirle che sono certo della diagnosi. Le ho fissato un intervento per domani mattina alle sette per asportare il testicolo."

Il nostro passato ci forma, che ci piaccia o meno.
Ciascun incontro e ciascuna esperienza producono il proprio effetto, e noi risultiamo plasmati allo stesso modo in cui un albero di algaroba in pianura, viene modellato dal vento.

Mi ha cresciuto con una regola inflessibile: "Trasforma tutti gli ostacoli in opportunità".

Nulla viene sprecato, è tutto li per venire utilizzato, le vecchie ferite e le offese di un tempo aumentano l’energia competitiva.

Quando avevo quasi 13 anni, un pomeriggio stavo ronzando intorno al Richardson Bike Mart ed ho notato un volantino che pubblicizzava una gara chiamata IronKids.
Si trattava di triathlon junior, una competizione che combinava il ciclismo, il nuoto e la corsa. Non avevo mai sentito parlare di triathlon fino a quel momento.


"Ascolta, Lance, se vuoi arrivare da qualche parte, devi farlo da solo, perchè nessuno lo farà per te."

Mantenersi caldi è fondamentale per una prova di cronometro, perchè quando senti il "via" devi assolutamente essere pronto a scattare, boom, mettendocela tutta per 12 miglia.

Chris mi ha fatto notare che i campioni di massimo livello, i vari Marco Pantani e Miguel Indurain, erano tutti forti quanto e più di me. "Come tutti coloro che gareggiano a questo livello", ha detto. A fare la differenza era la tattica.

Ho tagliato la linea del tragurado circa mezz’ora dopo il vincitore e, mentre ce la stavamo mettendo tutta per affrontare l’ultima salita, la folla spagnola ha cominciato a ridere di me ed a fischiare.

Qualche ora dopo, raggiunto l’areoporto di Madrid, mi sono lasciato cadere su una sedia. Volevo abbandonare tutto lo sport. E’ stata la gara che più di tutte mi ha reso lucido: mentre mi recavo a San Sebastian, avevo davvero pensato di avere la possibilità di vincere; adesso, mi chiedevo addirittura se fosse capace di gareggiare. Avevano riso di me.

In una lunga gara a tappe, si cerca di farsi degli amici perchè, in un secondo tempo, può tornare utile. Dai un dito, fatti un amico. Ma io non facevo così.

Mentre avanzavo fianco a fianco con Argentin, lui mi ha guardato, vagamente sorpreso, ed ha detto: "Cosa ci fai qui, Bishop?"
Non so perchè, ma mi fece infuriare. Non sapeva il mio nome.
Pensava che fosse Andy Bishop, un altro membro della squadra americana. Ho pensato: "Questo qui non conosce il mio nome?" "Vai al diavolo, Chiappucci!" dissi, rivolgendomi a lui con il nome di uno dei suoi compagni di squadra.

Negli anni, da allora, sono cresciuto ed ho imparato ad ammirare le peculiarità degli italiani: le maniere raffinate, l’arte, la cucina e l’oratoria, per non parlare del loro grande ciclista, Moreno Argentin. In effetti, io e lui siamo diventati buoni amici. Nutro molto affetto nei suoi confronti e adesso, quando ci incontriamo, ci abbracciamo, all’italiana, e ridiamo.


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giovedì 25 ottobre 2012

Smettere di fumare: Benefici Esperienza personale. Indice.



In questa pagina ho suddiviso in settimane la mia esperienza senza sigarette.
In questo modo potete cliccare su una settimana e leggere come mi sentivo.

Ho scelto di scrivere queste sensazioni perchè troppo spesso trovo su internet articoli che sembrano dei copia / incolla.
Tutti uguali, tutti che scrivono cosa succede dopo 10 minuti.
Sinceramente, riferendomi a questi articoli, dopo 10 minuti non cambia assolutamente nulla.

Voi cosa ne pensate?
Se la pensate come me, che dopo 10 minuti da una sigaretta non sentite nulla di diverso, proseguite la lettura.

Se non la pensate come me, leggete lo stesso. Per chi vuole smettere di fumare qualsiasi informaizone fa bene!

1) Smettere di fumare: benefici 1.

2) Smettere di fumare: benefici 2.

3) Smettere di fumare: benefici 3.

4) Smettere di fumare: benefici 4.

5) Smettere di fumare: benefici 5.

6) Smettere di fumare: benefici 6.

