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lunedì 9 maggio 2016

Recensione libro: Lo zen e l’arte di giocare a tennis - Il gioco interiore del tennis.

Lo zen e l’arte di giocare a tennis - Il gioco interiore del tennis.

Recensione doppia per questi libri che trattano con un approccio diverso lo stesso tema, il tennis (amatoriale o agonistico di quarta categoria).


Ovvero:

sono molto simili.
parlano entrambi di tennis.
le argomentazioni presentate portano a conclusioni simili seguendo uno stile diverso. Più pratico il primo, più teorico il secondo.

La prima domanda che viene in mente è: perchè li ho letti tutti e due?
Semplice: non sapevo avessero molte cose in comune.

Seconda domanda: li rileggeresti entrambi?
Si, ma a parti invertite.


Ho letto prima “Lo zen e l’arte di giocare a tennis”, poi “Il gioco interiore del tennis”.
Li leggerei invertiti perchè il primo è più pratico, con esercizi da fare sul campo di gioco.
Il secondo (il gioco interiore per intenderci) è leggermente più prolisso di spiegazioni ma poco pratico, puntando di più proprio alla parte mentale (interiore).
Spiega, spiega, spiega ma nel concreto esprime poco cosa c’è da fare.
Sono presenti pochi esempi pratici di come attuare la teoria.
Quindi invertendoli leggerei prima la teoria con il primo e la applicherei con il secondo.

Partiamo dall’argomento che è al centro di questi due libri: il tennis.
Cos’ha il tennis di particolare rispetto ad altri sport come il calcio o la pallacanestro?

A parte l’individualità in un caso (il tennis) e il gioco di squadra negli altri, differenza palese in questi sport che ho citato, penso di poterla riassumere molto bene con il seguente esempio.
Il tennis è, a livello emotivo, come il calcio quando si tira un rigore al novantesimo minuto o il basket quando si tira un tiro libero con punteggio in parità e tempo scaduto.

Nel tennis, ogni colpo viene messo sotto al riflettore, (soprattutto il servizio), viene sottoposto alla dura prova del “braccino corto” (termine usato in diversi sport quando sale la tensione o la paura di sbagliare).
Ogni colpo può essere analizzato e da ogni singolo colpo può dipendere una partita.

E’ vero, anche nel calcio la singola azione può determinare il risultato della partita, ma nel tennis questa singola azione si ripete centinaia di volte quando la pallina torna nella tua metà di campo.

Un passaggio sbagliato a metà campo non implica la perdita di una partita (a parte rari casi).
Un servizio sbagliato può spesso provocare un doppio fallo e la perdita di un game.

La seconda sostanziale differenza che ne deriva è che la parte mentale, l’approccio alla partita conta quasi (se non di più) del livello tecnico.

Nel tennis il fattore mentale è sotto la lente di ingrandimento e questi due libri cercano di spiegare e aiutare il giocatore a tenere sotto controllo la mente.
La tensione pre partita, che bloca lo stomaco, la paura di sbagliare che si ripropone non ogni 10 minuti ma ogni 2 o 3 secondi, ovvero ad ogni singolo colpo.

La variazione degli stati d’animo tra un cambio campo e l’altro.
Un servizio sbagliato che innesca un doppio fallo ed un’altro ancora.
Un game che dopo due errori gratuiti ti mette addosso molta pressione perchè NON devi e NON puoi più sbalgiare.

La mente che deve essere lasciata fuori dal campo che non deve pensare al passato o al futuro ma al qui e ora.
La mente che deve lasciar agire il proprio corpo che ha automatizzato i movimenti tecnici corretti e non deve essere istruito con nuovi input soprattutto in fasi delicate dell’incontro.

Molta enfasi e importanza viene data da entrambi i libri al qui e ora, concetto che viene ripreso spesso anche in altri campi, soprattutto nella psicologia dello sport.
Vivere il presente senza lasciarsi influenzare dalle da altri pensieri che poco hanno a che fare con quello che si sta facendo o da possibili o impossibili situazioni che si verificheranno nel futuro.
Con un esempio concreto, nel tennis, significa che tra un cambio campo e l’altro è necessario evitare di pensare al lavoro restando concentrati sul qui e ora (non sulla giornata lavorativa) oppure tra la prima di servizio e la seconda evitare di pensare “se sbaglio il prossimo servizio..”.


Per chi gioca a tennis troverà sicuramente molti comportamenti comuni in tanti giocatori amatoriali.

Nei due libri si parte dal concetto che mente e corpo sono due entità distinte ed anche il corpo è in grado di agire secondo proprie regole ed automatismi senza che la mente glielo ordini.

Un esempio preso dal libro e che spiega bene questi concetti è il seguente: quando alla mattina suona la sveglia non ordiniamo con la mente al nostro corpo di alzarci, voltarci, mettere giù un piede dal letto, mettere il secondo, ecc.. ecc.
Sono automatismi che il nostro corpo è in grado di eseguire.
Allo stesso modo dobbiamo lasciar agire il nostro corpo quando eseguiamo un dritto piuttosto che un rovescio senza far intervenire la mente per dire, apri prima, ruota le spalle, piegati sulle gambe, ecc. ecc.
Tutti questi ordini fanno perdere decimi di secondo preziosi che il nostro corpo avrebbe eseguito anche senza istruzioni e in automatico.

Il concetto alla base è che il corpo ha automatizzato i movimenti e la mente non deve interferire con esso per cercare di comandarlo.
La mente infatti cerca di prendere il controllo di tutto, soprattutto del corpo, mentre in realtà quest’ultimo è bravissimo ad eseguire i movimenti provati e riprovati in allenamento e che sono ormai automatizzati alla perfezione.

Il corpo è anche in grado di imparare dagli errori e di autocorreggersi senza che la mente dica come fare.

I due libri che secondo me si autocompletano, riportano molti esempi sui quali il tennista avrà modo di ragionare direttamente sul campo.

In sintesi due libri che non vi faranno diventare i nuovi Federer ma sicuramente potranno aggiungere un piccolo miglioramento al vostro gioco.
Non svelano nulla di nuovo, li trovo adatti ai giocatori di quarta categoria, principalmente livello amatore tendente all’agonista.

Dubito che Nadal abbia realizzato i suoi successi tramite questi libri, ma sicuramente qualche spunto per noi comuni tennisti lo si può cogliere.

Se proprio proprio volete leggerne solo uno, prendete quello con gli esempi, Lo zen e l’arte di giocare a tennis.

Buon match.



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Frasi Lance Armstrong. Intervista Oprah Winfrey. The fall. Ascesa e caduta. Parte 8.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

Non sono ancor passati tre mesi dalla pubblicazione del rapporto dell’USADA quando Armstrong telefona alla sua amica Oprah Winfrey, la famosa presentatrice americana.

"Rispondi solo si o no: hai mai assunto farmaci vietati per migliorare la tua prestazione atletica?".
Seduto a fianco di Oprah Winfrey per un’intervista televisiva "senza restrizioni" Armstrong fa un sospiro davanti a quattro milioni e trecentomila telespettatori.
"Si".
"Fra queste sostanze c’era anche l’EPO?".
"Si."
"Ti sei mai sottoposto a emodoping o a trasfusioni per migliorare le tue prestaizoni sportive?".
"Si."
"Hai mai usato altre sostanze vietate come testosterone, cortisone o ormone della resictta?".
"Si.”
"Durante i sette Tour de france che hai vinto, hai mai usato sostanze vietate o sei mai ricorso all’emodoping?".
"Si".
"Era umanamente possibile vincere il Tour de france senza il doping, per sette volte?".
"No, credo di no".




Armstrong e i compagni della RadioShack si presentano alla linea di partenza di quell’ultima tappa del Tour indossando una divisa completamente nera e con il numero 28 stampato in giallo sul dornso.
Quelli della Livestrong spiegano che ventottomilioni è il numero di persone che vivono con il cancro intorno al globo.

