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giovedì 20 settembre 2012

Frasi libri belle: L'ipnotista di Lars Kepler -4.

Le frasi del libro: L'ipnotista di Lars Kepler.

Mi sentivo lo sguardo bruciante di Simone sulla schiena.
Avrei dovuto dirle la verità, ma ero terrorizzato all’idea di perderla. Non avrei nemmeno saputo da dove cominciare. E così non ne avevo avuto il coraggio.

"Erik, non è proprio il caso di fare l’arrogante in questa situazione" aveva detto piano.
"Si, invece, quando c’è qualcuno chemente spudoratamente", aveva replicato con un sorriso beffardo.

Erik e Simone si erano chiesti se la psicologa avesse semplicemente voluto tranquillizzarli, perchè era ovvio che Benjamin avesse bisogno di aiuto. Ma Erik sapeva che già in quel momento era iniziato il processo di rielaborazione dei ricordi e che Benjamin rischiava di mascheraare quanto gli era accuduto sotto una serie di meccanismi di difesa che lo avrebbero imprigionato inesorabilmente nel suo passato, impedendogli di superare il trauma.

Solo allora qualcosa dentro di lei aveva cominciato a rilassarsi. Si era resa conto che finalemnte era finita. Che aveva ritrovato Benjamin.

Simone osserva suo figlio. E’ terribilmente sciupato. Ma c’è anche qualcosa d’altro, pensa. E' come se si portasse dentro un peso, qualcosa che gli risucchia i pensieri, assillandolo di continuo. Non è davvero presente. E' come se tenesse lo sguardo rivolto dentro se stesso, pensa, rivolto verso un’immagine riflessa su un vetro scuro.

Di seguito le altre parti del libro:

Prima parte: L'ipnotista di Lars Kepler.

Seconda parte: L'ipnotista di Lars Kepler.

Terza parte: L'ipnotista di Lars Kepler.

Quarta parte: L'ipnotista di Lars Kepler.

La pagina principale del blog a questo indirizzo.

domenica 16 settembre 2012

Frasi libri belle: L'ipnotista di Lars Kepler -3.

Le frasi del libro: L'ipnotista di Lars Kepler.

Charlotte aveva annuito; evidentemente riusciva a sentirmi, poteva seguire le mie parole senza più distinguere la realtà dell’ipnosi da quella dello stato di veglia. Grazie all’ipnosi profonda era come se stesse guardando un film in cui recitava lei stessa. Era nel contempo spettatrice e protagonista, mantenendo però una sola identità, e quindi senza risvolti schizofrenici.

Ci eravamo quasi svegliati. Il confine oltre il quale la realtà si dissolve sotto l’’influsso rimaneva sempre indefinito, annche quando lo si attraversava dalla direzione opposta seguendo il percorso per tornare indietro al territorio della coscienza.


Maja non si era messa a ridere, era ben addentro alla questione e sapeva che una delle mie ipotesi, la più azzardata, ma anche la più esplosiva, partiva dalla struttura ancestrale della fiaba: trasformare le persone in animali era uno dei modi più antichi dell’umanità di raccontare quello che altrimenti sarebbe stato proibito, o perchè troppo spaventoso, o perchè troppo attraente.

Le avevo invece spiegato la mia idea secondo cui il libero arbitrio in stato di ipnosi vine elimitato dal fatto che ciascuno può mentire persino a se stesso.

Che cosa mi stava capitando? com’era possibile che mi fossi lasciato convinecere a fotografare Maja nuda?
Era bella, seducente. Mi ero sentito adulato. Bastava così poco?
Avevo capito con mio grande stupore di avere scoperto un mio punto debole: ero vanitoso.
Nulla dentro di me lasciava intendere che fossi innamorato di lei. Era la mia vanità ad essere appagata quando stavo con Maja.

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mercoledì 12 settembre 2012

Frasi libri belle: L'ipnotista di Lars Kepler -2.

Le frasi del libro: L'ipnotista di Lars Kepler.