7) Smettere di fumare: benefici 7.

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mercoledì 24 ottobre 2012

Smettere di fumare: benefici 7.

Smettere di fumare parte 6.

Settima settimana:
Difficoltà: media/alta.
Benefici: medi.

Settima settimana:

- difficoltà: alta.

- voglia di accendersi una sigaretta: alta.

- benefici: bassi.


Eccoci alla settima settimana senza fumare.

In questa settimana ho ceduto alle sigarette e ho fumato una sigaretta quasi tutti i giorni, oltre ad averne fumate un paio durante il week-end.

Perchè vi scrivo questo?
Perchè voglio essere sincero e smettere di fumare non è facile.
Altrimenti vi riporterei le solite cose e i soliti dati.
Non non è facile.
Ma questo mi è servito.
Questo perchè nonostante siano passate sette settimane la voglia resta alta e cascarci dentro è sempre facile.

Cosa ho notato?

Che sono subito peggiorato a livello di resistenza di fiato, di capacità polmonare.

Infatti è bastata una settimana di sigarette per andare subito in deficit di fiato.
Anche i denti si sono sporcati subito.
Se i miglioramenti tardavano ad arrivare, perchè poco sensibili, il peggioramento si è notato subito.
Questo mi fa pensare che a piccoli passi, giorno dopo giorno, c'erano dei miglioramenti che giornalmente si fa fatica a percepire ma sulla lunga distanza balzano all'occhio.

E' una cosa che ho percepito subito.
Incredibile ma lentamente stavo migliorando.

Dalla prossima settimana si torna a regime NO FUMO.

Nulla è perduto.



Smettere di fumare parte 6.

Smettere di fumare - indice settimane.

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giovedì 11 ottobre 2012

Pensieri frasi libri: Bruce Lee: la perfezione del corpo - 5.

Frasi e Pensieri di "Bruce Lee: la perfezione del corpo".

Pensi che un combattimento sia solo un colpo? Un calcio?
Finchè non sei in grado di eseguire combinazioni insieme senza neanche pensarci, finchè non capisci come tenerti in movimento e come avere resistenza, assumi una guardia del corpo o conduci una vita più pacifica. (Bruce Lee).

Mentre è vero che i risultati migliori - non solo dal punto di vista fisico, ma anche, nel tuo lavoro e nella tua morale - si ottengono quando una persona non vuole accettare i propri limiti e cerca di aumentare la sua capacità di sopportazione a ogni uscita, è anche vero che bisogna pour iniziare, da qualceh parte.

Sono due le considerazioni molto importanti che Bruce Lee aveva colto già decine di anni fa:

La prima: la difesa personale NON è per tutti.

Non credete al corso di 15 ore di difesa personale, non credete che chiunque può difendersi da un attacco con coltello o da uno che ha un bastone in mano.
O più semplicemente che con un calcio nei genitali avrete risolto tutti i vostri problemi.
No, non è assolutamente così.

La preparazione fisica è indispensabile.

Senza quella non sarete in grado di difendersi neanche da un bambino che vi frega la borsetta.
Senza resistenza, forza, allenamento non potete minimamente pensare di sopraffare una persona che pesa 10 o 20 Kg in più di voi.

Inoltre in 15 ore non imparate niente, neanche a un corso di cucina, pensate quindi di imparare a difendervi?

Affidate la vostra sicurezza a 15 ore dove fi fanno credere che con un dito puntato alla gola di un uomo la passerete liscia?

Sbagliato, anzi sbagliatissimo e coloro che vi dicono questo non sanno minimaente quello che stanno dicendo, non hanno mai preso uno schiaffo e tutto quello che hanno è una cintura nera presa senza sapere nulla di cosa succede in strada e convertita in un bel diploma di istruttore di difesa personale.

Certo perchè basta una cintura nera e un corso di tre giorni e in Italia ti rilasciano qualsiasi certificato di istruttore di primo livello.
Un esempio è che le palestre sono piene di istruttori di qualsiasi cosa, dalla fit boxe dove non vi spiegano neanche come tenere i polsi e come bendarvi le mani, o piene di ex praticanti di Karate che sono arrivati alla cintura nera eseguendo forme su forme e adesso insegnano difesa personale.


frasi Bruce Lee
Non vi insegnano a gestire le emozioni, non vi dicono che uno strafatto di coca o droga del vostro calcio nelle palle se ne invischia perchè non sente niente e magari si incazza il doppio e voi restate impietrite perchè pensavate fosse tutto finito li.
Non non è cosi, anzi è molto ma molto peggio di quello che potete immaginare.

