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giovedì 18 luglio 2013

Pensieri su Lance Armstrong - 2.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

"Se non si è spaventati, non si è normali." Quante volte abbiamo paura ad ammettere di aver paura?

Se qualcuno vi dice che non ha paura, significa che mente.
Tutti abbiamo paura, la paura è un naturale come tutti gli altri, come l’amare o come il soffrire.

La paura è utile è indispensabile.
Se non provassimo paura il nostro organismo non sarebbe in grado di attivare determinati stati che servono appunto al nostro corpo per sopravvivere.

Quando abbiamo paura tutte le risorse disponibili vengono predisposte in attività necessarie ed indispensabili, eliminando quelle che non ci servono.


Pensieri Lance Armstrong
Ad esempio il cuore inizia a battere per pompare più sangue in modo da essere pronti a una fuga o a una corsa.
Diminuzione di alcuni sensi, come l’udito, o la vista (non vedete quello che è attorno a voi ma focalizzate l’obiettivo).

Insomma aver paura è un processo naturale che se negato non vi permetterebbe di attuare tutti quei meccanismi necessari a superare determinate situazioni.

Quindi nessuna vergogna, nessun timore.

Riconoscere la paura e sfruttarla è indispensabile.
Essere dei fifoni è un altro discorso.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

A queste pagine del blog trovate frasi di libri, frasi d'amore, di vita, consigli su dieta e sport e la mia esperienza personale e i benefici di smettere di fumare.

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giovedì 15 novembre 2012

Frasi Libri: Lance Armstrong - Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita 4.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

"Lance" disse Chris, "perchè stai giocando a golf? La tua professione è il ciclismo."
Ho scosso il capo , scettico. "Non lo so", dissi.
"Hai paura?".
Si, ce l’avevo. Ero stato forte come un toro, sulla bici, e se non lo fossi più stato? E se gareggiare mi avesse fatto ammalare di nuovo?

Ci ho pensato su per un paio di giorni. Una cosa è sottoporsi alla chemio e poi tornare al proprio lavoro di ragioniere. Ma fare il ciclista?
Non sapevo come sarebbe stato. Dopo la chemio, la scalata più faticosa delle Alpi assomigliava alla pianura più piatta.
Il 4 settembre 1987, sono andato all’Interbike Expo, con Bill, per annunciare il mio ritorno al ciclismo nella stagione 1998. Ho tenuto una conferenza stampa e ho riempito una stanza di giornalisti e di esperti di ciclismo informandoli della mia intenzione di tornare a gareggiare.
Ho spiegato la situazione ocn Cofidis ed ho detto apertamente che mi sentivo abbandonato.
Avevo perso un anno intero, a causa del cancro, e Cofidis aveva dei dubbi su di me proprio quando mi sentivo bene ed ero pronto a gareggiare di nuovo, dissi.
A questo punto, tutto il mondo ciclistico sapeva che ero stato messo all’asta.
Mi sono seduto ed ho aspettato che iniziassero le offerte.
Non ne sono arrivate.
Non mi volevano.

Un’altra squadra, Saeco-Cannondale, disse che poteva fare un’offerta ed ha fissato un appuntamento con Bill per il giorno seguente.

Nessuna squadra europea mi avrebbe ingaggiato.
Per venti chiamate che Bill faceva ne riceveva forse tre.


frasi Lance Armstrong
Kik ha detto solo: "Sai, preferirei vivere un anno meraviglioso che sette mediocri. Ecco cosa ne penso. La vita è un’incognita. Non si sa mai. Neesuno lo sa".

Mentre ero malato, mi sono ripromesso che non avrei mai più bestemmiato, bevuto un’altra birra ne perso le staffe.
Volevo diventare il più bravo ragazzo che si potesse sperare di conoscere.
Ma la vita continua.
Le cose cambiano, le buone intenzioni si perdono.
Si beve un’altra birra.
Ci scappa un’altra bestemmia.

Ho smesso di sfogarmi con Bill, ma continuavo a rimuginare sul fatto che nessuno mi volesse.
Nessuna squadra europea mi voleva, e nemmeno quelle americane.
Nell’area della partenza, mi sono seduto in macchina, cercando di mantenermi caldo, ed ho pensato a quanto non volessi trovarmi in quel luogo.
Quando si cominciano a fare pensieri di quel tipo, le cose non possono di certo migliorare.