“Mi chiedevano del doping di Lance, ma all’epoca dei fatti doparsi era come andare in bagno. Non saprei dirti quante volte l’ho visto andare in bagno”.

Ovunque si giri, Armstrong vede il proprio mondo sgretolarsi. Hanno rintracciato il suo vecchio massaggiatore, Hendershot, che ora dirige un centro per addestramento cani in Colorado. Hendershot si è rifiutatato di parlare a meno di essere costretto, perchè sostiene che negli anni novanta tutti si dopavano. Non ritiene giusto prendersela solo con Armstrong. "Il ciclismo è uno sport dopato, ecco tutto", dichiara. "E sempre lo sarà". Gli americani non amano perseguire i loro eroi dello sport, per quanto dopati possano essere.

Ma non vincono.
Il sabato prmia del Super Bowl, il 3 febbraio 2012, sul sito web dell’ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Centrale della California appare il comunicato stampa numero 12-024.
E’ intitolato: “Il procuratore chiude indagine su squadra ciclistica professionistica”.

Ma i festeggiamenti sono prematuri.
Pochi minuti dopo, infatti compare un comunicato stampa sul sito web dell’USADA.

Il 28 giugno, dopo aver definito il caso USADA contro di lui, "anticostituzionale", e "una caccia alle streghe", Armstrong riceve una lettera di quindici pagine dall’agenzia antidoping.
In qul momento si trova in Franciia e si sta allenanando per un Ironman, il suo nuovo sport preferito.
Ha già vinto diversi mezzii Ironman, e il suo obbiettivo è qualificarsi per i campionati del mondo di quella disicplina, che si tengono annualmente a Kona nelle Hawaii.

Il 25 giugno 2012, Eddie Charles Gunderson, in famiglia chiamato Sonny, muore.
Tre giorni dopo c’è anche il funerale.
E’ lo stesso giorno in cui l’USADA accusa formalmente Armstrong di essere stato al centro di un programma di doping durante i suoi tour vittoriosi.
Armstrong ha usato l’EPO.

Tre giorni dopo, Armostrong fa qualcosa che non ha mai fatto: smette di lottare.
“Prima o poi tutti arrivano a un punto in cui si dicono: adesso basta.
Per me, quel momento è ora”, afferma in una dichiarazione.
Un avvocato di Washington, Mark Levistein, gli ha consigliato di non entrare in un arbitrato con l’USADA, perchè in quei casi gli atleti no vincono mai.
Armstrong ha quindi deciso di accettare le accuse e la pena: squalifica da tutti gli sport olimpici a vita.
Perderà anche i sette titoli conquistati al Tour, oltre alla medaglia di bronzo delle Olimpiadi 2000 e a tutti gli altri titoli e premi in denaro vinti dall’agosto 1998 in poi.
In realtà non è pronto ad accettare queste sanzioni.

Alle dieci del mattino, Armstrong posta un tweet: “eroi in combattimento e oltre, #SempreFi”.
Aggiunge un link a un articolo su un marine di Pensacola, in Florida, che aveva portato un undicenne al traguardo durnte una gara di triathlon.
Il ragazzo aveva perso la gamba destra a causa di un cancro alle ossa.

I sordidi dettagli sono nel libro-rivelazione di Tyler Hamilton: La corsa segreta, pubblicato nel settembre del 2012.

Nel giro di poche ore, gli sponsor abbandonano la nave.
La Nike se ne va.
Poi anche la Trek, Oakley, Giro, RadioShack, Anheuser-Busch, FSR (che produce sport drink) e Honey Stinger (barrette energetiche).

La Nike rilascia una dichiarazione in cui in pratica accusa Armstrong di aver nascosto informazioni fondamentali alla società: “A causa delle prove apparentemente inconfutabili secondo cui Lance Armsotrng ha preso parte a un programma di doping e ha ingannato la Nike per più di dieci anni, è con enorme rammarico che abbiamo recisso il contratto che avevamo stipulato con lui”.

Come se i campioni del passato, il belga Eddy Merckx, ad esempio, o il francese Jacques Anquetil o Fausto Coppi, o forse la maggior parte dei vincitori di quella competizione più che centenaria, non fossero mai risultati positivi ai test e/o non avessero mai ammesso che il doping era parte integrante del loro sport.

Ma è solo Armstrong a finire nell’occhio del ciclone, a farsi carico di tutte le colpe del ciclismo.

A chiunque lo stia ad ascolare ribadisce: perchè i miei compagni di squadra, come Vande Velde e Hincapie, si sono beccati sei mesi, mentre a me hanno dato la pena capitale?

Armstrong riflesse.
Sostiene di essere stato ingiustametne incolpato per un’intera epoca di frodi sportive.

"Se qualcuno pensa che ho imbrogliato per vincere il Tour del France, è un idiota del cazzo",escalma.
Ho infranto le regole.
"Mica solo io.
Tutti lo facevano.
Tutti i duecento ciclisti alla partenza della gara infrangevano le regole."



giovedì 28 aprile 2016

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta. Parte 7.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

L’atleta è definito un Teleton in carne e ossa, in onda 365 giorni all’anno.
Per quel che riguarda un’eventuale candidatura a governare il Texas, Armstrong risponde: “E’ probabile”.
Poi da la notizia bomba: vuole vincere un ottavo Tour de France.

Gira spesso con l’attore Matthew McConaughey, tanto che i due vengono definiti "gemelli siamesi".
Dopo aver lasciato Sheryl Crow, frequenta diverse biondine sulle due sponde degli USA; la stilista Tony Burch, la giovane attrice Ashley Olsen e la stella del cinema Kate Hudson.

Nel Settembre 2008 , Armstrong organizza la prima conferenza stampa sul suo ritorno, in occasione della Clinton Global Initiative.

I dirigenti della Nike sono elettrizzati perchè il rientro di Armstrong è un’autentica manna per il marketing: il ritorno del supereroe che ha sconfitto il cancro.

In vista del Tour, l’azienda annuncia il lancio di una linea di abiti e scarpe chiamata “Hope Rides Again” (La speranza corre di nuovo”), per celebrare il ritorno di Armstrong allo sport.

Come già fatto in precedenza l’azienda sfrutta a proprio vantaggio le accuse rivolte ad Armstrong.
Uno spot mostra l’atleta che si allena da solo sulla bici e la corsa è inframmezzata da scene di pazienti di cancro in via di guarigione.
Su un drammatico sottofondo musicale, Armsotrng afferma: "I critici dicono che sono arrognate; dopato; bruciato; un imbroglione. che non so rinunciare.
Possono dire ciò che vogliono: non sono tornato in sella per loro".


Da quando ha annunciato il suo ritorno, è stato testato solo una volta dall’USADA, ma l’istinto gli suggerisce di usare cautela, di non tentare la fortuna, proprio come gli ha suggerito Korioth.
All’improvviso capisce: ci sono persone che non si arrenderanno finchè non sarò completamente spacciato.
Si gira verso la Hansen: "Devo tirarmi fuori".

Ma le collezioni esclusive della Nike sono già in produzione e la fondazione è galvanizzata dalla prospettiva di nuove donazioni milionarie.

"Non ho avuto il coraggio", dirà.

Il secondo ciclista più anziano a finire tra i primi tre nella lunga storia della competizione.




Nella primavera del 2010, l’austriaco Bernhard Kohl ammette di essersi sempre dopato, giustificandosi così: “E’ impossibile vincere senza doparsi”.

Era finito terzo al Tour del 2008, un titolo che gli viene tolto.
Spiega quanto sia facile aggirare i controlli: “Spono stato testato duecento volte nella mia carriera; cento volte avevo sostanze nell’organismo”.
“Mi hanno beccato una volta, ma altre novantanove l’ho fatta franca”.
Nel 2004, lo spagnolo Jesus Manzano ha denunciato il doping di squadra della Kelme, e in seguito ha ammesso che durante il tour del 2003 il medico di suadra gli aveva somministrato un farmaco veterinario, l’Oxyglobin (emoglobina bovina), che si usa per trattare i cani affetti da anemia.
Dopo aver assunto la medicina, Manzano era collassato durante una tappa ed era stato portato in ospedale in elicottero.