Ma è pur vero che da qualche parte bisogna iniziare, quindi iniziate, almeno iniziate con umiltà, cercando di capire cosa fate, iniziate a fare.

Poi, capirete, e più vi farete domande più cercherete risposte. Allenatevi, studiate, siate pronti, fate.

P.s.: naturalmente si trovano anche persone serie, ma non a un corso di 15 ore!

In queste pagine potrebbe interessarti di Bruce Lee:

"Misure muscoli e fisico."

"Bruce Lee: il significato di Yang e Yin."

"Bruce Lee: metodi di allenamento."

"Bruce Lee: allenamento cardiovascolare."

"Bruce Lee: Alimentazione - 1."

"Bruce Lee: Alimentazione - 2."

"Bruce Lee: la corsa - 1."

"Bruce Lee: la corsa - 2."

"Bruce Lee: la corsa - 3."

"Bruce Lee: la corsa - 4."

"Bruce Lee: la corsa - 5."

La pagina principale del blog a questo indirizzo.

mercoledì 10 ottobre 2012

Smettere di fumare: benefici 6.

Smettere di fumare parte 5.

Sesta settimana:

- difficoltà: media.

- voglia di accendersi una sigaretta: bassa.

- benefici: medi.


In questa settimana volevo soffermarmi sui benefici che ho dopo più di 40 giorni senza fumare.
Lo faccio perchè nelle prime settimane ho sottolineato più volte come non avessi nessun beneficio nello smettere di fumare.
Questo comportava in me una grossa difficoltà perchè nell'immediato, i benefici, sono quelli che ti danno una motivazione in più per proseguire.

Smetto di fumare > difficoltà nel proseguire > noto dei benefici > mi motivo a proseguire. E' un cerchio che si chiude e aiuta a proseguire.

Nel mio caso invece non ho avuto questa spinta motivazionale iniziale e quindi voglio sottolineare i benefici adesso.

Benefici: la resistenza a livello di fiato è sensibilmente migliorata.
Vado in affanno dopo, molto dopo, anche se ho ancora senso di pesantezza e oppressione a livello toracico.
Questa sensazione è però decisamente diminuita rispetto a prima.
All'inizio sembrava quasi facessi fatica ad allargare il torace.
Adesso invece è più leggero.

Inoltre non ho più la necessità di fumare in maniera incontrollata.

Riesco tranquillamente a passare ore e ore senza avere la necessità o lo stimolo del fumo.
Anzi non ci penso proprio.
Mi ritengo ancora molto a rischio, infatti basta un fattore esterno di disturbo, stress o birra che sia che il richiamo alla sigaretta è immediato.
Esco senza sigarette e quando si verifica un caso di tensione o dei pensieri negativi entrano nella mia testa, come brutti ricordi, la prima azione è cercare un pacchetto di sigarette.
In tutto questo mi da molto fastidio l’odore di fumo o qualcuno che fuma.


Sicuramente , quello che posso dire, è che rispetto ai primi giorni ho molta meno voglia di fumare.
Molta ma molta meno voglia di fumare.
Però voglio farvi notare che sono passate ben sei settimane.
Non ho più neanche l'abitudine del gesto di fumare.
Nelle prime settimane avevo questa voglia di fumare alla sera a fine giornata. Per chiudere la giornata.
Adesso non ci penso neanche.
E' un'altra abitudine che se ne va.

E' ancora molto lontano l'arrivo, continuiamo a impegnarci.



Smettere di fumare parte 7.

Smettere di fumare - indice settimane.

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sabato 6 ottobre 2012

Smettere di fumare: benefici 5.

Smettere di fumare parte 4.

Dopo un mese senza sigarette.

Quinta settimana:

- difficoltà: media.

- voglia di accendersi una sigaretta: meida.

- benefici: medi. Qualcosa si muove


Due sono le novità di un mese di non quasi fumo.
Non quasi fumo, perchè come dicevo la settimana scorsa, ho fumato 3 sigarette.
La cosa non ha avuto conseguenze sulla voglia di fumare ma è giusto scriverlo.

Quindi le due novità:
La prima è che finalmente qualcosa si muove, ovvero da un punto di vista del fiato stiamo migliorando.

