Questo mese in evidenza:

Visualizzazione post con etichetta frasi libro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frasi libro. Mostra tutti i post

martedì 28 giugno 2016

Lo zen e l'arte di giocare a Tennis. Chi sono i veri avversari.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Chi sono i veri avversari.


Il vostro avversario.

Questa è una cosa molto importante da capire: possiamo e dobbiamo lavorare solo su noi stessi, sulla nostra attenzione, sulla nostra capacità di rimanere centrati, rilassati, sicuri di noi, vincenti.

Credo che tutti voi abbiate fatto l’esperienza, almeno una volta, di arrabbiarvi in maniera totale: all’inizio, sembra di avere tanta forza dentro da poter smuovere le montagne, ma, appena la rabbia svanisce, ci si sente svuotati e privi di energie.
Gli stati d’animo positivi, invece, non solo ci procurano grandi energie e ci fanno sentire rilassati e sicuri di noi stessi, ma tendono a rimanere costanti, non bruciano grandi quantità di energia, come fa, apppunto, la rabbia, e di ci fanno sentire sempre più freschi e riposati col passare del tempo.

Il net.

Cercate di mandare la palla al di la della riga di fondo: giocate lungo e lasciate andare completamente il braccio e la rachetta.
Vedrete che, dopo aver mandato le prime palle al di là della riga di fondo all’improvviso inizierete a giocare i vostri colpi a 20-30 centimetri dalle righe



La fretta.

I giocatori professionisti, di solito, usano benissimo i tempi morti, gli intervalli fra uno scambio e l’altro e i cambi di campo.
Si rilassano, ritrovano il loro centro, respirano lentamente e profondamente, eseguono quei rituali che li fanno sentire tranquilli e sicuri di se.

Cosa accade quando siamo di fretta e siamo tesi?
La nostra energia si restringe, si comprime, non siamo più in contatto con le incredibili risorse nascoste dentro di noi, non possiamo più attingere agli innumerevoli strade di notizie e informazioni memorizzati nell'inconscio nella memoria, e così non riusciamo a trovare la risposta adeguata al nostro problema, sia che si tratti di una partita di tennis, in cui non riusciamo a dare il meglio di noi stessi, o della soluzione a un difficilissimo problema di matematica.

Assumetevi la responsabilità delle vostre azioni e imparate ad ascoltare i messaggi del corpo, che ha dentro di sé una saggezza molto più antica di quella di qualunque esperto.


Indietro < I cambi di campo.

Riassunto degli altri capitoli: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.

Potrebbe interessarti:

Lance Armstrong: Non solo ciclismo, il mio ritorno alla vita.


lunedì 13 giugno 2016

Lo zen e l'arte di giocare a Tennis. I cambi di campo.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Cosa fare prima e durante la partita.
I cambi di campo.


Di solito, al cambio campo, mi siedo con gli occhi chiusi, osservo il respiro che entra e che esce dal naso ed escludo completamente dalla mia attenzione tutto quello che accade fuori.
Bevo un pò d’acqua, osservo il mio corpo e i muscoli che si rilassano al ritmo del respiro e sento le energie che mi riempiono di nuovo, fino a sentirmi fresco come al primo game.
Può anche essere molto utile coprirsi la testa e il viso con un asciugamano, in modo da eslcudere completamente il mondo esterno.

Potete fare anche un pò di visualizzazione, se non state giocando troppo bene o usare l’autoipnosi, ripetendovi che siete fortissimi, imbattibili, vincenti e, quando entrate di nuovo in campo, fate si che tutti abbiano la stesssa sensazione.

Dopo uno sbaglio, chiedo sempre ai miei alievi di ricordare quello che pensavano, quale sensazione o emozione avevano provato subito prima e durante il colpo.

"Volevo piazzare la palla all’incrocio delle righe, dalla parte opposta a qulla in cui stava il mio avversario, per cui guardavo di là e non vedevo la palla".

Queste sono tutte scuse della mente per distrarvi da quello che state facendo.



Il 99% delle volte, l’origine dei notri erorri è mentale e psicologica.

Allora ci siamo fermati e le ho chiesto cosa pensava prima di eseguire i colpi.
La sua risposta è stata illuminante: “penso che devo aprire in tempo, che mi devo girare e spostare prima il peso del corpo all’indietro e poi trasferirlo sul piede avanti, che devo piegarmi, che devo fare passi piccoli e veloci”.
La sua risposta mi ha fatto capire subito perchè ripeteva l’errore e, soprattutto, perchè colpiva la palla in ritardo: è impossibile pensare a tante cose nel tempo ridottissimo fra un colpo e l’altro.

Questo è un esempio tipico di come funziona la mente: non si fida assolutamente del corpo e della sua abilità a fare la cosa giusta in ogni occasione e vuole continuamente dargli istruzioni pratiche, di cui non ha assolutamente bisogno.

Per fare un esempio, quando la mattina decidete di alzarvi dal letto, non avete davvero bisogno di pensare: "adesso metto a terra il piede destro, poi quello sinistro, poi mi alzo in piedi ecc."
Semplicemente decidete di alzarvi e lasciate che il corpo esegua, in modo automatico, quei movimenti che conosce cosi bene.
Lo stesso avviene quando camminate e respirate e per molte altre attività del vostro corpo.

Al momento di eseguire i colpi, dovete lasciare al corpo tutta la possibilità di eseguire tutti i movimenti in totale libertà e abbandono, senza interferenze.
Dovete lascairvi andare.

Un ultimo consiglio, per ottenere questo risultato cosi importante: se siete particolarmente nervosi e emozionati, prima e durante una partita, e tutte le altre tecniche non vi sono molto d’aiuto, mettetevi a cantare; ad alta voce, se potete, o sottovoce, o dentro di voi, ma cantate perchè è la maniera migliore per non pensare e per non sentire le emozoini; "Canta che ti passa" è un vecchio detto che racchiude una grande verità.



venerdì 10 giugno 2016

Lo zen e l'arte di giocare a Tennis. La partita.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Cosa fare prima e durante la partita.
La partita.


Allora ricordiamoci, come abbiamo visto nel primo capitolo, che non siamo quelle emozioni e quei pensieri, che si agitano dentro di noi, che possiamo metterci in contatto con il nostro vero centro che si trova nella pancia, tre centimetri sotto l’ombelico.

Prima di iniziare una partita, invece, io dico dentro di me: "Sono qui per guardare la palla, per fare il mio esercizio di attenzione e osservare il respiro che entra e che esce, per rimanere centrato e attento e soprattutto per divertirmi, senza pensare solo a vincere a tutti i costi o cercare di non perdere, per dare il meglio di me stesso e giocare il mio miglior tennis".

Iniziavo a guardare il mio avversario con occhi nuovi, non più con paura, ma con rispetto, a considerarlo un "worthy opponent" un "avversario degno della mia abilità e delle mie capacità" e iniziavo anche a godermi quella sfida.

Se abbiamo fatto noi il punto, sia perchè abbiamo eseguito un colpo vincente, sia che sia stato il nostro avversario a sbagliare, carichiamoci al massimo, stringendo il pugno, incoraggiandoci, dicendoci: "Bravo! Dai! Così! Sei proprio forte!" ecc.



Quello che invece vi consiglio di fare, se il vostro avversario ha fatto un punto vincente, è semplicemente di accettare la cosa, dirgli bravo e non dargli la copa di quello che è successo.