Charlotte aveva annuito; evidentemente riusciva a sentirmi, poteva seguire le mie parole senza più distinguere la realtà dell’ipnosi da quella dello stato di veglia. Grazie all’ipnosi profonda era come se stesse guardando un film in cui recitava lei stessa. Era nel contempo spettatrice e protagonista, mantenendo però una sola identità, e quindi senza risvolti schizofrenici.

Ci eravamo quasi svegliati. Il confine oltre il quale la realtà si dissolve sotto l’’influsso rimaneva sempre indefinito, annche quando lo si attraversava dalla direzione opposta seguendo il percorso per tornare indietro al territorio della coscienza.

Maja non si era messa a ridere, era ben addentro alla questione e sapeva che una delle mie ipotesi, la più azzardata, ma anche la più esplosiva, partiva dalla struttura ancestrale della fiaba: trasformare le persone in animali era uno dei modi più antichi dell’umanità di raccontare quello che altrimenti sarebbe stato proibito, o perchè troppo spaventoso, o perchè troppo attraente.

Le avevo invece spiegato la mia idea secondo cui il libero arbitrio in stato di ipnosi vine elimitato dal fatto che ciascuno può mentire persino a se stesso.

Che cosa mi stava capitando? com’era possibile che mi fossi lasciato convinecere a fotografare Maja nuda?
Era bella, seducente. Mi ero sentito adulato. Bastava così poco?
Avevo capito con mio grande stupore di avere scoperto un mio punto debole: ero vanitoso.
Nulla dentro di me lasciava intendere che fossi innamorato di lei. Era la mia vanità ad essere appagata quando stavo con Maja.


Mi sentivo lo sguardo bruciante di Simone sulla schiena.
Avrei dovuto dirle la verità, ma ero terrorizzato all’idea di perderla. Non avrei nemmeno saputo da dove cominciare. E così non ne avevo avuto il coraggio.

"Erik, non è proprio il caso di fare l’arrogante in questa situazione" aveva detto piano.
"Si, invece, quando c’è qualcuno chemente spudoratamente", aveva replicato con un sorriso beffardo.

Erik e Simone si erano chiesti se la psicologa avesse semplicemente voluto tranquillizzarli, perchè era ovvio che Benjamin avesse bisogno di aiuto. Ma Erik sapeva che già in quel momento era iniziato il processo di rielaborazione dei ricordi e che Benjamin rischiava di mascheraare quanto gli era accuduto sotto una serie di meccanismi di difesa che lo avrebbero imprigionato inesorabilmente nel suo passato, impedendogli di superare il trauma.

Solo allora qualcosa dentro di lei aveva cominciato a rilassarsi. Si era resa conto che finalemnte era finita. Che aveva ritrovato Benjamin.

Simone osserva suo figlio. E’ terribilmente sciupato. Ma c’è anche qualcosa d’altro, pensa. E' come se si portasse dentro un peso, qualcosa che gli risucchia i pensieri, assillandolo di continuo. Non è davvero presente. E' come se tenesse lo sguardo rivolto dentro se stesso, pensa, rivolto verso un’immagine riflessa su un vetro scuro.

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martedì 11 settembre 2012

Frasi libri belle: L'ipnotista di Lars Kepler -1.

Le frasi del libro: L'ipnotista di Lars Kepler.

Ci sono momenti in cui con tutti gli atomi del nostro corpo intuiamo che c’è qualcosa di sbagliato.

Simone fa un cenno e d’improvviso si rende conto che tutti i sentimenti sono interconnessi, che nessuna relazione può essere indipendente e circoscritta, che ogni cosa è attraversata da ogni altra.

Tanto, alla fine tutti restiamo soli, prima o poi, dice fra sè.

Kennet pensa a quante volte in vita sua ha visto e sentito la paura. Sa bene cosa si prova, perchè nessuno è senza paura.

"Shinobi, che è sinonimo di ninja in giapponese, ha in realtà due significati. Può volor dire "colui che si apparta", ma anche "colui che sopporta."
"Sopporta?"
"E’ probabilmente la cosa più difficile al mondo."
"Da soli non ci si riesce, almeno non io."
"Nessuno è solo."
"Io non ce la faccio", sussurra Simone. "Sono a pezzi, devo smetterla di far girare il cervello a vuoto, non vado da nessuna parte così. Non faccio che pensare e ripensare."