Il vento di traverso mi penetrava negli abiti e mi rendeva difficoltoso tenere la bicicletta, mentre pedalavo in maniera scomposta.
All’improvviso, ho portato le mani sull aparte superiore del manubrio.
Mi sono sistemato sulla sellae sono arrivato per inierzia fino alla transenna.
Mi sono messo da parte.
Ho lasciato.
Ho abbandonato la gara.
Mi sono tolto il numero.

Ho pensato: "Non è così che voglio trascorrere la mia vita, infreddolito, bagnato fradicio e nelle retrovie.
La decisione di abbandonare non aveva nulla a che vedere con le mie condizioni fisiche.
Ero forte.
Solo, non volevo stare la.
Non sapevo che andare in bicicletta, sopportando la pioggia ed il dolore, era quello che volevo fare per il resto della mia vita.

Non ho più nulla da dimostrare a me stesso, ne alla comunità del cancro, ecco tutto.

"Sai quelle gare, la Ruta del non so che e la Parigi-non so che?" disse Bill. "Nessuno in america ne ha mai sentito parlare, ragazzo. Nessuno qui sa che sei tornato sulla bicicletta.


frasi Lance Armstrong
"Sono arrivato 14° alla Ruta del Sol", dissi, sulla difensiva.
"Lance", disse Bill, "sarai l’uomo che ha avuto il cancro e che non è mai tornato a gareggiare. E’ così che andrà".

E' stata una pacchia, giocavo a golf tutti i giorni, facevo sci nautico, bevevo birra e me ne stavo sul divano a guardare la televisione, passando da un canale all’altro.

Mi stavo comportando in una maniera che non era assolutamente appropriata, ed il motivo era la sopravvivenza. Era la classica situazione: "E adesso?".

Odiavo la bicicletta, ma pensavo: Cos’altro andrò a fare? Il ragazzo che porta il caffè in ufficio? Non mi sentivo un campione in modo altro.. Non sapevo cosa fare e, per il momento, volevo solo fuggire, ed è ciò che ho fatto. Mi sono sottratto alle mie responsabilità.
Adesso so che sopravvivere al cancro implicava molto di più di una semplice convalescenza del corpo. Anche la mia mente e la mia anima avevano bisogno di un periodo di convalescenza.

"Lance", disse kik, "cosa faccio io oggi?".
"Cosa vuol dire?"
"Ti importa quello che farò io?".
"Oh scusa", dissi.
"Cosa faccio oggi?" disse. "Cosa faccio? Dimmelo".
Sono rimasto in silenzio. Non sapevo cosa dire.
"Devi prendere una decisione", mi disse. "Devi decidere se ritirarti per davvero e diventare uno zoticone che gioca a golf, beve birra e mangia messicano. Se è così, va bene. Ti amo e ti sposerò comunque. Ma devo saperlo, così posso farmi forza ed andare la fuori a cercarmi un lavoro per mantenere te che giochi a golf. Basta che tu me lo dica".
"Ma se non hai intenzione di ritirati, allora devi capirlo e smetterla di mangiare e bere come stai facendo adesso e di vivere da parassita, perchè tu, non decidendo, stai decidendo, e così diventi un non-Lance."

"Va bene", dissi. "Lascia che ci pensi un pò su".
Sono andato a giocare a golf comunque, perchè sapevo chec a kik non importava. Il problemaq non era il golf. Il problema era ritrovare me stesso.
Abbiamo continuato a pedalare, sotto una pioggia costante, per quattro ore, e poi cinque. Arrivati ai piedi della Beech, eravamo sulla bicicletta già da sei ore, inzuppati. Ma mi sono alzato sui pedali ed ho spinto la bicicletta su per la salita, lasciando indietro Bob Roll.
Mentre affrontavo la scalata, ho avuto una visione quasi soprannaturale: sulla strada c’era ancora scritto il mio nome.
Sono passato con le ruote sopra le lettere gialle e bianche, ormai sbiadite. Ho guardato verso il basso, tra i miei piedi. C’era scritto, anche se non nitidamente, Viva Lance.
La scalata ha fatto scattare qualcosa in me. Mentre mi davo da fare per salire, riflettevo sulla mia vita, ripercorrendo tutti i momenti importanti, l’infanzia, le prime gare, la malattia, e come mi ha cambiato. Forse è stato l’atto primitivo di salire a farmi afforntare le questioni che avevo evitato per settimane. Ho capito che era arrivato il momento di smettere di temporeggiare. Muoviti, mi sono detto. Se puoi ancora muoverti, non sei malato.

