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mercoledì 18 febbraio 2015

Kilian Jornet. Frasi libro La frontiera invisibile. Il ritorno.

Il ritorno. Capitolo 10.

"Addio" è sicuramente la parola più amara che si possa sentire; è un futuro cancellato che rende amari i ricordi più dolci.
"Ciao" è una porta su un paesaggio "sconosciuto";

Non sapremo mai se dietro vi si nasconde il dolore o la felicità.
Però, se non ci prendiamo il rischio di attraversarla, non sapremo mai qual’è la nostra vita.

Il tempo è un’unità di misura inventata dall’uomo che vuole autenticare tutto, ma in realtà il tempo è lo spazio che c’è tra due emozioni.

Avevi ragione quella volta che hai detto che, quando realizziamo un sogno, siamo tristi.
Perchè la parte più bella del sognare è il cammino da percorrere per arrivarci al sogno.

La vita non consiste nel barrare le caselle di una lista prestabilita che ci danno alla nascita.
La vita è una cosa che si sente, la vita è l’istinto che ti spinge a studiare belle arti nonostante i voti ti dicano che dovresti fare giurisprudenza o medicina: è l’istinto che ti sprona a lasciare lo studio legale e il buono stipendio per andare a costruire una piccola fattoria nel Pallars; a innamorati di quella ragazza che sai che ti darà delle preoccupazioni; a uscire sparato dal lavoro per andare a vedere un tramonto…

Le tre ore e quattordici minuti che mi hanno impressionato e motivato per continuare a correre più forte, sempre più veloce, adesso sembrano poca cosa sul mio orologio.
Il lontano sogno del Cervino diventa realtà.

Perchè siamo uomini forgiati nei sogni. Perchè, se non sogniamo, siamo morti.


La vita. Capitolo nove. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

A questa pagina trovate tutte le frasi e gli aforismi del libro di Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

Inoltre potrebbe interessarti il tema della RESILIENZA.

Oppure "Saper incassare, perseverare."

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martedì 17 febbraio 2015

Kilian Jornet. Frasi libro La frontiera invisibile. La vita.

La vita. capitolo dieci.

Siamo condannati a morire o condannati a vivere?
Fino a oggi non mi ero mai posto questa domanda, ma ora acquista tutto il suo senso.
Siamo tutti condannati a morire. Nessuno può sfuggire a questo destino.
Puoi essere il più ricco, il più sano, il più forte del mondo, ma non c’è scampo, finiremo tutti nello stesso modo: un mucchietto di ossa in una buca.
E quello che rimarrà di noi sarà quello che avevamo vissuto.

Le emozioni, le persone, quello che abbiamo imparato e quello che abbiamo dato.

Vivere senza rischiare non è vivere, almeno per me.
La vita si gioca lungo le frontiere.
Le battaglie si vincono alle frontiere; la scienza arriva alle frontiere della conoscenza; i poveri muoiono attraversando le frontiere e i ricchi diventano tali creandole.
Tutto succede in prossimità delle frontiere.



Se ci fermiamo a pensare a quello che può accadere, se ci mettiamo a parlare, non faremo mai niente.
Un idolo è la persona che ci piacerebbe essere, e ci fa star male scorgere in lui un difetto, perchè nel suo corpo, al posto della sua persona e della sua anima, abbiamo messo la nostra.
L’idolo deve pensare come vorremmo pensare noi, agire come vorremmo agire noi.
Soffriamo se il suo modo di agire differisce da quello che avremmo scelto noi, perchè in quel momento è come se ci staccassimo da noi stessi, perchè in una parte del nostro immaginario eravamo quella persona e il suo cammino era il nostro.
Questo fino a oggi, che ho ucciso i miei idoli e ho imparato a imparare dalle persone, dalla forza delle mezze tinte, dalla forza delle debolezze.
Kyanjin. Capitolo otto. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

Il ritorno. Capitolo dieci. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

A questa pagina trovate tutte le frasi e gli aforismi del libro di Kilian Jornet, la frontiera invisibile.