Esprimete la vostra rabbia solo se sentite che altrimenti dovete reprimervi troppo, poi fermatevi, esaminate mentalmente il vostro errore e, appena vi siete resi conto di quello che avete fatto, eseguite il movimento o il gesto correttamente.

State dando un messagigo positivo al vostro corpo, che alla prossima occasione cercherà di eseguire il movimento correttamente, invece di ripetere l’errore, come quando accade fin troppo spesso quando ci si infuria per ogni sbaglio.

Anche a questo riguardo ci sono molti luoghi comuni che vanno assolutamente sfatati: uno dei più diffusi è, per esempio, che i punti importanti vanno giocati in maniera più aggressiva, con più voglia di vincere dei punti normali.

L’unica cosa che possiamo fare, in questo caso, è mettere ancora più attenzione nel qui e ora, nello spazio in cui ci troviamo.

Rilassarci e centrarci prima di iniziare lo scambio, controllando il respiro.



martedì 7 giugno 2016

Lo zen e l'arte di giocare a Tennis. Prima della partita.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Cosa fare prima e durante la partita.
Le ore che precedono la gara.


Quello che accade in quei momenti davvero cruciali che precedono la partita, è che l’anticipazione per la gara, inizia a far circolare all’interno del nostro organismo una grande quantità di energie.
Il corpo sta già preparandosi ad affrontare un evento, che, come sa fin tropo bene, richiederà un notevole dispendio di energie sia fisiche che psichiche.
Il problema nasce dal fatto che non sappiamo cosa farne, di tutte quelle energie, che iniziano a circolare all’interno del nostro organismo e che, se non vengono utilizzare e indirizzate in maniera positiva e intelligente, si tramutano in pensieri, in emozioni negative e in stati d’animo che creano disagio.



La risata!
Non prendete mai le cose troppo seriamente perchè se siete seri, siete contratti, rigidi, tesi.
Mentre, se ridete, siete rilassati, a vostro agio.
Anche la risata sembra avere effetti molto positivi sull’organismo umano e sulla salute, sia fisica che mentale.

Soprattutto quando sbaglio la prima palla di servizio e mi rendo conto che la mia mente vuole preoccuparsi per la seconda e ha paura di sbagliarla, prima di iniziare il colpo mi fermo, mi faccio una bella risata dentro di me sulla serietà della mente e sulla sua caratteristica di creare problemi e insicurezza, e faccio la seconda palla di servizio in maniera molto rilassata e sciolta.

Immaginate di essere degli attori che studiano una parte e la provano all’infinito fino a diventare perfetti nel ruolo che devono recitare sul palcoscenico.



venerdì 3 giugno 2016

Esercizi Tennis: Visualizzazione e Consapevolezza.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Esercizi Tennis: Visualizzazione.


Gli esperimenti fatti con la visualizzzazione hanno sempre dato risultati eccellenti.

Visualizzare, significa vedere, immaginare, creare nella nostra mente una certa situazione che vogliamo che si verifichi poi nella realtà.
Nel tennis, per esempio, è molto utile chiudere gli occhi e immaginarsi di giocare al meglio delle nostre capacità.

Usate questa tecnica il più possibile, prima delle partite e ai cambi di campo, immaginandovi di giocare il vostro miglior tennis e vi sentirete sicuri di voi stessi come non mai.



Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Esercizi Tennis: Consapevolezza.


Solo per questo eravate lenti e in ritardo: perchè i pensieri negativi e le preoccupazioni bruciano inutilmente l’energia.

Un altro modo per rendere ancora più efficace questo esercizio di attenzione ad un particolare aspetto del vostro gioco, consiste nel darvi un voto da 1 a 5.
Ogni volta che fate un colpo, datevi un voto da 1 a 5: 1, se il movimento è cortissimo e completamente bloccato, 2, se è un pò più lungo, e cosi via, fino a darvi un 5, se eseguite un movimento completo, totalmente rilassato.
Vedrete che, anche in questo caso e in breve tempo, farete sempre il movimento completo e non bloccherete più la racchetta troppo presto perchè il vostro corpo è molto intelligente e sceglierà sempre la soluzione migliore.


Esercizi Tennis: Autoipnosi e Fermarsi.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Esercizi Tennis: Autoipnosi.


Parleremo di una tecnica chiamata autoipnosi, molto utile quando ci accorgiamo di avere un atteggiamento negativo, di vederci innervositi troppo, di essere influenzati dalle emozioni nel nostro modo di giocare.
La si può usare soprattutto nei tempi morti, fra uno scambio e l’altro, e durante i cambi campo.

"Non puoi perdere questo punto.
Se perdi questo punto sei veramente nei guai!".
Quando sento questa voce so di essere veramente nei guai.

In inglese queste si chiamano self fulfilling prophecies, profezie che si avverano da sole, e sono tipiche della mente, che ti dice che non puoi permetterti di perdere quel punto, ma intanto crea una situazione di tale tensione, paura e insicurezza, che si finisce proprio per perdere e allora, con grande soddisfazione commenta: "Te l’avevo detto, brutto idiota, di stare attento: ora hai perso quel punto importante e probabilmente perderai tutta la partita!".



Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Esercizi Tennis: Fermarsi.


Fermarsi è una cosa molto importante.
Cosa succede, di solito, quando facciamo un errore, o ci troviamo in un momento difficile della partita?
Quasi tutti tendiamo a reagire muovendoci di gran fretta, perchè vogliamo sfuggire a quel momento di difficoltà, sperando che le cose inizino, miracolosamente, ad andare meglio togliendoci dagli impicci.
Ma di solito, accade esattamente il contrario: le cose vanno sempre peggio e un errore tira l’altro.

Avrete notato che, quando si tratta degli altri, sia nel tennis che nella vita, tutti sappiamo esattamente qual’è la soluzione del problema che li affligge.
Quando invece lo stesso problema affligge noi, non sappiamo assolutamente cosa fare e ci disperiamo, come se all’improvviso fossimo diventati completamente ciechi e incapaci.
Perchè questo?
Perchè, quando analizziamo i problemi altrui, siamo spettatori esterni, non ci identifichiamo con quello che avviene, non siamo coinvolti.
Quando invece siamo noi ad avere un problema, siamo totalmete identificati, diventiamo quel problema e, dall’interno, non abbiamo nessuna possibilità di risolverlo.

Basta guardare come si comportano in campo i professionisti: non hanno fretta.



martedì 31 maggio 2016

Esercizi Tennis: Guardare la palla.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Esercizi Tennis: Guardare la palla.


Quando si dice che è necessario guardare la palla, non significa gurdare dove va e cosa fa il nostro avversario mentre la colpisce, ma osservarla mentre viene verso di noi, supera il net, inizia la sua parabola discendente, tocca il campo e poi risale fino al punto in cui la colpiamo con le corde della racchetta.
Questo è il momento cruciale, il momento dell’impatto fra le corde della racchetta e la palla, anche il più difficile, perchè a quel punto la mente, con tutta la sua forza, la sua insicurezza, la sua paura di sbagliare e, soprattutto, con la sua tendenza a non essere mai nel presente, ma sempre nel passato o nel futuro, vuole dipseratamente guardare dall’altra parte del campo, per veder dove va la palla.