Mentre continuavo a salire, ho visto tutta la mia vita. Ne ho visto i contorni e le prerogative, ed anche lo scopo. Era semplicemente questo: ero nato per una lunga, faticosa scalata.

Non è stato tutto così semplice come saltare sulla bicicletta e vincere. Ci sono stati molti alti e bassi, risultati positivi e negativi, ma questa volta non mi sono fatto demoralizzare da quelli negativi.

A luglio , ho saltato il Tour de France, in quanto non ero ancora pronto per la faticosa routine di una gara a tappe di tre settimane.
Ho fatto alcuni commenti per la televisione ed ho osservato il tutto dalla strada. Mentre quel tour si trasformava nella gara ciclistica più polemica e traumatica della storia. In una serie di controlli a sorpresa sulle automobili delle varie squadre, la polizia francese aveva trovato intere scorte di EPOe di sostanze anabolizzanti. Sono stati arrestati i menbri e i responsabili delle squadre, si sospettava di tutti, mentre i ciclisti erano furibondi per i metodi utilizzati dalle autorità.
Delle 21 squadre all’inizio della gara, solo 14 sono arrivate in fondo - una è stata espulsa, mentre le altre cinque hanno abbandonato per protesta.

Il doping è una triste realtà del ciclismo, come di qualsiasi altro sport di resistenza.
Inevitabilmente, pensano che le cose vadano come le armi nucleari - bisogna ferne uso, se si vuole rimanere competitivi all’interno del gruppo.
Personalmente, non l’ho mai vista così e, di certo, dopo la chemio, avevo la repulsione ad introdurre qualsiasi sostanza estranea nel mio corpo.

Quello che si impara durante la sopravvivenza è che, dopo tutto il clamore, quando la disperazione e la crisi sono finite, dopo che si è accettata la proppria malattia e si è festeggiato il ritorno a una vita sana, sono proprio la solita routine e le vecchie abitudini, come farsi la barba al mattino con uno scopo, un lavoro da svolgere, una moglie da amare e un figlio da crescere, che, come i fili, cuciono insieme i propri giorni, in un quadro generale che merita il nome di vita.

La vita è lunga - se tutto - va bene. Ma lunga è un termine relativo: un minuto può sembrare un mese, quando si pedala in salita, ed è per questo che poche cose sembrano più lunghe di un tour de France.

Sarebbe facile considerare il Tour de France l’impresa monumentale ed illogica di 200 corridori che percorrono in bicicletta l’intero perimetro della Francia, montagne comprese, per tre settimane nella calura estiva.
Non vi è alcun motivo per tentare un’impresa tanto idiotra, se non il fatto che alcune persone, ossia alcune persone come me, sentono il bisogno di cercare il massimo della loro capacità di resistenza al fine di autodefinirsi (io sono l’uomo che può farlo).

Ero intenzionato a sacrificare l’intera stagione per prepararmi al Tour. Ho puntato tutto su quello.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

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martedì 13 novembre 2012

Frasi Libri: Lance Armstrong - Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita 3.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

Quali sono le mie possibilità di sopravvivenza? Era una domanda che mi ripetevo all'infinito.

La speranza, infatti, è l’unico antidoto contro la paura.

Cos'è più forte, la paura o la speranza? Inizialmente, ero assai timoroso e non avevo molta speranza; tuttavia, mentre me ne stavo li, seduto, ad apprendere l’entità della mia malattia, ho impedito alla paura di annientare completamente il mio ottimismo.

"Hai scelto il ragazzo sbagliato", dissi. "Se cercavi un corpo in cui vivere, hai commesso un grosso errore, scegliendo il mio."