Il ciclismo americano sta per ricevere una potentissima iniezione di verità, forse per la prima volta nella storia, e Landis è la punta dell’ago.
E’ stato abbandonato da tutti quelli che rappresentavano qualcosa per lui: il mondo del ciclismo, la moglie, il suocero, quasi tutti gli ex compangi di squadra.
Gli resta solo la verità, come dice a Messick.

Grazie a Tiger Williams, il contenuto di varie email scambiate fra Landis, Armstrong e gli altri massimi esponenti del ciclismo appare sul sito del Wall Street Journal, diverse ore prima della mezzanotte del 19 maggio, alla vigilia della quinta tappa del Tour.

Dopo otto chilometri del Tour di California, il plotone raggiunge una cittadina chiamata Farmersville.
Su una strada che attraversa profumati aranceti, un corridore scivola sulla ghiaia e cade.
Molti di quelli che gli arrivano dietro non riescono a evitarlo e cadono a loro volta.
Anche Armstrong cade.
Poco dopo, Armsotrng è sul pullman della squadra.
Il medico gli cura le ferite mentre il mezzo è diretto in ospedale.

Armstrong era un simbolo di sopravvivenza e di vittoria, ma nel giro di poche ore si trasforma nel più abominevole esempio delle frodi che affliggono la storia del ciclismo.

Fra tutti i possibili testimoni del caso contro Armstrong, Landis è l’unico che può guadagnarci decine di milioni di dollari.

La Nike spedisce addirittura un enorme macchinario battezzato Chalkbot: un robot idraulico che stampa messaggi con il gesso giallo sull’asfalto.
Le frasi ricordano la malattia di Armstrong e il suo impegno filantropico.
Ricordano anche che Armstrong è il ciclista più popolare del Tour e uno degli atleti più popolari del mondo.



martedì 26 aprile 2016

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta. Parte 6.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

Vaughters vuole sapere se il ciclismo è più pulito rispetto al 2002, quando lui si è ritirato dalle competizioni europee.
"Per niente, anzi è peggio di prima", risponde Lim.
"E’ orribile." "E’ come una corsa agli armamenti nucleari, ma sfuggita al controllo delle due superpotenze.
Il doping è così diffuso che i corridori sono come tanti bambini che si fabbricano ognuno la propria bomba atomica.
Sono come tanti piccoli terroristi senza le giuste conoscenze, ma con libero accesso al plutonio."

Landis finisce quinto al Tour del 2005 senza emodoping: un risultato incredibile.
Leipheimer, che si è fatto una trasfusione con l’aiuto di Landis durante una gara , termina al sesto posto.
Nel complesso, i ciclisti americani trionfano.
Come sempre, però, è Armstrong l’attrazione principale.
Ha vinto il suo settimo Tour de France, un record, e ha fatto registrare la media più veloce di tutta la storia: 41,6 chilometri orari.
E’ fidanzato con una rockstar, Sheryl Crow, e sul cellulare ha i numeri personali di Bill Clinton e Bono degli U2.
La sua fondazione, conosciuta ormai come Livestrong, è in piena espansione.

Dal 2002 al 2005 gli incassi della fondazione sono scresciuti di circa otto volte e superano i sessantatrè milioni di dollari.

Ogni anno, la Nike donava alla fondazione sette milioni mezzo di dollari, inclusi due milioni e mezzo che andavano specificatamente ad Armstrong come testimonial.
Nel 2005, la Nike espande la gamma Livestrong ad altri prodotti: maglie, pantaloncini, canottiere ed altri articoli con su stampata la data in cui Armstrong ha scoperto di avere il cancro, 2 ottobre.
La Nike lo definisce il suo giorno del Carpe diem, il giorno per superare le avversità e riaffermare la vita.
La richiesta di articoli Livestrong da parte delle rivendite è cosi alta che alla Nike temono un calo nelle altre linee, come la Nike basket e Nike running.
Nei suoi primi otto anni di attività, la Livestrong ha raccolto ottantacinque milioni di dollari per la lotta cocntro il cancro.

Il coinvolgimento di Armstrong nelle attività della fondazione ha anche una componente personale.
L’atleta visita i reparti oncologici e gli ospedali per bambini e ascolta le storie individuali dei pazienti.
Spesso telefona o manda una email ai malati se qualcuno gli chiede di farlo.
“Non c’è molto di più potente della vita”, spiega McKinnon.



"E lui dice alle persone: tu puoi vincere".

L’impatto di Armstrong sul ciclismo non ha precedenti.
Le vendite della Trek sono raddoppiate dal 1998.

Sembra che qualsiasi cosa venga toccata da Armstrong prosperi.
Alcuni lo definiscono “l’effetto Lance”.

La SCA promotions assicura le aziende che offrono premi speciali, come un milione di dollari per un tiro a canestro da centrocampo o una nuova automobile per una palla da golf imbucata al primo colpo.
La compagnia accetta proposte di ogni sorta.
Una certa rana può fare un salto da record mondiale?
Risultto: no.
E' possibile rintracciare uno scarafaccio rilasciato a Houston con una targhetta identificativa?
No: l'insetto è scomparso per sempre.
La SCA si assume rischi anche nello sport.
Enrie Els può vincere il British Open quando i bookmaker lo danno quattrocentosettanta a uno?
La SCA ha perso.
Può Armstrong vincere un quarto, un quinto, e un sesto Tour de France di fila?
Hamman pensava di no, ma si è sbagliato di nuovo.

Poi arriva una grande svolta.
Il 23 agosto 2005, tre giorni dopo che Armstrong ha trascorso una giornata a pedalare con George W. Bush nel ranch texano del presidente, l’influente giornale sportivo francese L’Equipe esce con un titolone in prima pagina: "Le mensogne Armstrong" (La bugia Armstrong).

Quattro giorni dopo che Floyd Landis è salito sul podio degli Champs Elysees con la bandiera americana che sventolava dietro di lui, la sua squadra annuncia che il neo vincitore è risultato positivo a un test antidoping.

Durante una teleconferenza organizzata in fretta e furia, Landis adotta il medesimo approccio di Armstrong: negare, negare e poi negare ancora più forte, preferibilmente davanti alle telecamere di un’emittente nazionale.

Da tempo Armstrong ha accumulato un potere che supera quello di un ciclista famoso.
Nel 2007, in Texas, diventa l’immagine pubblica di un’iniziativa politica per assicurari tre miliardi di dollari da destinare alla ricerca contro il cancro.
Gira la nazione su un pulman per parlare agli elettori.
Tiene un discorso di un’ora davanti a vari menbri della camera dei rappresentatnti del Texas, e ottiene la maggioranza dei voti necessaria per presentare una riforma costituzionale.
Mentre attende il conteggio finale, afferma: “E’ bello vincere”.
Vince.



martedì 19 aprile 2016

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta. Parte 5.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

Con l’avvicinarsi del Tour 2004, Armstrong organizza un attacco preventico contro L.A. Confidentiel: les secrets des Lance Armstrong (L.A. confidenziale: i segreti di Lance Armstrong), insieme con Pierre Ballester, un giornalista francese che ha lavorato per l’Equipe.

Un mese prima della pubblicazione, la Nike e la Lance Armstrong Foundation iniziano a vendere dei braccialetti gialli con la parola "Livestrong".

Durante il trasferimento dall’arrivo di una tappa all’hotel, il pullman della squadra accosta lungo una strada di montagna.
Non è un problema al motore: presumibilmente, molti ciclisti hanno bisogno di sangue.
Mentre l’autista fa finta di cercare un problema meccanico inesistente alcuni corridori della Postal Service ricevono a quanto pare una trasfusione: alcuni da seduti, Armstrong steso a terra.
Le sacche ematiche vengono presumibilmente appese ai portabagagli.