All’improvviso, acccadde: colpiva la palla tenendo gli occhi incollati alle corde nel momento in cui la toccavano e anche dopo non girava nemmeno la testa per vedere dove andava.

Il mio corpo aveva registrato il fatto a livello inconscio e proprio per questo aveva fatto un passante così sicuro.

Guardare la palla e vedere il momento in cui tocca le corde della racchetta, è molto utile anche dal punto di vista tecnico, perchè ci fornisce tutte le indicazioni di cui abbiamo bisogno e ci da una grande sicurezza nei colpi che facciamo, ma il vantaggio più grande lo troviamo nell’essere totalmente presenti e attenti nel momento.

La pallina è come la mente: se la guardiamo attentamente, tende a muoversi più lentamente, fino al punto in cui quasi possiamo vederla fermarsi a mezz’aria.

Dobbiamo entrare in campo per vincere la partita interiore contro l’avversario più difficile: noi stessi.



venerdì 27 maggio 2016

Esercizi Tennis: Gialla-Rossa-Verde.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Esercizi Tennis: Gialla-Rossa-Verde.


Quando la palla viene verso di voi, appena passa sopra il net e appena prmia che tocchi il campo dalla vostra parte, dovete riconoscere di che tipo di palla si tratta.

Se è una palla normale, non troppo veloce, ne lunga o angolata, e vi rendete conto di poterla colpire abbastanza facilmente, prima che tocchi il campo, direte: gialla.

Questo significa che è una palla normale e che dovrete fare un colpo molto sicuro, che passi circa un metro sopra il net e che vada a cadere al massimo 30 centimetri dentro le righe.
Insomma, un colpo da non sbagliare assolutamete, di preparazione, senza correre rischi eccessivi.

Ma è importante dire “gialla” prima che tocchi il campo.

Di solito, se si giudica la palla gialla, si cercano di più gli angoli, in modo da aprirsi il campo per lo scambio successivo si cerca il punto debole dell’avversario, ma soprattutto senza commettere errori.

E’ molto importante però non sbagliare queste palle, perchè sono proprio gli errori gratuiti di questo tipo che ci fanno perdere le partite.

Se invece la palla colpita dal vostro avversario è molto veloce, lunga, potente, angolata e vi rendete conto che sarà difficile prenderla e rimandarla dall’altra parte del campo senza sbagliare, sempre prima che tocchi il campo dalla vostra parte, direte rossa e dovrete giocare in maniera difensiva, il che significa che dovrete fare un colpo molto lento con il braccio, cercando delle parabole alte, lente e lunghe, che vi diano il tempo di recuperare ed essere pronti per il prosimo scambio.

Molto spesso invece quando ci sentiamo attaccati, tendiamo a reagire facendo un movimento molto veloce con il braccio e quasi sempre sbagliamo il colpo, perchè il coefficiente di difficoltà è troppo alto.
Questa è la reazione tipica di quando ci sentiamo aggrediti: invece di rimanere calmi e fare la cosa più sensata, reagiamo in maniera esagerata, correndo dei rischi troppo grossi che non pagano quasi mai.

Ma, normalmente, le palle molto difficili, valutate come rosse, vengono giocate in maniera difensiva, usando parabole alte, lunghe e lente fino a quando non si riesce di nuovo a prendere il sopravvento nello scambio.

Se la situazione è tale che pensate di por fare il passante, ricordatevi che anche questo è un colpo difensivo.



Vedo tantissimi giocatori sbagliare dei passanti relativamente facili , perchè hanno la strana idea che debbano essere veloci e potenti.

Il passante è uno dei miei colpi migliori e di solito lo faccio sempre ritardandolo un pò, in modo che l’avversario debba scegliere quale parte del campo coprire, poi cerco di mandare la palla, lenta ma precisa, sul lato che lui ha lasciato più scoperto, soprattutto usando un’apertura molto corta e il top spin.

Quando invece la palla che viene verso di voi è lenta, facile e corta, dite verde.
Ciò significa che dovete giocare offensivo, che dovete sfrutttare questa occasione per mettere sotto pressione il vostro avversario, che cosi saprà che, ogni volta che gioca troppo lento e troppo corto, verrà attaccato e messo sotto pressione.
A mio avviso, la cosa migliore da fare, in queste situazioni, non è tanto cercare il colpo vincente da fondo campo, che presenta troppi rischi e può trasformare una posizione di vantaggio in un errore non provocato, ma andare a rete con grande determinazione, quasi sempre sul colpo debole dell’avversario, di solito il rovescio.

Giocheremo un pò più basso del solito, ma almeno 20-30 centimetri sopra il net, cercando di piazzare il colpo angolato e profondo.

Se sbagliamo un facile appproccio, quello che avviene è che, non solo noi ci sentiamo psicologicamente molto giù, ma il nostro avversario sarà caricatissimo.



giovedì 26 maggio 2016

Esercizi Tennis: Campo su.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Esercizi Tennis: Campo su.


La prossima tecnica si chiama campo-su.
Naturalmente, come nel caso dell’esercizio precedente, e di tutti gli altri di cui parleremo in seguito, iniziate a farlo quando palleggiate e, solo quando siete pronti durante una partita.

Ecco come si fa: quando la palla, colpita dal vostro avversario, passa la rete e inizia la sua parabola discendente, nel momento esatto in cui toccca la superficie del campo, dalla vostra parte, voi dite campo.

Poi, quando la pallina inizia a salire verso il punto più alto della sua parabola e nel momento esatto in cui la colpite con le corde della racchetta, dite su e, il suono della vostrs voce, deve corrsispondere esattamente al suono della palla che rimbalza sulle corde della vostra racchetta.



Come potete ben capire, questo esercizio vi costringe a concentrare l’attenzione sulla palla e a dimenticarvi di tutto il resto: il punteggio, il vostro avversario, quello che accade fuori dal campo.

Questa tecnica una volta acquistia è molto efficace, soprattutto in partita e nelle gare importanti.

Ogni volta che vi accorgete che vi siete distratti, che la mente ha di nuovo preso il sopravvento e state pensando a qualcos’altro, fermatevi , respirate profondamente e mettete di nuovo tutta la vostra attenzione nel dire cmapo su esattamente quando la palla tocca il campo e la vostra racchetta.

Quando avrete imparato a farlo con naturalezza e senza sforzo, potete raddoppiarlo, applicandolo anche al gioco del vostro avversario, mantenendo cosi sempre occupata la vostra mente.

Ma non lasciatevi scoraggiare troppo presto, perchè se continuante a farlo, presto vi troverete a giocare in uno spazio nuovo, completamente sconosciuto, in cui la mente si ferma, perchè non cè più posto per lei.



lunedì 23 maggio 2016

Lo zen: il respiro (Vipassana). Esercizi di rilassamento e concentrazione.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Lo zen: il respiro (Vipassana). Esercizi di rilassamento e concentrazione.
Le tecniche sono necessarie per aiutarvi a tagliare le vostre radici dal passato, ad eliminare i vostri sogni sul futuro e per tenervi centrati in questo momento, come se solo questo momento esistesse.

Tutte le tecniche sono un aiuto per distruggere ciò che è falso.
Servono solo a portarvi dentro di voi.