Anche se pronunciavo quelle parole, tuttavia, sapevo che si trattava solamente di millanteria agonistica.
Nel suono della mia voce interiore ho avvertito un tono sconosciuto: l’incertezza.
Nel descrivermi i dettagli, disse chiaramente che avrebbe operato in zone dove il minimo errore avrebbe potuto costarmi la vista oppure la capacità motorie.
Shapiro si rese conto che mi stava davvero terrorizzando.
"Sa, non c’è mai nessuno che vuole un intervento al cervello", disse.
"Se non si è spaventati, non si è normali."

Sapevo molto bene una cosa: credevo nella credenza in sè. Voloevo credere di fronte all’assoluta mancanza di speranza, nonostante tutte le prove contraire.
Siamo molto più forti di quanto pensiamo e la credenza è una delle caratteristiche umane più coraggiose e più durature.

Non avevo capito completamente, fino al cancro, quanto combattiamo, ogni giorno, contro le insidiose avversità del mondo, quanto lottiamo, quotidianamente, contro il lento dilagare del cinismo. I pericoli reali della vita sono lo scoraggiamento e la delusione, non le malattie improvvise nè il cataclisma apoacalittico di fine millenio. In quel momento, ho capito perchè le persone temono il cancro: perchè è una morte lenta ed inevitabilie, è la definizione stessa di cinismo e perdita di forza d’animo. Così, credevo.

"Ho visto persone meravigliose, positive, non farcela alla fine", disse il Dr. Einhorn. "Ed alcune delle persone più litigiose ed irascibili sopravvivere, per riprendere poi la loro vita meschina."

La domanda era: chi avrebbe ucciso per primo la chemio, me oppure il cancro?

La chemio era un continuo tossire, staccando dal profondo del mio petto dei pezzi scuri di una sostanza misteriosa, simile al catrame. La chemio era un bisogno di andare in bagno costante, da farmi piegare in due.

Per sopportare tutto questo, immaginavo che quanto stavo espellendo con la tosse fossero i tumori completamente bruciati.

Il fatto di muovermi è diventata per me una battaglia più grande. Arrivato al quinto giorno consecutivo del terzo ciclo di chemio, non ero nemmeno più in grado di camminare per la corsia. Dovevo rimanere a letto per un giorno intero, al fine di guadagnare le forze per tornare a casa.

Ci si inganna.
Si crede di poter correre più velocemente e di sentirsi meglio di quanto non sia in realtà.
Poi, una donna di mezza età, sulla sua mountain bike, ci sorpassa, e allora capiamo qual’è la verità.
Ho dovuto ammettere di essere assolutamente fuori forma.

Io e Bill parlavamo continuamente di questo.
Io esitavo, un giorno pianificavo il mio grande ritorno ed il giorno dopo gli dicevo che la mia carriera era finita.

Poi è successo un fatto che ha aumentato la mia insicurezza: l’assistente di Bill, la nostra cara amica Stacy Pounds, ha scoperto di avere un cancro ai polmoni.

Stacy non nera fortunata come me: il suo era un cancro incurabile.

"Non sarò mai più in grado di prendere parte a quella gara", dissi.
Steve era sconvolto.
Non mi aveva mai visto arrendermi di fronte a nulla.
"Penso di avere perso", dissi.

"Semplicemente, non sto bene sulla bicicletta:"

Steve mi conosceva in quanto spaccone, mentre adesso parlavo da vittima.
Non avevo più il mordente che lui ricordava.

Carpe diem, mi sono detto, cogli l’attimo. Non importava quanto mi rimanesse, avevo intenzione di spenderlo bene.
Ed è così che io e Kik ci siamo trovati.


"Credo di essermi innamorato di te", dissi, da un capo all’altro della stanza.
Kik si è fermata, davanti allo specchio, ed ha detto: "Credi di esserlo? Oppure lo sei? Perchè ho bisogno di saperlo. Ho davvero bisogno di saperlo".
"Lo sono".
"Lo sono anch’io", disse.
Se mai doveste sperare di incontrare qualcuno ed innamorarvene, dovrebbe succedervi proprio come a noi, felicemente, perfettamente. La relazione non era fatta di parole, ma di molti sguardi profondi, intensi, lunghi e di un complesso concerto di emozioni.


Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

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Oppure "Saper incassare, perseverare."

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mercoledì 7 novembre 2012

Frasi Libri: Lance Armstrong - Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita 2.