Anzichè comportarsi gentilmente con le persone che conoscono i suoi segreti, Armstrong li emargina come se fossero estranei.
E’ un errore che gli sarà fatale.

Alla fine del 2004, Zabriskie non c’è più.
Anche Landis se n’è andato, per diventare il capitano della Phonak, che gli ha offerto cinquecentomila dollari, più del doppio di quel che gli dava la Postal (duecentotrentamila dollari).

L’agenzia antidoping americana era nata in seguito allo scandalo Festina, che aveva esposto il problema dell’abuso delle sostanze proibite nel ciclismo.
Prima di allora, le regole dell’antidoping variavano molto da una disciplina all’altra.
Ogni federazione internazionale di un dato sport olimpico aveva le sue norme, conduceva i propri test e giudicava le proprie infrazioni.
Poche federazioni erano più indulgenti con i propri iscritti dell’UCI, l’unione ciclistica internazionele.

Nel 1999, dopo lo scandalo Festina, il CIO formò l’AMA, l’agenzia mondiale antidoping, per uniformare le regole in materia.
Nel 2004 l’AMA avrebbe adottato un codice antidoping.
A quel punto, Armstrong aveva già vinto il suo quinto Tour de France.

L’USADA divenne operativa nel luglio del 2000.
L’USADA non era un’agenzia governativa, anche se era finanziata soprattutto con denaro pubblico, tramite l’ufficio delle poitiche antidroga della Casa Bianca.



Il suo bilancio era approvato dal congresso e quindi suscettibile agli interessi di lobby e individui contrari al suo operato.

Anni dopo, infatti, proprio Armstrong avrebbe chiesto di ridurre i finanziamenti dell’USADA, se non addirittura la chiusura dell’ente.

La Trek gli risponde che la squadra dovrebbe avere telai e componenti per assemblare centoventi bici nuove ogni anno.
Landis calcola che nel solo 2004 ne sono sparite sessanta.
A un prezzo di forse tremila dollari l’una, la vendita deve aver generato centottantamila dollari di nero.
E’ una rivelazione: Landis ha scoperto che, con un giro tortuoso, gli sponsor finanziavano senza saperlo il doping di squadra della Postal.

Landis crede di poter vincere il Tour restando pulito.

Racconta di come sia stato lo stesso Armstrong a convincerlo.
Durante un giro di allenamento, Landis riusciva a malapena a stargli dietro e Armstrong gli aveva detto: non sei costretto a soffrire così tanto.
Posso aiutarti ad alleviare il dolore.

Landis narra anche un altro episodio.
Un giorno un medico della squadra gli aveva dato una pillola speciale, lui l’aveva presa ed aveva fatto un’ottima prestazione.
Il giorno successivo il dottore gliene avea data un’altra, ma lui non l’aveva prea, perchè aveva avuto un’idea geniale: voleva far analizzare il farmaco e produrselo da solo.
Avrebbe potuto venderlo, diventre milionario e forse vincere il Tour ogni anno per il resto della sua vita.
Il test, però, aveva rilevato che la pillola era composta da un unico elemento: zucchero.
Era un placebo.


Il problema è proprio il termine frode.
I ciclisti professionisti ritengono che il doping non sia una frode, perchè lo usano tutti.

Prima di andare dal medico, si estrae un’intera sacca di sangue senza l’aiuto di nessuno.
Lim lo sorprende proprio durante la trasfusione.
Landis è agitato perchè non sa dove custodire il sangue appena raccolto.
Non può metterlo in frigo, perchè moglie e figliastra arriveranno dagli USA il giorno successivo.
Allora compra una borsa frigo, un termometro elettronico, del ghiaccio e un cartone di succo d’arancia.
Tagia la sommità del cartone, ci nasconde la sacca di sangue e poi mette il cartone nella borsa frigo con il ghiaccio.
Ci mette anche il termometro chiuso in un sacchetto ermetico di plastica.
La sacca sostitutiva è pronta.


martedì 12 aprile 2016

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta. Parte 4.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

Nella cavalcata finale che porta il plotone del Tour de France 1999 nel cuore di Parigi, Armstrong e la Postal Service tagliano il traguado sfrecciando alla veloctà più alta mai registrata, quaranta chilometri all’ora.

Alcuni esperti di marketing, come David Carter e Rick Burton, spiegano a USA Today che Armstrong potrebbe trasformarsi in una delle più trandi stelle dello sport americano, come Michael Jordan e Tiger Woods.

Armstrong scrive un’autobiografia, che sarà un best seller, dal titolo Non solo ciclismo, in cui racconta di come sia sopravvissuto al cancro e abbia vinto contro ogni previsione il Tour de France.

Il libro lo lancia nella stratosfera.
Nel 2000 incasserà cinque milioni di dollari per contratti come testimonial, oltre ai due milioni di paga, il che lo porterà allo stesso livello dei grandi campioni del football americano.

Nei giorni successi alla conclusione vittoriosa al Tour de France, Armstrong vola a new York su un jet della Nike per comparire in diversi talk show, compreso The Late Show with David Letterman.

Prossima fermata: la Casa Bianca, dove Armstrong regala al presidente Clinton una bicicletta.

Il cancro è stata la miglior cosa che potesse capitargli.
Ormai ignorano qualsiasi offerta inferiore al milione di dollari.
Armstrong afferma di “non essere più un privato, ma un’impresa”.

Durante il giro d’onore, un giornalista francese si è affiancato ad Armstrong e dalla sua motociclietta gli ha chiesto che cosa pensasse di quel successo.
"Quando la vita ti concede una seconda possibilità, allora vai fino in fondo".

Tempo prima si era sparsa la voce che al Tour sarebbe stato introdotto un nuovissimo test contro l’EPO, ragion per cui il team si era trovato costretto a tornare alla vecchia tecnica delle trasfusioni di sangue, per la quale non esiste nessuna analisi al mondo.

Quella che era iniziata come una passione innocente per le corse in bicicletta si era trasformata in una vita fatta di messaggi in codice, incontri clandestini e conversazioni furtive.

"Era in un sistema che ci garantiva un vantaggio assoluto", racconterà Vaughters.
"Nelle altre squadre potevano esserci al massimo uno o due corridori che si dopavano in quel modo, ma soltanto la Postal metteva a disposizione di ogni suo ciclista principale un piano così sofisticato."




La Nike, uno dei principali sponsor, prende le sue difese di fronte al pubblico americano, o almeno a coloro che credono a ciò che vedono nelle pubblicità televisive.
La società manda in un onda un nuovo spot con Armstrong protagonista.
Il campione fissa la telecamera e recita: “è il mio corpo, e ci facico quel che mi pare.
Posso spingerlo, studiarlo, modifcarlo, ascoltarlo.
Tutti vogliono sapere di cosa mi faccio.
Di cosa mifaccio?
Mi faccio il culo sei ore al giorno su una bici.
E tu di cosa ti fai?”


"Floyd, hai mai passato una bella giornata?" gli ha chiesto Zabriskie in quel frangente. "Si".
"Beh non ne vedrai mai un’altra, se la fai finita adesso".

Armstrong li ha soprannominati “scemo e più scemo”.

Tutti i membri della squadra che aveva vinto il primo Tour se ne sono ormai andati, tranne Hincapie e Vande Velde.
A quel punto, la squadra ingaggia Ferrari perchè aiuti gli atleti con il doping.
I diretti interessati spesso si incontrano nell’appartamento di Hincapie, che vive da solo, per iniettarsi EPO.
Portano sempre maglie con le maniche lunghe per nascondere i segni dei buchi.