Il respiro:

In Oriente, una delle più antiche e conosciute tecniche di meditazione è la Vipassana, che consiste nel sedersi in silenzio, in una posizione confortevole e ascoltare il respiro che entra attraverso il naso, scende verso i polmoni e poi giù fino alla pancia, dove si ferma per un attimo, per poi risalire lungo lo stesso percorso e uscire fuori, ancora dal naso.

Consiste nel seguire attentamente il ritmo dell’inspirazione e dell’esperizaione, invece di rincorrere le migliaia di pensieri, che si affollano senza sosta nella mente e che cercano di portarci via, lontano dal qui e ora, che è esattamente la dimensione che vogliamo creare.

Insomma, inspiriamo quando apriamo ed espiriamo quando eseguiamo il colpo.
La forza con cui emettiamo il respiro dipende dal tipo di colpo che facciamo.

Come ben sappiamo, per eseguire il colpo, abbiamo pochissimo tempo a disposizione, quindi quello che accade, quando mettiamo tutta la nostra attenzione nel sincronizzare il respiro con il movimento della racchetta, è che non abbiamo più tempo di pensare a nient’altro, soprattutto non possiamo più fare attenzione al dialogo interiore, in cui la mente interferisce continuamente con il corpo, non permettendogli di esprimersi liberamente, come sa.




La direzione della palla dipendeva dalla giusta preparazione ed esecuzione del colpo e dalla posizione del corpo, e che non aveva nulla a che fare col fatto di guardare nella direzione voluta.

Inoltre, come abbiamo già accennato nel primo capitolo, un respiro profondo nella pancia è come un soffio sul fuoco della vostra energia, che la fa divampare in tutta la sua forza.

Se siete voi a battere, adattate il ritmo del respiro ai movimenti del servizio.
Inspirate quando lanciate la palla e portate la racchetta indietro e poi, dopo un attimo di pausa, quando iniziate il movimento per colpire la palla, espirate in maniera molto eslposiva.

Quando dovete fare una demi-volee, invece, fate solo un’espirazione molto esplosiva, eliminando totalmente l’inspirazione, perchè non ne avete il tempo e soprattutto perchè nella volee non c’è bisogno di fare l’apertura.
Per la risposta alla battuta, mentre aspettate che il vostro avversario sia pronto, respirate normalmente e profondamente e poi usate la stessa tecnica dei colpi normali da fondo campo, mettendo, però, molta più enfasi nell’espirazione che nell’inspirazione.

Infine, nello smash, fate come per la battua.

Appena vi accorgete che la vostra mente sta interferendo e che non state più mettendo tutta l’attenzione sul respiro, senza giudicarvi per questo e senza arrabbiarvi con voi stessi, ricominciate a fare l’esercizio.

Questa è una fase molto importante, perchè la mente, che è molto furba, non si farà sfuggire nessuna occasione per lamentarsi.

Ricominciate semplicemente l’esercizio.

Infatti uno dei principali scopi di tutte queste tecniche è proprio quello di tenere la mente occupata, dandole dei compiti molto semplici da eseguire, come appunto quello di guardare il respiro che entra e che esce mentre si gioca, in modo che non possa più interferire con il corpo e con la sua abilità di giocare al meglio delle sue possibilità.



venerdì 13 maggio 2016

Lo zen: gli elementi essenziali.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Lo zen: Lo zen: gli elementi essenziali.


La totale assenza di ansietà e paure.

Le nostre emozioni sono come il fumo.
Sono momentanee.
Tutto è momentaneo.
C’è una sola cosa che rimane sempre la stessa, ed è la consapevolezza del momento presente.

Ricordati che tutte le emozioni negative hanno bisogno di energia.

L’energia, infatti, è neutrale, è una.
Dipende da noi come indirirzzarla.

Il divertimento.

Siamo stati fortemente condizionati contro il divertimento, tutto deve essere utilitaristico.

La calma.

Borg aveva questa innata qualità, la calma interiore, che ha fatto di lui il numero uno del mondo per molti anni di fila, aveva una forza interiore, che sul campo da tennis lo rendeva quasi invincibile.

La capacità di fluire di adattarci alle situazioni.

"Ho perso una partita."
"Ho sbagliato una palla".
Senza nessun giudizio postivivo o negativo.
E’ un fatto puro e semplice, su cui noi di solito proiettiamo una serie di giudizi e valutazioni, che non hanno niente a che vedere con la semplice realtà.



L’assenza di pensieri.

L’assenza di sforzo.

Per esempio quando cercate di ricordare un nome o un parola, più ci provate e meno possibilità avete di riuscirci, perchè la mente si restringe sempre di più.
Allora smettete di sforzarvi, vi rilassate e cominciate a pensare a qualcos’altro e all’improsvviso è li.

La senzazione di avere sempre abbastanza tempo a disposizione.

Se saremo tesi, nervosi, preoccupati, sicuramente non ci riusciremo, ma se saremo tranquilli, rilassati, centrati, allora avremo a disposizione tutto il tempo necessario, riusciremo a rallentare la palla che viene verso di noi e a fare un ottimo colpo.

E’ un fatto scientificamente dimostrato che il tempo, che indubbiamente scorre sempre alla stessa velocità, viene però percepito dalla nostra mente in maneiara diversa a seconda delle circostanze in cui ci troviamo.
Per esempio se ci divertiamo molto, ci sembra che trascorra molto più velocemente di quando ci annoiamo, se intorno a noi succedono molte cose interessanti, il tempo vola, ma se per caso non succede niente, ci sembra che non passi mai.

Essere sicuri di se e positivi.

La negatività è cibo per la mente.

Non siate frustrati.
Interpretate le cose sempre in maniera positiva, non le interpretate in maniera negativa, perchè un pensiero negativo porta a un altro pensiero negativo e un pensiero positivo porta a un pensiero positivo.

La cosa migliore naturalmente è riuscire ad essere positivi, non solo a pensare postivio.

L’attenzione.



giovedì 12 maggio 2016

Lo zen: Rilassamento e energia. Migliorare le nostre prestazioni.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Lo zen: Rilassamento e energia. Migliorare le nostre prestazioni.


Il Rilassamento:

Lasciarsi andare rappresenta una profonda comprensione, non un’azione che dovete fare, pechè ogni azione è un lotta, una battaglia.

Il rilasssamento non ha bisogno di energia, non brucia energia.

La tensione ha bisogno di energia, perchè la brucia.
Il rilassamento, invece, porterà una grande trasformazione in voi, diventerete come delle fiamme di energia e le cose più incredibili inizieranno ad accadere (Osho).

E’ scientificamente dimostrato che i muscoli lavorano a livello ottimale quando siamo rilssati, l’energia scorre meglio nel corpo, i messaggi che vanno dal cervello alle varie parti del corpo arrivano più velocemente e vengono meglio eseguiti.

Smettila di pensare al tuo avversario e mettiti a cantare la tua canzone preferita.
Il cambiamento maggiore che era avvenuto nel mio amico, è che si era rilassato, aveva iniziato a divertirsi di nuovo e a non pensare più in termini di vittoria e di sconfitta, anzi, a non pensare più a niente.

Una cosa che aiuta enormemente a rilassarsi, è ascoltare il respiro e non fare mai le cose di fretta: fra una palla e l’altra, fare attenzione sempre che il respiro sia lento e profondo e soprattutto che arrivi alla pancia.



L’energia.