Non so perchè sono ancora vivo. La mia professione mi ha insegnato a combattere in condizioni di assoluta inferiorità e di grandi avversità.

Non posso impedirmi di credere che la mia sopravvivenza è stata piuttosto un caso di fortuna cieca.

L’acido lattico è la sostanza chimica che il proprio corpo produce quando è senza fiato e affaticato - è quello che fa bruciare i polmoni e dolere le gambe.

La verità è che il cancro è la cosa migliore che mi sia mai capitata.

Le persone muoiono.



Ma vi è anche un’altra verità. Le persone vivono. E’ una verità uguale e contraira. Le persone vivono, e nei modi più straordinari.

Nero è positivo. Bianco è negativo.
Il Dr. Reeves ha sistemato le mie radiografie su un ripiano luminoso appeso al muro.
Il mio torace sembrava uan tormenta di neve.
"Bene, la questione è seria" ha detto il Dr. Reeves. "Si tratta di un cancro testicolare con ampie metastasi ai polmoni."
Ho il cancro.
"Ne è sicuro?", chiesi.
"Sono assolutamente sicuro”, rispose il Dr. Reeves.
Ho 25 anni. Perchè dovrei avere il cancro?
"Non potrei sentire un altro parere?", dissi.
"Certamente", rispose il Dr. Reeves. "Lei ha tutti i diritti di farlo.
Ma devo dirle che sono certo della diagnosi. Le ho fissato un intervento per domani mattina alle sette per asportare il testicolo."

Avevamo deciso che le loro lezioni sarebbero state recepite a poco a poco.
Ci sono cose che s’imparano meglio con l’esperienza, ed Och e Chris hanno lasciato che lo capissi da solo. All’inizio, non valutavo mai le mie gare.
Pensavo: "Ero il più forte; gli altri non riuscivano a starmi dietro."
Ma, quando ho cominciato a perdere parecchie gare, sono stato costretto a ripensarci, ed un giorno finalmente ci sono arrivato: "Un momento. Se sono il più forte, perchè non ho vinto?"

Così, ho smesso di mangiare dolci, ho rinunciato al Tex-Mex ed ho capito che avrei dovuto trovare un nuovo tipo di forza, la forza interiore chiamata autodisciplina.

Penso che la caratteristica che contraddistingue maggiormente un uomo da un ragazzo sia la pazienza.

Sul traguardo ho provato un’emozione che non avrei mai più rivissuto.
Sentivo che stavo vincendo per Fabio, per la sua famiglia, per il suo bambino e per tutta l’Italia in lutto.



Ho imparato cosa significasse partecipare al Tour de France.
Non ha nulla a che vedere con il ciclismo.
E’ una metafora per la vita: non rappresenta solo la gara più lunga del mondo, ma anche la più esaltante, la più estenuante e la più potenzialmente tragica.

Anche durante la nostra vita siamo posti di fronte a così tanti elementi diversi, incontriamo così tanti ostacoli imprevisti, combattiamo un simile corpo a corpo con i fallimenti, abbassiamo la testa sotto la pioggia, cercando di rimanere in piedi e di mantenere una piccola speranza.
Il Tour non è solo una gara di ciclismo, nient’affatto. E’ una prova.
Ti prova fisicamente, ti prova mentalmente e ti prova persino moralmente.

Pensavo di sapere cosa fosse la paura, fino al momento in cui ho sentito le parole "hai il cancro".

Le mie paure precedenti, di non piacere agli altri , di venire deriso, di perdere tutti i miei soldi, improvvisamente mi sono sembrate soltanto espressioni di codardia.

Adesso, tutto assumeva un’importanza diversa: le preoccupazioni della vita - una gomma a terra, la carriera che svanisce, un ingorgo per strada - sono state riclassificate secondo il criterio dell’opposizione fra bisogno e desiderio, fra problema vero ed allarme di minore entità.
Un volo aereo pieno di sobbalzi era semplicemente un volo aereo pieno di sobbalzi, non il cancro.



Ho fissato un appuntamento con un nutrizionista.
Sono sceso dal divano, zoppicando, e ci siamo recati da lui; egli ci ha dato degli orientamenti per combattere il cancro ed un elenco di alimenti compatibili con i medicinali della chemioterapia.
Pollo ruspante in abbondanza, broccoli, niente formaggi o grassi di altro tipo e molta vitamina C, per contrastare le tossine della chemio.

