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lunedì 5 ottobre 2015

Jhon McEnroe - Sul serio. Frasi parte 1.

Frasi di Jhon McEnroe - Sul serio.

Nessuno conosce il proprio corpo meglio di un alteta professionista, sono consapevole che la macchina donatami dal Padreterno non è più flessibile come un tempo, che ho inevitabilmente perso qualche colpo.

Sto cercando di migliorare. Una delle cose contro cui lotto con maggior accanimento è quella parte profonda di me che non si è ancora decisa ad abbandonare la rabbia.

Perchè allora, sento ancora di poter fare molto?
Credo dipenda dalla mia tendenza a vedere il bicchiere mezzo vuoto.

Perdi la prospettiva, se ti paragoni a persone che sono fuori dalla tua portata o con cui non è il caso di paragonarti.

Anche il tennis aveva la sua importanza.
A quell’epoca era ancora uno sport da club privato, che si giocava in abiti bianchi.




Imparai molto presto che non serve imprimere troppa forza alla palla per vincere una partita di tennis: se sei in grado di rispondere a tutto, puoi battere praticamente chiunque.

In qualche modo riuscivo a percepire la palla attraverso le corde.

I miei genitori erano dotati di grande determinazione e sono convinto che me l’abbiano trasmessa geneticamente.
Come figlio primogenito di due persone che volevano avere successo nella vita, capii subito che i miei si aspettavano molto da me.
Ricordo ancora il mio primo torneo nazionale Under 12 a Chattanooga, nel Tennesse.
Il Tennessee!

Proprio come Laver usavo la stessa presa per ogni colpo: dritto, rovescio, servizio e volée. (Lo faccio ancora, leggermente verso il dritto dell’impugnatura continental. Credo non la usi più nessuno.)

Penso di essere l’unico tennista della storia che sia arrivato ai massimi livelli con le braccia delle stesse dimensioni.

Capii molto presto che c’erano dei grandi vantaggi a vincere, ma anche uno svantaggio da non sottovalutare: quando arrivi su quel piedistallo sei solo.

Larry era capace di giocare un match e andare ad allenarsi subito dopo!
Ma non sembrava mai felice dei suoi successi: era uno di quelli che raggiungono la vetta troppo in fretta e non si godono la scalata.

Riuscii a ottenere una wild card nel mio primo torneo da professionista.
Al primo turno sconfissi un mancino che si chaimava Barry Phillips-Moore, la cui fama è legata all’invenzione della racchetta spaghetti.
(Ve la ricordate quell’incordatura pazzesca? Alla fine però venne squalificata.)
Vinsi 6-0, 6-2: fu la mia prima vittoria in assoluto nel circuito ATP.
Poi giocai contro il neozelandese Onny Parun, un vero personaggio: portava una corda al collo, la mordeva mentre serviva e borbottava sempre tra sè e sè.
Non posso farmi battere da questo tizio, fa schifo, pensai.
Evidentemente non faceva cosi schifo, perchè persi 7-6, 6-1.
All’epoca era anche il numero diciotto del mondo.
Però i risultati furono abbastanza incoraggianti da farmi credere che forse, forse, avevo la stoffa del professionista.
E ottenni 5 punti nella classifica ATP solo per aver vinto un turno!
Alla fine dell’anno ero il numero 264 della classifica mondiale.

Poi ebbi un lampo di genio: tirai sempre sul suo rovescio.
E’ un trucco molto usato quando non si conosce il modo di giocare dell’avversario.


Ormai disperato, cominciai a mandare la palla sul suo dritto e , colpo di scena, il signor Machan non riusciva a fare un dritto neanche a morire.

Parigi nel ‘77 fu il mio primo vero assaggio della vita del tennista che vuole diventare famoso: non avevo mai visto nessuno mettercela tutta in quel modo.

Vinsi anche il secondo turno delle qualificazioni.
Intano, però, continuavo a rimuginare: devo trovare un hotel meno caro.
Conoscevo Lucia Romanov, una delle Romanov, le tenniste gemelle romene.
Parlava un pò di francese, perciò le chiesi di aiutarmi.

Che Dio la benedica: ce la mise tutta e alla fine trovò un hotel che costava circa tre dollari a notte.

Mi presentai in campo senza neanche un’ora di sonno, e per miracolo (uno dei tanti miracoli della gioventù) riuscii a battere il mio avversario, il tipico terraiolo spagnolo.
Ero nel tabellone principale!
All’improvviso mi si accese una lampadina in testa: se si entrava nel tabellone principale, si ricevevano sessanta dollari al giorno come rimborso spese.

Scossi la testa, incredulo.
Avevo vinto una partita del Grande Slam a diciotto anni!”

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venerdì 27 febbraio 2015

Novak Djokovic: dieta. Gli alimenti che danno energia. Il punto vincente.

Novak Djokovic: dieta. Gli alimenti che danno energia. Il punto vincente.

Frasi Libro: Novak Djokovic: dieta. Gli alimenti che danno energia.

Gli alimenti che danno energia:

Carne, pesce e uova. Sono forse le alternative più ovvie dopo avere eliminato il grano e lo zucchero.
Mi piacciono il pollo, il tacchino e ogni tipo di pesce.

Verdure povere di carboidrati.

Frutta.

Cereali (senza glutine).
Riso integrale.

Noci e semi.
Le mandorle, le noci, le noccioline e i pistacchi.

Oli sani.
Mi limito all’olio d’oliva.

Legumi.
Adoro i ceci e le lenticchie.
I fagioli neri e rossi sono ricchi di fibre e sostanze nutrienti.
Evitate quelli in scatola, che spesso contengono troppo sale.


Mangio lentamente e in modo consapevole.