Usate tutte le vostre energie e allora energie fresche scorreranno continuamente dentro di voi.
Non siate avari.

In situazioni di emergenza, dunque, attingiamo a delle riserve, a delle fonti di energia, che sono sempre disponibili, ma che non usiamo mai, e con cui possiamo entrare in contatto una volta diventati consapevoli della loro esistenza.

A bruciare le energie, sono le emozioni negative, le tensioni, il nervosismo, la paura, le continue preoccupazioni della mente e le sue insicurezze.

L’energia in effetti è come il fuoco.
Va continuamente alimentata e, se ci ricordiamo di farlo, divamperà con grande forza.
Come vedremo nel prossimo capitolo, una delle tecniche migliori per tenere alta l’energia è la respirazione, che è molto simile all’atto di soffiare sul fuoco per ravvivarlo.

Il rilassamento e l’energia, dunque, sono le prime due cose su cui lavorare per migliorare le nostre prestazioni sul campo da tennis, nello sport in generale o nella vita, e sono direttamente connesse, perchè quando siamo rilassati, l’energia fluisce più liberamente e facilmente e la mente non interferisce più negativamente, limitando le nostre possibilità.



mercoledì 11 maggio 2016

Lo zen, la mente e le emozioni. Gli elementi essenziali.

Frasi del libro: Lo zen e l'arte di giocare a Tennis.
Lo zen, la mente e le emozioni. Gli elementi essenziali.


I grandi maestri illuminati dell’oriente, hanno compreso che la mente - che in Occidente veneriamo, consideriamo come il sinonimo del nostro essere e con la quale ci identifichiamo totalmente non è altro che un mecccanismo, un computer molto sofisticato, ma pur sempre un computer e soprattutto che è adatta solo a risolvere problemi.

E quando non ci sono probemi reali, la mente, che non ama stare senza far niente, comincia a crearne sempre di nuovi, per sentirsi importante e indispensabile e per non prerdere il controllo della situazione.

Quando giochiamo a tennis, non abbiamo bisogno della mente, se non in rari casi: necessitiamo solo di uno stato di grande tranquillità e rilassatezza, in cui il nostro corpo possa sentirsi a proprio agio ed esprimersi al meglio delle sue possibilità, senza interferenze dall’esterno e da parte dei nostri pensieri e delle nostre emozioni.


I saggi orientali, inoltre, affermano che il centro del nostro essere non si trova nella testa, ma 3-4 centimetri sotto l’ombelico e che è li che risiede l’energia vitale: quella parte di noi che rimane sempre totalmente centrata e rilassata, anche nelle circostanze più stressanti: quella parte di noi che non viene disturbata da nessun avvenimento esterno e ha la capacità di osservare tutto con grande distacco e freddezza.

Gli elementi essenziali per rendere al massimo delle nostre possibilità, quando giochiamo a tennis, o in tutti gli altri sport, sono:

il rilassamento
l’energia
la totale assenza di ansietà e paura
il divertimento
la calma
la capacità di fluire e adattarsi alle situazioni
l’assenza di pensieri
l’assenza di sforzo
la sensazione di avere sempe abbastanza tempo a disposizione
essere sicuri di se e positivi
l’attenzione
la non serietà


lunedì 9 maggio 2016

Frasi Lance Armstrong. Intervista Oprah Winfrey. The fall. Ascesa e caduta. Parte 8.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

Non sono ancor passati tre mesi dalla pubblicazione del rapporto dell’USADA quando Armstrong telefona alla sua amica Oprah Winfrey, la famosa presentatrice americana.

"Rispondi solo si o no: hai mai assunto farmaci vietati per migliorare la tua prestazione atletica?".
Seduto a fianco di Oprah Winfrey per un’intervista televisiva "senza restrizioni" Armstrong fa un sospiro davanti a quattro milioni e trecentomila telespettatori.
"Si".
"Fra queste sostanze c’era anche l’EPO?".
"Si."
"Ti sei mai sottoposto a emodoping o a trasfusioni per migliorare le tue prestaizoni sportive?".
"Si."
"Hai mai usato altre sostanze vietate come testosterone, cortisone o ormone della resictta?".
"Si.”
"Durante i sette Tour de france che hai vinto, hai mai usato sostanze vietate o sei mai ricorso all’emodoping?".
"Si".
"Era umanamente possibile vincere il Tour de france senza il doping, per sette volte?".
"No, credo di no".




Armstrong e i compagni della RadioShack si presentano alla linea di partenza di quell’ultima tappa del Tour indossando una divisa completamente nera e con il numero 28 stampato in giallo sul dornso.
Quelli della Livestrong spiegano che ventottomilioni è il numero di persone che vivono con il cancro intorno al globo.

“Mi chiedevano del doping di Lance, ma all’epoca dei fatti doparsi era come andare in bagno. Non saprei dirti quante volte l’ho visto andare in bagno”.

Ovunque si giri, Armstrong vede il proprio mondo sgretolarsi. Hanno rintracciato il suo vecchio massaggiatore, Hendershot, che ora dirige un centro per addestramento cani in Colorado. Hendershot si è rifiutatato di parlare a meno di essere costretto, perchè sostiene che negli anni novanta tutti si dopavano. Non ritiene giusto prendersela solo con Armstrong. "Il ciclismo è uno sport dopato, ecco tutto", dichiara. "E sempre lo sarà". Gli americani non amano perseguire i loro eroi dello sport, per quanto dopati possano essere.

Ma non vincono.
Il sabato prmia del Super Bowl, il 3 febbraio 2012, sul sito web dell’ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il Distretto Centrale della California appare il comunicato stampa numero 12-024.
E’ intitolato: “Il procuratore chiude indagine su squadra ciclistica professionistica”.

Ma i festeggiamenti sono prematuri.
Pochi minuti dopo, infatti compare un comunicato stampa sul sito web dell’USADA.

Il 28 giugno, dopo aver definito il caso USADA contro di lui, "anticostituzionale", e "una caccia alle streghe", Armstrong riceve una lettera di quindici pagine dall’agenzia antidoping.
In qul momento si trova in Franciia e si sta allenanando per un Ironman, il suo nuovo sport preferito.
Ha già vinto diversi mezzii Ironman, e il suo obbiettivo è qualificarsi per i campionati del mondo di quella disicplina, che si tengono annualmente a Kona nelle Hawaii.

Il 25 giugno 2012, Eddie Charles Gunderson, in famiglia chiamato Sonny, muore.
Tre giorni dopo c’è anche il funerale.
E’ lo stesso giorno in cui l’USADA accusa formalmente Armstrong di essere stato al centro di un programma di doping durante i suoi tour vittoriosi.
Armstrong ha usato l’EPO.

Tre giorni dopo, Armostrong fa qualcosa che non ha mai fatto: smette di lottare.
“Prima o poi tutti arrivano a un punto in cui si dicono: adesso basta.
Per me, quel momento è ora”, afferma in una dichiarazione.
Un avvocato di Washington, Mark Levistein, gli ha consigliato di non entrare in un arbitrato con l’USADA, perchè in quei casi gli atleti no vincono mai.
Armstrong ha quindi deciso di accettare le accuse e la pena: squalifica da tutti gli sport olimpici a vita.
Perderà anche i sette titoli conquistati al Tour, oltre alla medaglia di bronzo delle Olimpiadi 2000 e a tutti gli altri titoli e premi in denaro vinti dall’agosto 1998 in poi.
In realtà non è pronto ad accettare queste sanzioni.