"Sono deciso a combattere questa malattia", ho concluso. "E vincerò."

La chemio è così potente che non è possibile farla tutti i giorni. Sono necessari dei cicli di tre settimane: la cura viene somministrata per una settimana e sospesa nelle due successive, così da consentire al corpo di ristabilizzarsi e di produrre nuovi globuli rossi.

Mi sono detto che dovevo continuare a fare movimento.
Tutte le mattine, durante la prima settimana di chemio, mi alzavo presto, indossavo una tuta, mettevo le cuffie e camminavo.
Percorrevo la strada a passo sostenuto per un’ora o più, respirando e sudando.
Tutte le sere, andavo in bicicletta.

Molto spesso, ciò che facciamo non ha senso per noi nel momento stesso in cui lo facciamo.

Ero così concentrato a star meglio che, durante quel primo ciclo di chemioterapia, non sentii nulla.
Nulla.
Ho persino detto al Dr. Youman: "Forse è necessario che ne assuma di più."
Non capivo di essere estremamente fortunato per il modo in cui il mio corpo stava tollerando la chemio.

I risultati delle analisi giunsero quasi immediatamente. Mia madre, mia nonna e Bill aspettarono nell’ingresso, ma volevo che Lisa fosse con me nell’ufficio del dr. Youman.
Le stringevo la mano.
Il Dr. Youman diede uno sguardo all’immagine e disse, con tono riluttante: "Hai due macchie sul cervello."

Lisa e mia madre non potevano trattenersi dal piangere; stavano sedute nell’ingresso, con le lacrime agli occhi.
Ma io, stranamente, non provavo emozioni.
Era stata una settimana piena, ho pensato.
Mi avevano fatto la diagnosi il mercoledì, operato il giovedì, dimesso il venerdì sera; avevo depositato lo sperma il sabato, tenuto una conferenza stampa per annunciare al mondo che avevo un cancro testicolare il lunedì mattina, iniziato la chemioterqapia il lunedì pomeriggio.
Adesso era giovedì, ed era nel mio cervello.
Questo avversario si stava rivelando più forte del previsto.
Non riuscivo ad avere nemmeno una notizia buona: è nei tuoi polmoni, è nello stato tre, non hai un’assicurazione, adesso è nel tuo cervello.


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martedì 6 novembre 2012

Pensieri Frasi Libri: Lance Armstrong - Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita 1.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

Le persone muoiono.
Ma vi è anche un’altra verità.
Le persone vivono.
E’ una verità uguale e contraria. Le persone vivono, e nei modi più straordinari.

E' un messaggio positivo.
Il messaggio positivo di una persona, Lance Armstrong, che ha sconfitto una malattia.
Non voglio esprimere pareri su quella malattia e su come affrontarla.
Si può parlare solo di quello che si è provato, di quello che si è vissuto.
Per questo non capisco gli psicologi che ti spiegano come superare un problema se loro stessi non ci sono mai passati, o i preti che ti dicono come gestire una famiglia, quando loro non sono mai stati padri (e non mi dite che i cristiani che vanno in chiesa sono la loro famiglia).
Io parlo di famiglia, di tua moglie che va a letto con un altro o tuo figlio che va male a scuola e frequenta cattive compagnie.

Voglio restare molto più nel piccolo.

Voglio restare sulle nostre lamentele quotidiane del lavoro o del fidanzato/fidanzata.
Lamentarci di un lavoro che fortunatamente abbiamo, quando altri sono disoccupati.
Sul nostro lamentarci che non porta a niente, sul nostro pessimismo.
Basta lamentarci, basta morire.

Viviamo e impieghiamo il tempo nel miglior modo possibile che non è lamentarci.
Se dobbiamo scegliere tra il lamentarci e il fare qualcosa che ci aggrada e ci fa sentire meglio, scegliamo la seconda.
Le persone vivono e fanno cose straordinarie, pensiamo a loro e non lamentiamoci.
Alziamoci dal divano e facciamo qualcosa.
Lasciate ad altri le serie tv, i gossip, la politica dei fannulloni.
Il processo Ruby, Berlusconi e i nuovi amori della Belen.
Il lamentarci va bene solo se costruttivo, solo se ci sprona a migliorarci.
Il lamentarci fine a se stesso non serve a niente!


frasi Lance Armstrong
Prendiamo coscienza delle nostre possibilità, delle nostre capacità di fare cose impensabili e facciamole.
Do it.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

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Frasi Libri: Lance Armstrong - Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita 1.