Stapleton nega qualsiasi accenno alle presunte irregolarità di Armstrong.
Alla Coca Cola, uno degli sponsor della squadra, dice: “Sentite, lui non si droga, chiaro? Mi gioco la carriera su questo”.
Armstrong inizia a scrivere una seconda bografia, Every Second Counts (Ogni secondo conta), in cui respinge le accuse di doping.
Parla dell’indagine dei francesi sui rifiuti medici che la Postal Service ha gettato durante il Tour 2000.

Circa un mese prima del Tour 2002, Livington, allora all’ultimo anno nella Telekom di Jan Ullrich, gli ha suggerito di provare l’albumina, un concentrato di proteine del plasma umano che incrementa l’ematocrito.

Vaughters non sapeva se Livingston l’avesse mai usata, ma decide di sperimentarla su di sè dopo essersi documentato su Internet.
Ha acquistato il prodotto in una farmacia spagnola.

La nona tappa del Tour de france 2003 si corre in un giorno caldissimo del sud della Francia.


lunedì 4 aprile 2016

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta. Parte 3.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

Uno dei medici chiede se Armstrong abbia mai utilizzato farmaci per migliorare le sue prestazionisprtive.
Comincia a elencare:”Ormone della cresciata, cortisone, eritropoietina, steroidi e testosterone.


Tutto ciò che Betsy sa degli steroidi è che il velocista canadese Ben Johnson si è fatto beccare ai giochi olimpici di Seul del 1988, subito dopo aver vinto i 100 metri piani.

Tutti sapevano che i ciclisti professionisti prendevano l’EPO.

La maggior parte degli oncologi sostiene che sia impossibile sapere con precisione se l’uso dei farmaci proibiti possa aver scatenato il cancro di Armstrong o aver accellerato il decorso di uno già esistente.

Comunque sia, la gente continua ad amarlo.
Sono molti quelli che vedono in lui ciò che vorrebbero vedere in se stessi: la generosità, la gentilezza e soprattutto il coraggio necessario per sopravvivere al cancro e tornare al lavoro e della vita.

Neal sa bene che Armstrong ha ripreso a doparsi.
Infatti, nel momento stesso in cui raccoglieva finanziemnti per la sua fondazione, Lance stava già cercando di procurarsi l’EPO negli Stati Uniti, subito dopo aver smesso di assumerla nell’ambito della chemioterpia.

All’epoca della sua prima grande competizione a tappe, la Vuelta a Espana 1995, dov’era ancora pulito, Hincapie aveva faticato a stare dietro al tipo “più grasso e fuori forma della corsa.
Ecco quant’era difficle.
Proprio allora si era reso conto che, per quanto si fosse allenato, non abrebbe mai vinto senza il doping.

Doparsi e poi pulirsi appena in tempo per il test antidoping non è poi cosi complicato.

Non c’è corridore che possa permettersi di restare pulito e nel contempo stare al passo con i colleghi.

I suoi colleghi era soliti recirare il vecchio motto di Jacques Anquetil, cinque volte vincitore del Tour de France: "Lasciatemi in pace: tutti si dopano", oppure ripetevano quanto dichiarato da Fausto Coppi a un giornalista televisivo, e cioè che i ciclisti si dopavano solo quando ne avevano bisogno, ossia "quasi sempre".




L’immagine con cui Leblanc promuove l’edizione del 1999 è emblamatica: "Il Tour della rinascita".
Non tutti ci credono.
Alcuni recenti episodi fanno pensare altrimenti.
Soltanto un mese prima, Marco Pantani, il vincitore del Tour precedente, è stato espulso dal Giro d’Italia: il suo ematocrito ha raggiunto quota cinquantadue, un valore che lasciava ipotizzare l’uso di sostanze illecite.
Sospeso per quindici giorni, Pantani ha deciso di rinunciare al Tour de France. Il campione in carica non difenderà il suo titolo.

Antoine Vayer riferisce a David Walsh, un reporter del Sunday Times di Londra, come i corridori siano diventati addirittura dipendenti da quelle sostanze, da tanto ne hanno abusato.
"Li prendono quando sono stressati, giù di corda o incasinati per qualche altro motivo", afferma.
"Vogliono una vita senza stress. E’ una mentalità da tossici".

Ormai abituato al doping, Vaugheters accetta sempre.
Farsi inieizioni, a volte anche cinque in un’unica seduta, è diventata routine: la routine necessaria perchè Armstrong vinc il Tour de France.

Ma come sesso capita nella guerra tra consumatori e giutizia, i dopati si mantengono costantemente un passo avanti alle autorità.

L’ematocrito di aughters è 0,001 sotto il massimo consentito.
Hincapie, il velocista, è anche lui a 49,999.
Armstrong a 49,4.
"La squadra è pronta", commenta quest’ultimo.


Quel giorno Robin e Bassons finiscono la tappa in fondo al gruppo, e sanno bene perchè: doping.
Bassons si era già dichiarato l’unico corridore pulito della Festina, nell’edizione precedente.

Sebbene qualcuno non ne sia affatto al corrente, una delle sostanze propinate indiscriminatamente a tutti è l’Actovegin, un estratto di sangue di vitello che migliora la circolazione e accellera la guarigione nelle persone colpite da ictus.
E’ solo uno dei tanti farmaci sugli scaffali della "farmacia volante" della Postal Service.


martedì 29 marzo 2016

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta. Parte 2.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

Ma avrebbe affermato anche di non aver conosciuto nessun professionista che non avesse almeno fatto un tentativo.
Il ciclismo è uno sport troppo difficile, talvolta impossibile se non si ricorre a nessun aiuto farmacologico, soprattutto quando ci si trova ad affrontare corse a tappe di tre settimane come il Tour de France.

“Io prendo questa roba, fa parte di ciò che faccio”.
Armstrong si era adattato agli usi della squadra senza esitare, perchè lo facevano tutti.


Quel ricorso a farmaci illeciti era considerato normale e veniva fatto alla luce del sole.

All’inizio degli anni Novanta meno della metà delle squadre professioniste avevano un medico tra le proprie fila.
Erano quelle che avevano compreso i vantaggi del doping.
“Tutta quella roba implicava un livellamento delle prestazioni, nel contesto del quale il miglior medico significava migliori risultati”.

L’intero programma fosse condotto sotto la supervisione di Max Testa, un italiano che nel dicembre 2013 lavorava ancora nello sport e conduceva una clinica di medicina sportiva nello Utah.

Armstrong apprezzava il lavoro di Testa, al punto che si trasferisce in Italia per trovarsi nelle vicinanzae dello studio medico, a Como.

20 aprile 1994: tre corridori della Gewiss-Ballan, una squadra che ha sede in Italia, salgono sul podio con le loro uniformi rosse, azzurre e blu dopo aver dominato la Freccia Vallone, una corsa di un giorno che si tiene nella regione collinosa delle Ardenne, in Belgio.

A circa cinquanta chilometri dal traguardo, i ciclisti della Gewissi sono staccati dal gruppo e, come Armstrong commenterà in seguito “hanno demoralizzato tutti”.
Hanno continuato ad accellerare, mentre il plotone si è trasformato in una macchiolina alle loro spalle.

Moreno Argentin è giunto per primo al traguardo, i suoi compagni di squadra Giorgio Furlan ed Evgenij Berzin sono arrivati rispettivamente secondo e terzo.
E’ proprio li, in Belgio, nel 1994, che i ciclisti del plotone, esausti, realizzano che molti nel mondo dello sport credono nel potere straordinario dell’eritropoietina.


A quel punto Ferrari, che ha sempre negato di dopare i suoi atleti, pronuncia una frase che lo tormentaterà per anni: “L’eritropoietina non è pericolosa, se non se ne abusa.
Anche bere dieci litri di succo d’arancia può essere pericoloso”.

In parole povere, per Ferrari è solo una questione di colazione equilibrata.


Lo stesso Testa si rende conto che nn può fare a meno dell’EPO e rinuncia a ogni tentativo di tenere la sostanza lontana dai corridori.