Dare al corpo istruzioni chiare.

Anzitutto, per produrre energia, la quale serve a far muovere le gambe, battere il cuore e, nel mio caso, sventolare la racchetta, i carboidrati sono la fonte primaria di energia per le nostre attività quotidiane.

Secondo, per curarsi e ripararsi, ovvero per sanare i danni provocati da un’allenamento intenso o da una lunga giornata estenuante in ufficio, il corpo usa le proteine (e altre sostanze nutritive) per rigenerare i muscoli, produrre nuove cellule sanguigne e reintegrare gli ormoni.

Regola numero tre: mantenere un atteggiamento positivo.

C’è un altro motivo per cui non guardo la televisione mentre mangio: perchè c’è ben poco di positivo da vedere.

Tra i frutti e gli ortaggi ricchi di carboidrati ci sono le patate, le banane, le pere, l’uva, il mango, le carote, le barbabietole, le cipolle.
Attenzione alla frutta secca: una tazza di uvetta contiene ben 115 grammi di carboidrati.

Regola numero quattro: più qualità che quantità.


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martedì 24 febbraio 2015

Novak Djokovic dieta. Il problema del glutine. Il punto vincente.

Novak Djokovic: dieta. Il problema del glutine. Il punto vincente.

Frasi Libro: Novak Djokovic: dieta. Il problema del glutine.

Il problema del glutine:

Il pane, naturalmente. e quindi anche i muffin, il pane degli hamburger, le tortillas, le piadine e persino il pane azzimo.

Ogni tipo di pasta a base di farina di grano, compresa la pasta verde agli spinaci e tutti gli altri tipi che contengono grano.

Dolci da forno come torte, ciambelle, biscotti e crostate.

Cracker, pretzel e tutti gli snack preparati con farina di grano.

Cereali per la colazione, anche i cornflakes, che apparentemente non contengono grano e invece ce l’hanno.
Rientrano in questa categoria anche i dolci per bambini e le varietà “salutiste” per adulti senza zuccheri aggiunti.

Bevande alcoliche ottenute dal malto come la birra.

Dove si nasconde il glutine.

Carne con farciture e ripieni: affettati, polpette e polpettoni, wurstel, salsicce, pollo iniettato di brodo e succedanei dei frutti di mare.

Certi prodotti a base di uova e noci: succedanei dell’uovo, prodotti a base di uova liofilizzate, frutta secca e burro d’arachidi possono contenere glutine.

Marinate e condimenti.

Certi latticini: state alla larga dal cioccolato al latte.

Formaggi lavorati: evitate i formaggi lavorati, i fiocchi di latte o i formaggi in crema prodotti con gomma vegetale, amido o conservanti di origine misteriosa.

Pane e cereali alternativi.

Alcuni preparati a base di frutta e verdura: le patatine fritte dei fast food.

Prodotti vegetariani: hamburger, chili e salsicce vegetali, o altre versioni vegetariane di questi alimenti, possono contenere glutine.

Dolci: alcuni ti pi di gelato (soprattutto i gusti arricchiti con impasto per biscotti).


Bevande: evitare il tè e il caffè istantanei. Rinunciate anche alla birra chiara e scura.

Fritture di carne e frutti di mare.

Cosa va bene:

Le vere uova, la vera carne, la vera frutta e verdura fresche vanno benissimo.

Quindi la mia alimentazione è molto semplice: verdure, legumi, carne bianca, pesce e frutta.

E’ molto semplice: meno zucchero consumate, meno insulina produrrete.

Vediamo di cosa è composto il nostro bicchiere di latte scremato:

Proteine: 8 grammi x 4= 32 calorie dalle proteine.
Grassi: 2 grammi x 9 = 18 calorie dai grassi.
carboidrati: 13 grammi (dagli zuccheri) x 4 = 52 calorie dalig zuccheri.
calorie totali: 102, di cui la metà dallo zucchero.

Il principio basilare per ogni buona alimentazione. La moderazione.

Tutto nella vita è questione di equilibrio e moderazione: cibo, esercizio fisico, lavoro, amore, sesso.

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Novak Djokovic: Frasi libro Il punto vincente.

Novak Djokovic: frasi del libro "Il punto vincente."
Andavo dove c’erano stati gli ultimi attacchi, pensando che probabilmente in quella zona non avrebbero bombardato di nuovo.
Giocavamo senza rete, sul cemento pieno di crepe.
La mia amica Ana Ivanovic si allenava in una piscina abbandonata.

Quando ti rendi conto che sei del tutto inerme, ti assale uno strano senso di libertà.
Vada come vada, in ogni caso non puoi farci niente.
Accettare fino in fondo il senso di impotenza è molto liberatorio.

In Serbia abbiamo un proverbio: “Se niente ti fa male, metti un sassolino nella scarpa e comincia a camminare”.


A proposito: una variante di questo test è molto efficace anche come gioco di prestigio con gli amici.
Chiedete a qualcuno di mettersi in posizione - braccio destro diteso in fuori, mano sinistra sullo stomaco - e mettete alla prova la sua forza.
Poi chiedetegli di posare un telefono cellulare sullo stomaco e riprovare.
La radiazione del cellulare induce nel corpo una reazione negativa e indebolisce il braccio, proprio come gli alimenti cui siamo intolleranti.
E’ una rivelazione che vi lascerà di stucco, e vi spingerà a pensarci due volte prima di tenere il cellulare nella tasca dei pantaloni.

Non è necessario vivere sotto una dittatura per essere vittime della paura.

Per sempre è un tempo molto lungo, come si dice dalle nostre parti.

La sconfitta peggiore non è il fallimento in sè, ma decidere di non provarci nemmeno.

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