Ma i ciclisti devono depilarsi perchè, quando la ghiaia entra nella pelle, è più facile ripulirla ed applicare una benda se non ci sono i peli.

Un minuto stai pedalando su una strada e , il minuto successivo, boom, ti ritrovi per terra a faccia in giù, e tutto ciò che puoi fare è agitare il pugno in direzione delle luci posteriori che man mano si allontanano.

Il cancro è così. E’ stato come essere mandati fuori strada da un camion, ed ho le cicatrici per dimostrarlo.

Ci si sforza lentamente e dolorosamente di scalare una collina e , forse, se si lavora davvero duro, si arriva in cima prima di tutti gli altri.

Il cancro è anche questo.
Delle persone sane e forti contraggono il cancro, fanno tutto ciò che è necessario per sconfiggerlo, e ciononostante muoiono.
Questà è la verità essenziale da imparare.
Le persone muoiono.
E, dopo averla imparata, tutto il resto sembra non avere più importanza.
Sembra semplicemente insignificante.

Non so perchè sono ancora vivo. La mia professione mi ha insegnato a combattere in condizioni di assoluta inferiorità e di grandi avversità.

Non posso impedirmi di credere che la mia sopravvivenza è stata piuttosto un caso di fortuna cieca.



L’acido lattico è la sostanza chimica che il proprio corpo produce quando è senza fiato e affaticato - è quello che fa bruciare i polmoni e dolere le gambe.

La verità è che il cancro è la cosa migliore che mi sia mai capitata.

Le persone muoiono.

Ma vi è anche un’altra verità. Le persone vivono. E’ una verità uguale e contraira. Le persone vivono, e nei modi più straordinari.

Nero è positivo. Bianco è negativo.
Il Dr. Reeves ha sistemato le mie radiografie su un ripiano luminoso appeso al muro.
Il mio torace sembrava uan tormenta di neve.
"Bene, la questione è seria" ha detto il Dr. Reeves. "Si tratta di un cancro testicolare con ampie metastasi ai polmoni."
Ho il cancro.
"Ne è sicuro?", chiesi.
"Sono assolutamente sicuro", rispose il Dr. Reeves.
Ho 25 anni. Perchè dovrei avere il cancro?
"Non potrei sentire un altro parere?", dissi.
"Certamente", rispose il Dr. Reeves. "Lei ha tutti i diritti di farlo.
Ma devo dirle che sono certo della diagnosi. Le ho fissato un intervento per domani mattina alle sette per asportare il testicolo."

Il nostro passato ci forma, che ci piaccia o meno.
Ciascun incontro e ciascuna esperienza producono il proprio effetto, e noi risultiamo plasmati allo stesso modo in cui un albero di algaroba in pianura, viene modellato dal vento.

Mi ha cresciuto con una regola inflessibile: "Trasforma tutti gli ostacoli in opportunità".

Nulla viene sprecato, è tutto li per venire utilizzato, le vecchie ferite e le offese di un tempo aumentano l’energia competitiva.

Quando avevo quasi 13 anni, un pomeriggio stavo ronzando intorno al Richardson Bike Mart ed ho notato un volantino che pubblicizzava una gara chiamata IronKids.
Si trattava di triathlon junior, una competizione che combinava il ciclismo, il nuoto e la corsa. Non avevo mai sentito parlare di triathlon fino a quel momento.


"Ascolta, Lance, se vuoi arrivare da qualche parte, devi farlo da solo, perchè nessuno lo farà per te."

Mantenersi caldi è fondamentale per una prova di cronometro, perchè quando senti il "via" devi assolutamente essere pronto a scattare, boom, mettendocela tutta per 12 miglia.

Chris mi ha fatto notare che i campioni di massimo livello, i vari Marco Pantani e Miguel Indurain, erano tutti forti quanto e più di me. "Come tutti coloro che gareggiano a questo livello", ha detto. A fare la differenza era la tattica.