E’ il 18 marzo 1995: il giorno prima, tornando a casa dalla Milano-Sanremo, che ha concluso al settantatresimo posto, Armstrong ha confidato a Hincapie, suo amico di lunga data: “Sono tutte balle.
La gente usa quella roba.
Ci faremo schiacciare!”.

E sono tutti d’accordo: non si può fare a meno dell’EPO, che è ormai diffusissima.

I ciclisti hanno già sentito parlare di alcuni colleghi che mettono la sveglia per alzarsi in piena notte e fare esercizi, in modo che il sangue, ispessito dall’eritropoietina, non provochi loro un arresto cardiaco durante il sonno.

Il dottor Ferrari, alto, magro e un pò stempiato, aveva studiato all’Università di Ferrara sotto Francesco Conconi, un ricercatore ritenuto il padre della medicina dello sport italiana.
A suo tempo, Conconi aveva fatto parte della commissione antidoping del CIO e sapeva molte cose sull’EPO.
Il CIO l’aveva infatti retribuito generosamente perchè ideasse un test per identificare la sostanza.
Conconi, però, faceva il doppio gioco e, mentre il CIO lo pagava perchè l’aiutasse a scoprire gli abusi, lui riforniva sciatori e ciclisti di EPO.

I medici gli fanno un esame con gli ultrasuoni, e una bella radiogrfia al petto.
Poi gli danno la brutta notizia. “Bene, la questione è seria”, dice il dottor Reeves.
“Si tratta di un cancro testicolare con ampie metastasi ai polmoni”.
Tra le cinque e mezza e le cinque e tre quarti del pomeriggio, il telefono di Neal squilla: è Armstrong.
“Ho un cancro ai testicoli”, gli rileva.
“Non so cosa fare”.
Armstrong è sconvolto, Neal è scioccato.
Ora sono tutti e due malati di cancro.
Nel giro di pochi giorni, i medici scoprono che il cancro di Armstrong ha già raggiunto l’addome e il cervello.
Secondo l’equipe medica, le sue speranze di sopravvivenza non superano il cinquanta per cento.

La convenzione è però bruscamente interrotta dall’arrivo di due uomini in camice bianco.
Devono compilare l’anamnesi del paziente.


mercoledì 23 marzo 2016

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta. Parte 1.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

E’ il mio corpo e ci faccio quello che mi pare.
Posso spingerlo, studiarlo, perfezionarlo, ascoltarlo.
Tutti vogliono sapere cosa mi faccio.
Di cosa mi faccio?
Mi faccio il culo sei ore al giorno su una bici; e tu di cosa ti fai? (Cit. Lance Armstrong).


La maggior parte dei corridori non li considerava neppure veri prodotti dopanti.
Servirsi di quei farmaci significava semplicemente prendersi cura della propria salute in uno sport massacrante.

Il cortisone, che può essere iniettato o assunto per via orale, riduce il dolore muscolare ed è un antinfiammatorio per articolazioni indolenzite.
Continua ad essere uno dei farmaci fondamentali per tutti i ciclisti, perchè allevia il dolore alle gambe.
Gli sportivi lo paragonano all’aspirina assunta in caso di mal di testa.

Il testosterone è uno steroide, ma non viene utilizzato per aumentare la massa muscolare. Piuttosto, consente di recuperare più efficacemente dopo un allenamento, di potersi alzare il giorno seguente e continuare ad allenarsi senza pause.

L’impiego di farmaci per migliorare le prestazioni è legato alla storia del ciclismo e in particolar modo al Tour de France, una gara di oltre tremiladuecento chilometri in tre settimane.

I ciclisti hanno sempre trovato qualche espediente per renderlo più facile.
Nel 1904, alcuni abbandonarono la bici e percorsero parte del tragitto in auto o in autobus, per ridurre fatica e chilometri.

Nei primi anni del ventesimo secolo, i corridori si affidavano a sostanze come etere, cocaina e stricnina, sempre per soffocare il dolore.

I ciclisti pensavano anche di poter respirare più facilmente assumendo un pò di stricnina (che è talmente tossica da essere usata come veleno per topi) e/o nitroglicerina (che viene data a chi ha subito un infarto, per stimolare il cuore).

Le anfetamine divennero popolari verso la metà degli anni quaranta, provocando incidenti pericolosissimi.

Tour de France e droghe andarono avanti a braccetto, nonostante la preoccupazione generale.
Jacques Anquetil, cinque volte vincitore del Tour, era noto per la schiettezza a riguardo. Una volta sbottò: "Non puoi vincere i Tour de France soltanto con l’acqua minerale. Tutti si dopano". Non c’era niente di illegale.


Nel 1963 il doping era ormai diventato cosi pericoloso che un gruppo di ciclisti, medici, legali, giornalisti e funzionari di vari enti sportivi unirono le forze e chiesero a gran voce una serie di misure preventive: era l’alba dell’antidoping.

Due anni dopo, la Francia promulgò le prime leggi in materia: i partecipanti al Tour si sarebbero dovuti sottoporre a test regolari.

Don Catlin, l’uomo che predispose il primo laboratorio statunitense per testare i farmaci destinati a migliorare le prestazioni (l’Olympic Analytical Laboratory dell’Università della california a Los Angeles), fin dall’inizio si era dedicato allo studio di una sostanza chiamata eritropoietina o più brevemente EPO.

Un’overdose di EPO trasforma il sangue in una melma viscosa, con grave rischio di ictus o infarto.

Verso la fine degli anni Ottanta, i ciclisti acquistavano il farmaco sul mercato nero. Subito iniziò una tragica sequela di morti improvvise.

Per oltre un decennio, Hendrshot trasforma la sua dimora in Belgio in laboratorio personale, dove prepara le gare.
E’ li che, come uno scienziato pazzao, riduce in polvere, associa e mischia le più diverse sostanze dopanti, come efredina, nicotina, caffeina ad alta concentrazione, vasodilatatori, vasocostrittori e testosterone, cercando un modo creativo di are ai ciclisti un vantaggio extra.

I massaggiatori di tutta Europa confezionano i propri preparati in casa.

Anche Hendershot, che non aveva nessuna preparazione medico scientifica, aveva appreso l’arte del doping osservandone gli effetti su un soggetto umano: se stesso.

Sebbene Hendershot fosse la cavia di se stesso, non ci volle molto prima che cominciasse a provare le sue pozioni e pillole sui ciclisti, compreso Armstrong.
Subito dopo le Olimpiadi del 1992, quando divenne professionista, infatti, Armstrong aveva firmato un contratto con la Motorola, una delle due principali squadre americane.
Poichè voleva il miglior massaggiatore disponibile, fu immediatamente affiancato a Henderschot: era un matrimonio nato sotto il segno del doping.
Sia il massaggiatore, sia il ciclista erano intenzionati a giungere al limite estremo dei margini di sicurezza.

"Non facevamo altro che camminare sulla sottile linea di separazione tra il crollare morti sulla propria bici e vincere la corsa" avrebbe ammesso in seguito Hendershot.

Avrebbe anche aggiunto che i ciclisti della sua squadra erano liberi di scegliere: potevano "cogliere l’occasione" oppure no.


Frasi del libro di Lance Armstrong: The fall. Ascesa e caduta. Indice.

Lance Armstrong: The fall. Ascesa e caduta.

Recensione del libro: The fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong.

Prima parte del libro: The fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong.

Seconda parte del libro: The fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong.

Terza parte del libro: The fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong.

Quarta parte del libro: The fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong.

Quinta parte del libro: The fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong.

Sesta parte del libro: The fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong.

Settima parte del libro: The fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong.

lunedì 21 marzo 2016

Recensione libro: The fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong.

The fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong.

Se siete interessati a capire fino in fondo il significato di “caccia alle streghe” questo è il libro che fa per voi.