"Le catastrofi ci cambiano, ci constringono a una metamorfosi", dice Simone in tono esitante.

Simone si lascia guidare, come se avesse sempre saputo che lei e Shulman sarebbero finiti insieme in una camera da letto. Ha sempre desiderato di farlo e si è trattenuta solo perchè non voleva essere come sua madre, o come Erik, uno capace di mentire sulle telefonate. Il tradimento non le appartiene, ha semnpre innanlzato una barriera fra sè e l’infedeltà.


Non so da chi andare, pensa, e quasi contemporaneamente si accorge di quanto sia ironico questo pensiero.
Lui, che ha dedicato tanto tempo a studiare la dinamica dei gruppi sociali e la psiocoterapia collettiva, si trova improvvisamente solo, senza nessuno, del tutto isolato.
Non c’è nemmeno una persona a cui possa rivolgersi, nessuno con cui valga la pena scambiare due parole.
Eppure era stata la forza collettiva che l’aveva spinto avanti nella sua professione.
Aveva cercato di capire la ragione per cui gli uomini sopravvissuti a una guerra riuscivano con maggiore semplicità a elaborare i prorpi traumi rispetto a coloro che erano rimasti soli dopo aver subito qualche genere di trauma diverso.
Voleva capire com’era possibile che le ferite di un gruppo di persone torturate tutte insieme guarissero meglio di quelle di altre torturate una per una, separatamente.
Cos’è che ci unisce in questa comunanza?
Si era chiesto.
Il rispecchiamento? La canalizzazione, la normalizzazione o semplicemente la solidarietà?

Avevano dovuto rimuovere l’accaduto.
Nessuno di loro era davvero consapevole di quello che era successo, sapevano solo che il passato aveva distrutto le loro vite.
Perchè il passato non è morto e sepolto, in realtà non è neppure passato, per dirla com Faulkner. Ogni piccolo accadimento del passato condiziona il soggetto anche nel presente.
Ogni esperienza pregressa influenza in qualche modo le scelte di ciascuno e nel caso di esperienze traumatiche, il passato fagocita il presente.


martedì 28 agosto 2012

Recensione libro: L'ipnotista di Lars Kepler.

Le frasi del libro: L'ipnotista di Lars Kepler.

Ipnotizzato, non del tutto ma sicuramente rimasto con il fiato sospeso per qualche pagina.
Oltre al fatto che il libro è stato talmente coinvolgente in alcuni frangenti che, di notte, in casa da solo, ho pensato più di una volta di.. non essere solo.
Le vicissitudini di Erik Maria Bark, che dopo aver portato avanti per anni un progetto su come curare ed aiutare le vittime di traumi psichici si ritrova a lottare contro i suoi stessi pazienti.

Il rapimento del figlio in concomitanza ad un omicidio inspiegabile, la fredda Svezia e un matrimonio in fallimento sono la base di partenza di queste 500 pagine.
E' bello anche pensare che l'ipnosi possa veramente aiutare ed giusto credere che la mente è la base di partenza!
La mente e i nostri pensieri decidono di noi, influenzano le nostre scelte il nostro umore.


frasi libri l'ipnotista di lars kepler
Ma chi comanda veramente la mente?
Siamo noi che prendiamo decisioni?
Il nostro cuore?
O la nostra mente?
Se fosse lei, la mente, non possiamo comandarla a piacere?
Risalire dal fondo del mare, uscendo da una seduta di ipnosi e rinascere con un anuova mentalità?
Dimenticare traumi, storie d'amore, lavori persi, non pensarci, comandare la nostra mente!

Decisamente un bel thriller, non scontato, che si legge volentieri, tra indizi, tempo e movente.

Nulla dentro di me lasciava intendere che fossi innamorato di lei.
Era la mia vanità a essere appagata quando stavo con Maja.


Le frasi del libro: L'ipnotista di Lars Kepler.

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L'elenco delle Frasi dei libri letti.
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Recensione del libro: L'ipnotista di Lars Kepler.

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