Respiro meglio.
Finalmente posso dire che dopo un mese e una settimana si respira meglio senza sigarette.
La sensazione è che i polmoni si aprono di più.
Non ho il peso sul petto che non li fa aprire.
E' una sensazione nuova e lo voglio scrivere perchè nelle scorse settimane, se le avete lette, vi dicevo che non notavo nessun miglioramento.
Nulla cambiava e facevo sempre la stessa fatica, anche se su internet si legge che dopo solo 10 minuti ci sono dei miglioramenti

Almeno è percepibile il miglioramento, mi rendo conto che la qualità del respiro è migliore.
Sensibilmente migliore.

Durante la corsa o le attività fisiche non vado in affanno di fiato come prima, ho più resistenza.
Sembra quasi che riesca ad immagazzinare più ossigeno.

La seconda è che sono andato all'Ocktober Fest, che per chi non c'è mai stato è la festa della birra più famosa al mondo.
Sono andato nel weekend e in questa occasione ho fumato due sigarette.


Il rischio che correvo era quello di ricominciare o continuare a fumare anche al ritorno.
Oggi è Lunedì e non ho sentito nessuna esigenza di sigaretta o fumo.

Come la settimana scorsa, anche questa volta dopo la sigaretta che ho fumato non ho sentito nessuna esigenza di fumare.
Vi starete chiedendo?
Scusa ci parli di smettere di fumare e tu fumi?
Innanzitutto non sto parlando di smettere di fumare o di come si fa.
Vi sto raccontando la mia esperienza sulle sensazioni che provo durante questo periodo dove sto cercando di smettere.
Questo cercare di smettere non è sicuramente impresa facile e infatti è già capitato di riaccendere una sigaretta ma nonostante questo tengo duro.

Mi raccomando tenete duro anche voi.



Smettere di fumare parte 6.

Smettere di fumare - indice settimane.

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lunedì 1 ottobre 2012

Smettere di fumare: benefici 4.

Smettere di fumare parte 3.

Quarta settimana: Un mese senza sigarette.

- difficoltà: media.

- voglia di accendersi una sigaretta: media.

- benefici: bassi ma in rialzo.


Aggiungo inoltre altre considerazioni che nelle settimane precedenti non erano presenti.

- sono diventato iper sensibile al fumo, sento chi fuma a distanza e mi da fastidio, molto.

- sento molto l'inquinamento della mia città quando giro in bicicletta.

- in pratica credo che l'olfatto sia migliorato, sento meglio gli odori.

- sport qualcosina si muove, molto lentamente. Diciamo che il recupero mi sembra migliorato ma non ho dati palesemente positivi.

- La voglia di fumare in situazione normale, senza stress, senza cene, senza caffè è molto diminuita. Quasi inesistente.

Veniamo a questa quarta settimana.
Innanzitutto festeggio un mese senza sigarette, che è un traguardo non da poco.
Ho imparato che bisogna darsi degli obiettivi raggiungibili e motivanti.
Equilibrati, non troppo difficili ma neanche troppo facili che non ci impegnano.
Ma con voi voglio essere onesto.
Questa settimana un paio di sigarette le ho fumate.
A dir la verità le ho fumate in questa quarta settimana.
Per l'esattezza ho fumato tre sigarette in tre giorni diversi.


Giovedì ho fumato una sigaretta perchè ero particolarmente contento e volevo gustarmi una sigaretta.
Che stupido, che controsenso.
Perchè, mi domando?

Si avete capito bene, volevo concedermi una sigaretta.
Sabato e domenica invece, causa cena, birra e caffè non ho resistito.
Ho fumato quando sono rientrato a casa.

Quello che però vi posso riportare, sono le sensazioni che ho provato.

Giovedì, sensazione sgradevole.

Mi faceva quasi schifo, me la ricordavo molto meglio l'esperienza del fumare.
Mamma mia che schifo.
Amara, grattava in gola, mi faceva quasi stare male.
Dopo pochi tiri, l'ho buttata.
Che puzza e che schifo.
Pessima esperienza.

Mi è rimasto un saporaccio in bocca.
Non ho neanche finito la sigaretta.
Sabato e Domencia invece dopo birra e caffè me la sono gustata.
Nonostante questo il giorno successivo non avevo voglia di fumare.

Sinceramente non mi ricordavo neanche di aver fumato.
Non ho sentito assolutamente la necessità di fumare.

Quindi resistiamo e proseguiamo alla prossima settimana.


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