Naturalmente non serve un libro di 300 e passa pagine per rendersi conto che quella contro Armstrong sia stata una punizione esemplare e un modo di ripulire uno sport che da anni, o per meglio dire, che da sempre è stato e probabilmente è ancora fortemente legato nei risultati al doping.

Non penserete mica che Armstrong sia l’unico ciclista che ha fatto uso di farmaci dopanti?
Il doping sta al ciclismo (in particolare al Tour de France) come Michael Jordan sta al basket.

Ovvero il doping, o per meglio dire l’abuso di sostanze dopanti, è sempre stato parte integrante del ciclismo e non esiste ciclista vincente che non ne faccia uso.
Leggendo di sport la pratica del doping è ormai diffusa in tutte le discipline a tutte le categorie, come evidenzia l’ultimo caso riferito a Maria Sharapova nel mondo del tennis.

Non è raro vedere spogliatoi pieni di tracce di sostanze dopanti anche a livello amatoriale.
Non mi riferisco a dosi di testosterone o anabolizzanti ma credo che a livello teorico non vi sia nessuna differenza tra assumere della cardio aspirina prima di una mezza maratona a livello amatoriale, o iniettarsi una dose di EPO prima di una tappa del Tour de France.
In entrambi i casi vuol dire assumere delle sostanze dopanti, ovvero che aumentano le normali prestazioni che si potrebbero ottenere dal nostro corpo in una determinata attività.
O ancora ricevere trasfusioni di sangue ossigenato prelevato precedentemente nei ritiri in montagna durante la preparazione estiva delle squadre di calcio.

Che differenza c’è tra la cardio aspirina e l’epo?
Nessuna, in entrambi i casi si cerca di migliorare le prestazioni con un aiuto esterno.
Si truffa se stessi, prima di tutto, per poter superare il proprio record personale.

L’abuso di sostanze, ovvero doparsi oltre il consentito (notare la differenza tra doparsi il consentito e doparsi oltre il consentito) è quindi presente in tutti gli sport, dalla boxe, al running, per passare alla formula 1 e il tennis.

Vince la squadra o l’atleta che riesce meglio degli altri a restare sotto i parametri consentiti senza farsi mai beccare in fallo.
Perchè il segreto è quello, utilizzare sostanze sotto i livelli consentiti, oppure utilizzare sostanze che non sono ancora state introdotte nell’elenco di quelle proibite.

Ho letto il primo libro di Armstrong, “Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita” e penso che questo sia il libro che meglio descrive Lance Armstrong.


Questo ultimo libro invece parla di un ciclista dopato oltre il consentito che vince 7 tour de France di fila, raffigurandolo come il male assoluto dello sport.

L’autrice del libro potrebbe sostituire il personaggio Armstrong con un qualsiasi altro nome e non cambierebbe niente (se non le vittorie).

Non si fa altro che mettere in evidenza l’arroganza della persona, il suo orgoglio e la sua cattiveria nelle relazioni con i compagni e atleti.
Il risultato è che nel lettore appassionato di ciclismo si instauri quasi una difesa di Armstrong, preso come bersaglio da tutti i poteri forti per ripulire lo sport.
Accanirsi contro di lui, fa pensare quasi più a gesti di invidia nei suoi confronti per quello che è riuscito a fare (sia chiaro, dopandosi, come tutto il mondo del ciclismo in quegli anni).
Invidia per le sue vittorie, per la sua potenza, per le sue prestazioni.

La Postal Service aveva più soldi per organizzare un programma doping migliore delle altre squadre?
E’ cosi ovunque, fa parte del gioco e dello sport ciclismo.
Se il doping fa parte del ciclismo, è naturale che la squadra che ha più soldi da investire ne tragga più profitto.
E’ come dire che il Real Madrid ha più soldi delle altre squadre e si può permettere di comprare giocatori più forti e vincere tutto e non è giusto che gli sia concesso farlo.

Quindi per invidia i tifosi delle altre squadre iniziano a accanirsi sui giocatori del Real Madrid per scoprire se abusano di sostanze dopanti in modo fuori dal consentito (naturalmente anche nel calcio se ne fa abuso).

L’alternativa, come già succede in alcuni sport americani, è mettere un tetto salariale massimo, una spesa massima che un club o una franchigia possono spendere (che nulla ha a che vedere con la farsa applicata in Europa per i club calcistici, dove se sforata, viene addebitata una multa).

Forse dovrebbero mettere un tetto massimo anche per il doping.
Puoi spendere solo tot soldi per doparti (pura provocazione naturalmente).

Postal, soldi, possibilità di più doping.
Real Madrid, soldi, possibilità di compare Messi.
Partendo dal presupposto che il doping è ciclismo, dove sta la differenza?

Naturalmente è una provocazione quella che sto facendo ma non trovo corretto ridurre una persona a zero quando tutto il mondo sapeva ed era colpevole allo stesso modo.
In oltre parliamo di una persona che nel bene o nel male ha ridato speranza a molti malati di tumore è stato dipinto come un eroe, come colui che risorge dalla malattia e vince.

Una speranza per tutti, anche se costruita, ma quando sei in certe condizioni anche questa speranza è indispensabile.

Allora andrebbe distrutta anche la Nike che lo sponsorizzava e proponeva il famoso spot “Di cosa mi faccio? Mi faccio il culo 6 ore al giorno in bicicletta”.

Come sempre molto più comodo e chiassoso prendere di mira una persona e punirla per tutti. Avendo letto due libri su Armstrong, per me resta un campione.
Nessun altro ciclista, dopandosi come ha fatto lui è riuscito a stargli davanti.

Anche Pantani, che di doping ne ha fatto uso e abuso, gli è rimasto dietro e nulla ha potuto contro una forza della natura (fisica e mentale) come Lance Armstrong.


Indice delle frasi: The fall. Ascesa e caduta di Lance Armstrong.

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mercoledì 1 luglio 2015

Frasi del libro di Jhon McEnroe - Sul serio. Indice

Jhon McEnroe - Sul serio.

Recensione del libro: Jhon McEnroe - Sul serio.

Prima parte del libro: Jhon McEnroe - Sul serio.

Seconda parte del libro: Jhon McEnroe - Sul serio.

Terza parte del libro: Jhon McEnroe - Sul serio.

Quarta parte del libro: Jhon McEnroe - Sul serio.

Quinta parte del libro: Jhon McEnroe - Sul serio.

Sesta parte del libro: Jhon McEnroe - Sul serio.

L'elenco delle Frasi dei libri letti.
L'elenco dei libri letti.


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Recensione libro: Jhon McEnroe - Sul serio.

Vaffanculo Jhon McEnroe.

Questo è quello che ho pensato tre quarti di libro in poi.

La prima parte fila via liscia, interessante leggere di come cresce nella città di New York quello che diventerà uno dei più forti tennisti del mondo.
Ma dopo un pò i racconti delle sue continue sfuriate, l’egoismo e la superiorità con la quale descrive le sue partite inizia a dare fastidio.

Ok, lui è Jhon McEnroe che a 17 anni entra a far parte dei professionisti, sbanca Winbledon e si confronta per anni con i più forti giocatori di sempre.

Ma i più forti giocatori di sempre spesso e volentieri lo prendono a pallate.

Inoltre uno dei primi ad abbandonare è Borg, eterno spauracchio di Jhon.

Resta così campo libero a un giocatore sicuramente tra i più forti ma che va a perdere anche la concorrenza per la vetta della classifica.

Se facciamo un paragone ai giorni nostri è un pò la situazione che abbiamo adesso nel tennis.

Un giocatore sicuramente fortissimo come Djokovich che si confronta con giocatori sicuramente forti ma non in grado di impensierirlo se togliamo di mezzo Federer ormai trentatreenne e che quindi avrà ancora un anno al top prima che la schiena lo abbandoni e un Nadal che stenta a tornare quello di un tempo.