Ho tagliato la linea del tragurado circa mezz’ora dopo il vincitore e, mentre ce la stavamo mettendo tutta per affrontare l’ultima salita, la folla spagnola ha cominciato a ridere di me ed a fischiare.

Qualche ora dopo, raggiunto l’areoporto di Madrid, mi sono lasciato cadere su una sedia. Volevo abbandonare tutto lo sport. E’ stata la gara che più di tutte mi ha reso lucido: mentre mi recavo a San Sebastian, avevo davvero pensato di avere la possibilità di vincere; adesso, mi chiedevo addirittura se fosse capace di gareggiare. Avevano riso di me.

In una lunga gara a tappe, si cerca di farsi degli amici perchè, in un secondo tempo, può tornare utile. Dai un dito, fatti un amico. Ma io non facevo così.

Mentre avanzavo fianco a fianco con Argentin, lui mi ha guardato, vagamente sorpreso, ed ha detto: "Cosa ci fai qui, Bishop?"
Non so perchè, ma mi fece infuriare. Non sapeva il mio nome.
Pensava che fosse Andy Bishop, un altro membro della squadra americana. Ho pensato: "Questo qui non conosce il mio nome?" "Vai al diavolo, Chiappucci!" dissi, rivolgendomi a lui con il nome di uno dei suoi compagni di squadra.

Negli anni, da allora, sono cresciuto ed ho imparato ad ammirare le peculiarità degli italiani: le maniere raffinate, l’arte, la cucina e l’oratoria, per non parlare del loro grande ciclista, Moreno Argentin. In effetti, io e lui siamo diventati buoni amici. Nutro molto affetto nei suoi confronti e adesso, quando ci incontriamo, ci abbracciamo, all’italiana, e ridiamo.


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lunedì 3 settembre 2012

Recensione libro: Lance Armstrong - Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

Le frasi del libro: Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.

Il libro racconta dell'inizio della carriera di Lance Armstrong con i primi successi nel triathlon fino alla scoperta della malattia.
Lance Armstrong si ritrova a dover lottare contro un cancro al testicolo destro che si era espanso ai polmoni e al cervello.

Parla di tutta la dura lotta contro questa morte annunciata.
Racconta i giorni di sconforto e quelli di rinascita, dall'essere abbandonato dalla sua squadra, la Cofidis, alla vittoria al Tour.

Le prime gare dopo la malattia e le prime sconfitte.
La voglia di abbandonare tutto di mollare, di cedere.

Un libro che consiglio caldamente a chi è in cerca di una motivazione, a chi è un pò scoraggiato e alla ricerca di nuovi stimoli o di un pensiero positivo per rialzarsi.


A chi si lamenta dei soliti problemi giornalieri a chi ha voglia di rimettersi in gioco e di lottare.

Nel libro si parla in maniera marginale del ciclismo, quindi è un libro che affronta i problemi della vita di tutti i giorni.
Per questo è adatto a tutti , anche a chi, come me, non è interessato al ciclismo.
Ma è il significato del libro, quella forza di andare avanti di fronte alle difficoltà.

Spesso ci lamentiamo, insofferenti e invidiosi del prossimo.
Non è così che si va avanti, non è così che si ottengono i risultati.
Nessuno regala niente, anzi, se si resta fermi ci si ritrova in fondo al gruppo.
Si viene risucchiati dagli altri, dalle opportunità perse.
Il non fare non ci aiuterà mai, il lamentarsi fine a se stesso non risolverà niente.
E' difficile andare avanti, molto, troppo, ma alcune persone insegnano che si può!
Insegnano che se si vuole vincere la propria sfida con la vita si può!
Abbandonare quel cazzo di divano e quella televisione puttumiera e iniziare a fare, come ho sempre detto! Vi lamentate perchè siete ingrassati ma non avete fatto niente per evitarlo!
Un gran libro, positivo e intenso.
Bisogna lottare e non arrendersi di fronte alle difficoltà.
Abbiamo risorse che neanche immaginiamo.

Mia madre mi aveva cresciuto con questa idea in testa: "trasforma tutti gli ostacoli in opportunità".
Never Give Up.


Le frasi del libro: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita di Lance Armstrong.

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