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lunedì 16 febbraio 2015

Kilian Jornet. Frasi libro La frontiera invisibile. Kyanjin.

Kyanjin. Capitolo otto.
Non sento più il bisogno di chiamarti, come facevo i primi giorni, per raccontarti quello che hanno visto i miei occhi.
Ho perso la cognizione del tempo e, ad ogni modo, quando una cosa necessaria diventa impossibile, scopri di poterne fare a meno.

T-A=0.
Steve House spiega la sua equazione:
"Talks minus action equal zero".
Parlare senza agire è uguale a zero.


Se ci fermiamo a pensare a quello che può accadere, se ci mettiamo a parlare, non faremo mai niente.
Per poter agire, dobbiamo uscire allo scoperto.

"Innamorarsi è sempre pericoloso; però lo è molto di più non farlo, non rischiare".

Come mi piacerebbe aver avuto questo mormorio in testa per passare le ore più velocemente laggiù e poter godere adesso del senso di vuoto!
Desideriamo sempre ciò che avevamo fino a poco fa e poi è già passato!

L'eredità. Capitolo sette. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

La vita. Capitolo nove. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

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Kilian Jornet. Frasi libro La frontiera invisibile. L’eredità.

L’eredità. Capitolo sette.
I gioni in cui arrivi a "casa" a corto di forze, con le gambe che ti urlano di riposare e il cuore che raziona le energie per arrivare fino alla porta, sono quelli migliori.
Quelli in cui hai potuto spremere al massimo il corpo e la mente, soprattutto attraverso gli occhi, ma anche attraverso l’olfatto, il tatto e l’udito.

"Non ti va di parlare?".
"No. Mi piace il silenzio, ammiro le persone che non lo temono.
Parlare tanto per farlo è fuggire dalle nostre paure e dai nostri difetti, perchè solo nel silenzio li possiamo affrontare faccia a faccia."


In parte si.
L’incidente mi è servito da detonatore.
Abbiamo sempre bisogno di un detonatore per renderci conto delle cose.

"La vera libertà è nell’ignoranza.
Più conosciamo una cosa e meno siamo liberi, perchè creiamo più automatismi.
Con la conoscenza ci creiamo il nostro esercito di abitudini."

"Conquistiamo la libertà se impariamo a saltare questi automatismi, e per riuscirci dobbiamo smettere di credere a cose che ritenevamo sicure".


In viaggio verso le montagne. Capitolo sei. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

Kyanjin. Capitolo otto. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

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Kilian Jornet. Frasi libro La frontiera invisibile. In viaggio verso le montagne.

In viaggio verso le montagne. Capitolo sei.

Perchè abbiamo bisogno di essere completi per essere felici?
Perchè abbiamo bisogno di riempire tutto quello che non sappiamo, nè mai sapremo, con ipotesi, supposizioni e piccole grandi scoperte che ci fanno credere di poter mettere insieme le tessere di questo enorme puzzle che è la vita.
Perchè abbiamo bisogno di riunire noi stessi, il nostro mondo, i nostri rapporti e il mondo esterno in un unico pezzo compatto, dove ogni effetto ha la sua causa, dove ogni vuoto ha il suo elemento che lo riempie.
Oggi sembra che la felicità sia sapere tutto, padroneggiare ogni campo e e chiudere tutti i cerchi della nostra vita.
Ma nella sotira dell’uomo, nella storia della Terra, pochi sono i cerchi che si sono chiusi davvero.

Contro l’idea di una vita spesa nel tentativo di riempire tutti i vuoti, il sikh era convinto che la felicità assoluta si trovasse nel Nirvana, la condizione che si raggiunge con la liberazione, la moksa, che letteralmente vuol dire "spegnere", come un fuoco che si consuma quando non resta più legna da bruciare.
E’ allora che si trovano la pace e la felicità assolute, quando, attraverso un processo che ci porta a conoscere noi stessi, ci stacchiamo da tutto e i desideri si estinguono, conducendoci a un vuoto libero e luminoso.