Quindi un McEnroe numero uno figlio anche di una situazione tennistica del tempo che non offriva rivali all’altezza.

E’ comunque un libro interessante che racconta di come essere il numero uno negli anni 80 in pieno sviluppo mediatico del tennis ha catapultato McEnroe dentro feste Holliwodiane insieme alle rock star del momento.

Di come il suo essere numero 1 gli ha permesso di conoscere e prendere lezioni di chitarra da Carlos Santana e andare nel backstage dei concerti dei Rolling Stones.

Evidenzia anche un McEnroe altezzoso e saccente che crede di poter fare tutto quello che vuole.
Di essere il numero 1 al mondo nel tennis e di poter mettere su una rock band con 4 lezioni di chitarra.

Spocchioso fino alla fine, un libro che rivela un McEnroe per quello che è.

Un vincente, arrogante che ha saputo far fruttare il momento di espansione del tennis da sport di nicchia a sport di massa.

Non gli si può che fare i complimenti per aver comunque contribuito a rendere questo sport famoso e bello con sfide epiche come il tie break vinto su Borg per 19 a 16 a Winbledon 82.

Indice delle frasi: Jhon McEnroe - Sul serio.

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venerdì 27 febbraio 2015

Novak Djokovic: dieta. Gli alimenti che danno energia. Il punto vincente.

Novak Djokovic: dieta. Gli alimenti che danno energia. Il punto vincente.

Frasi Libro: Novak Djokovic: dieta. Gli alimenti che danno energia.

Gli alimenti che danno energia:

Carne, pesce e uova. Sono forse le alternative più ovvie dopo avere eliminato il grano e lo zucchero.
Mi piacciono il pollo, il tacchino e ogni tipo di pesce.

Verdure povere di carboidrati.

Frutta.

Cereali (senza glutine).
Riso integrale.

Noci e semi.
Le mandorle, le noci, le noccioline e i pistacchi.

Oli sani.
Mi limito all’olio d’oliva.

Legumi.
Adoro i ceci e le lenticchie.
I fagioli neri e rossi sono ricchi di fibre e sostanze nutrienti.
Evitate quelli in scatola, che spesso contengono troppo sale.


Mangio lentamente e in modo consapevole.

Dare al corpo istruzioni chiare.

Anzitutto, per produrre energia, la quale serve a far muovere le gambe, battere il cuore e, nel mio caso, sventolare la racchetta, i carboidrati sono la fonte primaria di energia per le nostre attività quotidiane.

Secondo, per curarsi e ripararsi, ovvero per sanare i danni provocati da un’allenamento intenso o da una lunga giornata estenuante in ufficio, il corpo usa le proteine (e altre sostanze nutritive) per rigenerare i muscoli, produrre nuove cellule sanguigne e reintegrare gli ormoni.

Regola numero tre: mantenere un atteggiamento positivo.

C’è un altro motivo per cui non guardo la televisione mentre mangio: perchè c’è ben poco di positivo da vedere.

Tra i frutti e gli ortaggi ricchi di carboidrati ci sono le patate, le banane, le pere, l’uva, il mango, le carote, le barbabietole, le cipolle.
Attenzione alla frutta secca: una tazza di uvetta contiene ben 115 grammi di carboidrati.

Regola numero quattro: più qualità che quantità.


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martedì 24 febbraio 2015

Novak Djokovic dieta. Il problema del glutine. Il punto vincente.

Novak Djokovic: dieta. Il problema del glutine. Il punto vincente.

Frasi Libro: Novak Djokovic: dieta. Il problema del glutine.

Il problema del glutine:

Il pane, naturalmente. e quindi anche i muffin, il pane degli hamburger, le tortillas, le piadine e persino il pane azzimo.

Ogni tipo di pasta a base di farina di grano, compresa la pasta verde agli spinaci e tutti gli altri tipi che contengono grano.

Dolci da forno come torte, ciambelle, biscotti e crostate.

Cracker, pretzel e tutti gli snack preparati con farina di grano.

Cereali per la colazione, anche i cornflakes, che apparentemente non contengono grano e invece ce l’hanno.
Rientrano in questa categoria anche i dolci per bambini e le varietà “salutiste” per adulti senza zuccheri aggiunti.

Bevande alcoliche ottenute dal malto come la birra.

Dove si nasconde il glutine.

Carne con farciture e ripieni: affettati, polpette e polpettoni, wurstel, salsicce, pollo iniettato di brodo e succedanei dei frutti di mare.

Certi prodotti a base di uova e noci: succedanei dell’uovo, prodotti a base di uova liofilizzate, frutta secca e burro d’arachidi possono contenere glutine.

Marinate e condimenti.

Certi latticini: state alla larga dal cioccolato al latte.

Formaggi lavorati: evitate i formaggi lavorati, i fiocchi di latte o i formaggi in crema prodotti con gomma vegetale, amido o conservanti di origine misteriosa.

Pane e cereali alternativi.

Alcuni preparati a base di frutta e verdura: le patatine fritte dei fast food.

Prodotti vegetariani: hamburger, chili e salsicce vegetali, o altre versioni vegetariane di questi alimenti, possono contenere glutine.

Dolci: alcuni ti pi di gelato (soprattutto i gusti arricchiti con impasto per biscotti).


Bevande: evitare il tè e il caffè istantanei. Rinunciate anche alla birra chiara e scura.

Fritture di carne e frutti di mare.

Cosa va bene:

Le vere uova, la vera carne, la vera frutta e verdura fresche vanno benissimo.

Quindi la mia alimentazione è molto semplice: verdure, legumi, carne bianca, pesce e frutta.

E’ molto semplice: meno zucchero consumate, meno insulina produrrete.

Vediamo di cosa è composto il nostro bicchiere di latte scremato:

Proteine: 8 grammi x 4= 32 calorie dalle proteine.
Grassi: 2 grammi x 9 = 18 calorie dai grassi.
carboidrati: 13 grammi (dagli zuccheri) x 4 = 52 calorie dalig zuccheri.
calorie totali: 102, di cui la metà dallo zucchero.

Il principio basilare per ogni buona alimentazione. La moderazione.

Tutto nella vita è questione di equilibrio e moderazione: cibo, esercizio fisico, lavoro, amore, sesso.

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Novak Djokovic: Frasi libro Il punto vincente.

Novak Djokovic: frasi del libro "Il punto vincente."
Andavo dove c’erano stati gli ultimi attacchi, pensando che probabilmente in quella zona non avrebbero bombardato di nuovo.
Giocavamo senza rete, sul cemento pieno di crepe.
La mia amica Ana Ivanovic si allenava in una piscina abbandonata.

Quando ti rendi conto che sei del tutto inerme, ti assale uno strano senso di libertà.
Vada come vada, in ogni caso non puoi farci niente.
Accettare fino in fondo il senso di impotenza è molto liberatorio.

In Serbia abbiamo un proverbio: “Se niente ti fa male, metti un sassolino nella scarpa e comincia a camminare”.


A proposito: una variante di questo test è molto efficace anche come gioco di prestigio con gli amici.
Chiedete a qualcuno di mettersi in posizione - braccio destro diteso in fuori, mano sinistra sullo stomaco - e mettete alla prova la sua forza.
Poi chiedetegli di posare un telefono cellulare sullo stomaco e riprovare.
La radiazione del cellulare induce nel corpo una reazione negativa e indebolisce il braccio, proprio come gli alimenti cui siamo intolleranti.
E’ una rivelazione che vi lascerà di stucco, e vi spingerà a pensarci due volte prima di tenere il cellulare nella tasca dei pantaloni.

Non è necessario vivere sotto una dittatura per essere vittime della paura.

Per sempre è un tempo molto lungo, come si dice dalle nostre parti.

La sconfitta peggiore non è il fallimento in sè, ma decidere di non provarci nemmeno.

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Frasi del libro di Novak Djokovic: Il punto vincente. Indice.