Alle dieci del mattino, Armstrong posta un tweet: “eroi in combattimento e oltre, #SempreFi”.
Aggiunge un link a un articolo su un marine di Pensacola, in Florida, che aveva portato un undicenne al traguardo durnte una gara di triathlon.
Il ragazzo aveva perso la gamba destra a causa di un cancro alle ossa.

I sordidi dettagli sono nel libro-rivelazione di Tyler Hamilton: La corsa segreta, pubblicato nel settembre del 2012.

Nel giro di poche ore, gli sponsor abbandonano la nave.
La Nike se ne va.
Poi anche la Trek, Oakley, Giro, RadioShack, Anheuser-Busch, FSR (che produce sport drink) e Honey Stinger (barrette energetiche).

La Nike rilascia una dichiarazione in cui in pratica accusa Armstrong di aver nascosto informazioni fondamentali alla società: “A causa delle prove apparentemente inconfutabili secondo cui Lance Armsotrng ha preso parte a un programma di doping e ha ingannato la Nike per più di dieci anni, è con enorme rammarico che abbiamo recisso il contratto che avevamo stipulato con lui”.

Come se i campioni del passato, il belga Eddy Merckx, ad esempio, o il francese Jacques Anquetil o Fausto Coppi, o forse la maggior parte dei vincitori di quella competizione più che centenaria, non fossero mai risultati positivi ai test e/o non avessero mai ammesso che il doping era parte integrante del loro sport.

Ma è solo Armstrong a finire nell’occhio del ciclone, a farsi carico di tutte le colpe del ciclismo.

A chiunque lo stia ad ascolare ribadisce: perchè i miei compagni di squadra, come Vande Velde e Hincapie, si sono beccati sei mesi, mentre a me hanno dato la pena capitale?

Armstrong riflesse.
Sostiene di essere stato ingiustametne incolpato per un’intera epoca di frodi sportive.

"Se qualcuno pensa che ho imbrogliato per vincere il Tour del France, è un idiota del cazzo",escalma.
Ho infranto le regole.
"Mica solo io.
Tutti lo facevano.
Tutti i duecento ciclisti alla partenza della gara infrangevano le regole."



giovedì 28 aprile 2016

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta. Parte 7.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

L’atleta è definito un Teleton in carne e ossa, in onda 365 giorni all’anno.
Per quel che riguarda un’eventuale candidatura a governare il Texas, Armstrong risponde: “E’ probabile”.
Poi da la notizia bomba: vuole vincere un ottavo Tour de France.

Gira spesso con l’attore Matthew McConaughey, tanto che i due vengono definiti "gemelli siamesi".
Dopo aver lasciato Sheryl Crow, frequenta diverse biondine sulle due sponde degli USA; la stilista Tony Burch, la giovane attrice Ashley Olsen e la stella del cinema Kate Hudson.

Nel Settembre 2008 , Armstrong organizza la prima conferenza stampa sul suo ritorno, in occasione della Clinton Global Initiative.

I dirigenti della Nike sono elettrizzati perchè il rientro di Armstrong è un’autentica manna per il marketing: il ritorno del supereroe che ha sconfitto il cancro.

In vista del Tour, l’azienda annuncia il lancio di una linea di abiti e scarpe chiamata “Hope Rides Again” (La speranza corre di nuovo”), per celebrare il ritorno di Armstrong allo sport.

Come già fatto in precedenza l’azienda sfrutta a proprio vantaggio le accuse rivolte ad Armstrong.
Uno spot mostra l’atleta che si allena da solo sulla bici e la corsa è inframmezzata da scene di pazienti di cancro in via di guarigione.
Su un drammatico sottofondo musicale, Armsotrng afferma: "I critici dicono che sono arrognate; dopato; bruciato; un imbroglione. che non so rinunciare.
Possono dire ciò che vogliono: non sono tornato in sella per loro".


Da quando ha annunciato il suo ritorno, è stato testato solo una volta dall’USADA, ma l’istinto gli suggerisce di usare cautela, di non tentare la fortuna, proprio come gli ha suggerito Korioth.
All’improvviso capisce: ci sono persone che non si arrenderanno finchè non sarò completamente spacciato.
Si gira verso la Hansen: "Devo tirarmi fuori".

Ma le collezioni esclusive della Nike sono già in produzione e la fondazione è galvanizzata dalla prospettiva di nuove donazioni milionarie.

"Non ho avuto il coraggio", dirà.

Il secondo ciclista più anziano a finire tra i primi tre nella lunga storia della competizione.




Nella primavera del 2010, l’austriaco Bernhard Kohl ammette di essersi sempre dopato, giustificandosi così: “E’ impossibile vincere senza doparsi”.

Era finito terzo al Tour del 2008, un titolo che gli viene tolto.
Spiega quanto sia facile aggirare i controlli: “Spono stato testato duecento volte nella mia carriera; cento volte avevo sostanze nell’organismo”.
“Mi hanno beccato una volta, ma altre novantanove l’ho fatta franca”.
Nel 2004, lo spagnolo Jesus Manzano ha denunciato il doping di squadra della Kelme, e in seguito ha ammesso che durante il tour del 2003 il medico di suadra gli aveva somministrato un farmaco veterinario, l’Oxyglobin (emoglobina bovina), che si usa per trattare i cani affetti da anemia.
Dopo aver assunto la medicina, Manzano era collassato durante una tappa ed era stato portato in ospedale in elicottero.

Il ciclismo americano sta per ricevere una potentissima iniezione di verità, forse per la prima volta nella storia, e Landis è la punta dell’ago.
E’ stato abbandonato da tutti quelli che rappresentavano qualcosa per lui: il mondo del ciclismo, la moglie, il suocero, quasi tutti gli ex compangi di squadra.
Gli resta solo la verità, come dice a Messick.

Grazie a Tiger Williams, il contenuto di varie email scambiate fra Landis, Armstrong e gli altri massimi esponenti del ciclismo appare sul sito del Wall Street Journal, diverse ore prima della mezzanotte del 19 maggio, alla vigilia della quinta tappa del Tour.

Dopo otto chilometri del Tour di California, il plotone raggiunge una cittadina chiamata Farmersville.
Su una strada che attraversa profumati aranceti, un corridore scivola sulla ghiaia e cade.
Molti di quelli che gli arrivano dietro non riescono a evitarlo e cadono a loro volta.
Anche Armstrong cade.
Poco dopo, Armsotrng è sul pullman della squadra.
Il medico gli cura le ferite mentre il mezzo è diretto in ospedale.

Armstrong era un simbolo di sopravvivenza e di vittoria, ma nel giro di poche ore si trasforma nel più abominevole esempio delle frodi che affliggono la storia del ciclismo.

Fra tutti i possibili testimoni del caso contro Armstrong, Landis è l’unico che può guadagnarci decine di milioni di dollari.

La Nike spedisce addirittura un enorme macchinario battezzato Chalkbot: un robot idraulico che stampa messaggi con il gesso giallo sull’asfalto.
Le frasi ricordano la malattia di Armstrong e il suo impegno filantropico.
Ricordano anche che Armstrong è il ciclista più popolare del Tour e uno degli atleti più popolari del mondo.



martedì 26 aprile 2016

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta. Parte 6.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

Vaughters vuole sapere se il ciclismo è più pulito rispetto al 2002, quando lui si è ritirato dalle competizioni europee.
"Per niente, anzi è peggio di prima", risponde Lim.
"E’ orribile." "E’ come una corsa agli armamenti nucleari, ma sfuggita al controllo delle due superpotenze.
Il doping è così diffuso che i corridori sono come tanti bambini che si fabbricano ognuno la propria bomba atomica.
Sono come tanti piccoli terroristi senza le giuste conoscenze, ma con libero accesso al plutonio."

Landis finisce quinto al Tour del 2005 senza emodoping: un risultato incredibile.
Leipheimer, che si è fatto una trasfusione con l’aiuto di Landis durante una gara , termina al sesto posto.
Nel complesso, i ciclisti americani trionfano.
Come sempre, però, è Armstrong l’attrazione principale.
Ha vinto il suo settimo Tour de France, un record, e ha fatto registrare la media più veloce di tutta la storia: 41,6 chilometri orari.
E’ fidanzato con una rockstar, Sheryl Crow, e sul cellulare ha i numeri personali di Bill Clinton e Bono degli U2.
La sua fondazione, conosciuta ormai come Livestrong, è in piena espansione.

Dal 2002 al 2005 gli incassi della fondazione sono scresciuti di circa otto volte e superano i sessantatrè milioni di dollari.

Ogni anno, la Nike donava alla fondazione sette milioni mezzo di dollari, inclusi due milioni e mezzo che andavano specificatamente ad Armstrong come testimonial.
Nel 2005, la Nike espande la gamma Livestrong ad altri prodotti: maglie, pantaloncini, canottiere ed altri articoli con su stampata la data in cui Armstrong ha scoperto di avere il cancro, 2 ottobre.
La Nike lo definisce il suo giorno del Carpe diem, il giorno per superare le avversità e riaffermare la vita.
La richiesta di articoli Livestrong da parte delle rivendite è cosi alta che alla Nike temono un calo nelle altre linee, come la Nike basket e Nike running.
Nei suoi primi otto anni di attività, la Livestrong ha raccolto ottantacinque milioni di dollari per la lotta cocntro il cancro.

Il coinvolgimento di Armstrong nelle attività della fondazione ha anche una componente personale.
L’atleta visita i reparti oncologici e gli ospedali per bambini e ascolta le storie individuali dei pazienti.
Spesso telefona o manda una email ai malati se qualcuno gli chiede di farlo.
“Non c’è molto di più potente della vita”, spiega McKinnon.



"E lui dice alle persone: tu puoi vincere".

L’impatto di Armstrong sul ciclismo non ha precedenti.
Le vendite della Trek sono raddoppiate dal 1998.

Sembra che qualsiasi cosa venga toccata da Armstrong prosperi.
Alcuni lo definiscono “l’effetto Lance”.

La SCA promotions assicura le aziende che offrono premi speciali, come un milione di dollari per un tiro a canestro da centrocampo o una nuova automobile per una palla da golf imbucata al primo colpo.
La compagnia accetta proposte di ogni sorta.
Una certa rana può fare un salto da record mondiale?
Risultto: no.
E' possibile rintracciare uno scarafaccio rilasciato a Houston con una targhetta identificativa?
No: l'insetto è scomparso per sempre.
La SCA si assume rischi anche nello sport.
Enrie Els può vincere il British Open quando i bookmaker lo danno quattrocentosettanta a uno?
La SCA ha perso.
Può Armstrong vincere un quarto, un quinto, e un sesto Tour de France di fila?
Hamman pensava di no, ma si è sbagliato di nuovo.

Poi arriva una grande svolta.
Il 23 agosto 2005, tre giorni dopo che Armstrong ha trascorso una giornata a pedalare con George W. Bush nel ranch texano del presidente, l’influente giornale sportivo francese L’Equipe esce con un titolone in prima pagina: "Le mensogne Armstrong" (La bugia Armstrong).

Quattro giorni dopo che Floyd Landis è salito sul podio degli Champs Elysees con la bandiera americana che sventolava dietro di lui, la sua squadra annuncia che il neo vincitore è risultato positivo a un test antidoping.

Durante una teleconferenza organizzata in fretta e furia, Landis adotta il medesimo approccio di Armstrong: negare, negare e poi negare ancora più forte, preferibilmente davanti alle telecamere di un’emittente nazionale.

Da tempo Armstrong ha accumulato un potere che supera quello di un ciclista famoso.
Nel 2007, in Texas, diventa l’immagine pubblica di un’iniziativa politica per assicurari tre miliardi di dollari da destinare alla ricerca contro il cancro.
Gira la nazione su un pulman per parlare agli elettori.
Tiene un discorso di un’ora davanti a vari menbri della camera dei rappresentatnti del Texas, e ottiene la maggioranza dei voti necessaria per presentare una riforma costituzionale.
Mentre attende il conteggio finale, afferma: “E’ bello vincere”.
Vince.



martedì 19 aprile 2016

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta. Parte 5.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

Con l’avvicinarsi del Tour 2004, Armstrong organizza un attacco preventico contro L.A. Confidentiel: les secrets des Lance Armstrong (L.A. confidenziale: i segreti di Lance Armstrong), insieme con Pierre Ballester, un giornalista francese che ha lavorato per l’Equipe.

Un mese prima della pubblicazione, la Nike e la Lance Armstrong Foundation iniziano a vendere dei braccialetti gialli con la parola "Livestrong".

Durante il trasferimento dall’arrivo di una tappa all’hotel, il pullman della squadra accosta lungo una strada di montagna.
Non è un problema al motore: presumibilmente, molti ciclisti hanno bisogno di sangue.
Mentre l’autista fa finta di cercare un problema meccanico inesistente alcuni corridori della Postal Service ricevono a quanto pare una trasfusione: alcuni da seduti, Armstrong steso a terra.
Le sacche ematiche vengono presumibilmente appese ai portabagagli.

Anzichè comportarsi gentilmente con le persone che conoscono i suoi segreti, Armstrong li emargina come se fossero estranei.
E’ un errore che gli sarà fatale.

Alla fine del 2004, Zabriskie non c’è più.
Anche Landis se n’è andato, per diventare il capitano della Phonak, che gli ha offerto cinquecentomila dollari, più del doppio di quel che gli dava la Postal (duecentotrentamila dollari).

L’agenzia antidoping americana era nata in seguito allo scandalo Festina, che aveva esposto il problema dell’abuso delle sostanze proibite nel ciclismo.
Prima di allora, le regole dell’antidoping variavano molto da una disciplina all’altra.
Ogni federazione internazionale di un dato sport olimpico aveva le sue norme, conduceva i propri test e giudicava le proprie infrazioni.
Poche federazioni erano più indulgenti con i propri iscritti dell’UCI, l’unione ciclistica internazionele.

Nel 1999, dopo lo scandalo Festina, il CIO formò l’AMA, l’agenzia mondiale antidoping, per uniformare le regole in materia.
Nel 2004 l’AMA avrebbe adottato un codice antidoping.
A quel punto, Armstrong aveva già vinto il suo quinto Tour de France.

L’USADA divenne operativa nel luglio del 2000.
L’USADA non era un’agenzia governativa, anche se era finanziata soprattutto con denaro pubblico, tramite l’ufficio delle poitiche antidroga della Casa Bianca.



Il suo bilancio era approvato dal congresso e quindi suscettibile agli interessi di lobby e individui contrari al suo operato.

Anni dopo, infatti, proprio Armstrong avrebbe chiesto di ridurre i finanziamenti dell’USADA, se non addirittura la chiusura dell’ente.

La Trek gli risponde che la squadra dovrebbe avere telai e componenti per assemblare centoventi bici nuove ogni anno.
Landis calcola che nel solo 2004 ne sono sparite sessanta.
A un prezzo di forse tremila dollari l’una, la vendita deve aver generato centottantamila dollari di nero.
E’ una rivelazione: Landis ha scoperto che, con un giro tortuoso, gli sponsor finanziavano senza saperlo il doping di squadra della Postal.

Landis crede di poter vincere il Tour restando pulito.

Racconta di come sia stato lo stesso Armstrong a convincerlo.
Durante un giro di allenamento, Landis riusciva a malapena a stargli dietro e Armstrong gli aveva detto: non sei costretto a soffrire così tanto.
Posso aiutarti ad alleviare il dolore.

Landis narra anche un altro episodio.
Un giorno un medico della squadra gli aveva dato una pillola speciale, lui l’aveva presa ed aveva fatto un’ottima prestazione.
Il giorno successivo il dottore gliene avea data un’altra, ma lui non l’aveva prea, perchè aveva avuto un’idea geniale: voleva far analizzare il farmaco e produrselo da solo.
Avrebbe potuto venderlo, diventre milionario e forse vincere il Tour ogni anno per il resto della sua vita.
Il test, però, aveva rilevato che la pillola era composta da un unico elemento: zucchero.
Era un placebo.


Il problema è proprio il termine frode.
I ciclisti professionisti ritengono che il doping non sia una frode, perchè lo usano tutti.

Prima di andare dal medico, si estrae un’intera sacca di sangue senza l’aiuto di nessuno.
Lim lo sorprende proprio durante la trasfusione.
Landis è agitato perchè non sa dove custodire il sangue appena raccolto.
Non può metterlo in frigo, perchè moglie e figliastra arriveranno dagli USA il giorno successivo.
Allora compra una borsa frigo, un termometro elettronico, del ghiaccio e un cartone di succo d’arancia.
Tagia la sommità del cartone, ci nasconde la sacca di sangue e poi mette il cartone nella borsa frigo con il ghiaccio.
Ci mette anche il termometro chiuso in un sacchetto ermetico di plastica.
La sacca sostitutiva è pronta.


martedì 12 aprile 2016

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta. Parte 4.

Frasi Lance Armstrong. The fall. Ascesa e caduta.

Nella cavalcata finale che porta il plotone del Tour de France 1999 nel cuore di Parigi, Armstrong e la Postal Service tagliano il traguado sfrecciando alla veloctà più alta mai registrata, quaranta chilometri all’ora.

Alcuni esperti di marketing, come David Carter e Rick Burton, spiegano a USA Today che Armstrong potrebbe trasformarsi in una delle più trandi stelle dello sport americano, come Michael Jordan e Tiger Woods.

Armstrong scrive un’autobiografia, che sarà un best seller, dal titolo Non solo ciclismo, in cui racconta di come sia sopravvissuto al cancro e abbia vinto contro ogni previsione il Tour de France.

Il libro lo lancia nella stratosfera.
Nel 2000 incasserà cinque milioni di dollari per contratti come testimonial, oltre ai due milioni di paga, il che lo porterà allo stesso livello dei grandi campioni del football americano.

Nei giorni successi alla conclusione vittoriosa al Tour de France, Armstrong vola a new York su un jet della Nike per comparire in diversi talk show, compreso The Late Show with David Letterman.

Prossima fermata: la Casa Bianca, dove Armstrong regala al presidente Clinton una bicicletta.

Il cancro è stata la miglior cosa che potesse capitargli.
Ormai ignorano qualsiasi offerta inferiore al milione di dollari.
Armstrong afferma di “non essere più un privato, ma un’impresa”.

Durante il giro d’onore, un giornalista francese si è affiancato ad Armstrong e dalla sua motociclietta gli ha chiesto che cosa pensasse di quel successo.
"Quando la vita ti concede una seconda possibilità, allora vai fino in fondo".

Tempo prima si era sparsa la voce che al Tour sarebbe stato introdotto un nuovissimo test contro l’EPO, ragion per cui il team si era trovato costretto a tornare alla vecchia tecnica delle trasfusioni di sangue, per la quale non esiste nessuna analisi al mondo.

Quella che era iniziata come una passione innocente per le corse in bicicletta si era trasformata in una vita fatta di messaggi in codice, incontri clandestini e conversazioni furtive.

"Era in un sistema che ci garantiva un vantaggio assoluto", racconterà Vaughters.
"Nelle altre squadre potevano esserci al massimo uno o due corridori che si dopavano in quel modo, ma soltanto la Postal metteva a disposizione di ogni suo ciclista principale un piano così sofisticato."




La Nike, uno dei principali sponsor, prende le sue difese di fronte al pubblico americano, o almeno a coloro che credono a ciò che vedono nelle pubblicità televisive.
La società manda in un onda un nuovo spot con Armstrong protagonista.
Il campione fissa la telecamera e recita: “è il mio corpo, e ci facico quel che mi pare.
Posso spingerlo, studiarlo, modifcarlo, ascoltarlo.
Tutti vogliono sapere di cosa mi faccio.
Di cosa mifaccio?
Mi faccio il culo sei ore al giorno su una bici.
E tu di cosa ti fai?”


"Floyd, hai mai passato una bella giornata?" gli ha chiesto Zabriskie in quel frangente. "Si".
"Beh non ne vedrai mai un’altra, se la fai finita adesso".

Armstrong li ha soprannominati “scemo e più scemo”.

Tutti i membri della squadra che aveva vinto il primo Tour se ne sono ormai andati, tranne Hincapie e Vande Velde.
A quel punto, la squadra ingaggia Ferrari perchè aiuti gli atleti con il doping.
I diretti interessati spesso si incontrano nell’appartamento di Hincapie, che vive da solo, per iniettarsi EPO.
Portano sempre maglie con le maniche lunghe per nascondere i segni dei buchi.

Stapleton nega qualsiasi accenno alle presunte irregolarità di Armstrong.
Alla Coca Cola, uno degli sponsor della squadra, dice: “Sentite, lui non si droga, chiaro? Mi gioco la carriera su questo”.
Armstrong inizia a scrivere una seconda bografia, Every Second Counts (Ogni secondo conta), in cui respinge le accuse di doping.
Parla dell’indagine dei francesi sui rifiuti medici che la Postal Service ha gettato durante il Tour 2000.

Circa un mese prima del Tour 2002, Livington, allora all’ultimo anno nella Telekom di Jan Ullrich, gli ha suggerito di provare l’albumina, un concentrato di proteine del plasma umano che incrementa l’ematocrito.

Vaughters non sapeva se Livingston l’avesse mai usata, ma decide di sperimentarla su di sè dopo essersi documentato su Internet.
Ha acquistato il prodotto in una farmacia spagnola.

La nona tappa del Tour de france 2003 si corre in un giorno caldissimo del sud della Francia.