Potrei anche sentirmi attratto da quest’idea da un punto di vista filosofico, ma non voglio vivere una vita senza sentire; senza sentire, la vita non può avere ragione d’essere.
Perchè siamo capaci di innamorarci, se non dobbiamo amare?
Perchè siamo capaci di sognare, se non dobbiamo lottare per realizzare i nostri sogni?
Ora sono completamente convinto che essere felici è sentire.
I fili della felicità sono intessuti di emozioni, e, soprattuto, di sentimenti.,
E, per tesserli, dobbiamo soffirre, fare sforzi e sbagliare e , alla fine, sentire la felicità di ogni ricerca.

"E’ difficile da credere in un mondo come quello di oggi, in cui ognuno è il marchio di se stesso e ogni azione è compiuta pensando più all’esterno che all’interno.
Quanta forza ci vuole per mandare a quel paese tutto ciò che sta fuori di noi e per concentrarsi su quello che è davvero importante."

"Bè, oggi la gente non solo si lascia aiutare, ma dipende completamente dall’aiuto degli altri."
"Non so cosa sia meglio.
I problemi sono come palle di neve che rotolano giù.
Man mano che scendono aumentano di volume, e a quel punto fermarle diventa più difficile e fa più male."
"Ma se li risolviamo da soli, i problemi, diventiamo più forti.
E’ cosi che cresciamo, no?
Quando cadiamo, cadiamo e cadiamo, ci ritroviamo con il sedere per terra, ma alla fine è da li che ricominciamo."
"Mah, forse si.
Gli uomini imparano solo a forza di bastonate;
E, se non ce le diamo da soli, sarà il tempo a bastonarci più forte."


I silenzi parlano; anzi no, non parlano, ma fanno più male delle parole, perchè l’immaginazione è molto più dolorosa della realtà.
L’immaginazione non ha limiti, ti dà ali o ti consuma, è infinita, non come la realtà, che non va al di là della realtà stessa.

"L’uomo, come ti dicevo, impara a forza di bastonate, ma le lezioni non si trasmettono con i geni, le bastonate ce le dobbiamo beccare tutti: nonni, padri e figli".

Cosa darei ora per un pò del freddo di stamattina!
Vogliamo sempre, immancabilmente, quello che non abbiamo, andiamo sempre avanti per riprenderci quello che una volta avevamo e odiavamo.

Perchè i sogni si allontanano man mano che si fanno più vicini, quando la sconfitta o la vittoria cominciano a diventare possibilità.

Katmandu. Capitolo cinque. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

L'eredità. Capitolo sette. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

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venerdì 13 febbraio 2015

Kilian Jornet. Frasi libro La frontiera invisibile. Katmandu.

Katmandu. Capitolo 5.

"Mmm… Ve lo dirò domani mattina.
Di queste cose bisogna parlarne con il cuscino.
Dove dormite??"
"Al Millenium Guest House.
Dai, ti aspettiamo domani!"
"E i clienti?" chiedo, credendo che le birre gli abbiano fatto dimenticare questo piccolo particolare.
"Ti hanno già pagato un sacco di soldi e arrivano la prossima settimana."

"Guarda, ragazzo, preferisco buttar via soldi per guadagnare tempo piuttosto che buttar via tempo per guadagnare soldi, ma lo capirai da te" risponde il russo.


Ci sono silenzi che vorremmo prolungare all’infinito, e altri che non possiamo rompere nemmeno a martellate, perchè il silenzio è come uno specchio che, senza spiegazioni, fronzoli o eufemismi, ci restituisce l’immagine di noi stessi, nudi, eroi, traditori, afflitti.

Tu. Capitolo quattro. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

In viaggio verso le montagne. Capitolo sei. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

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giovedì 12 febbraio 2015

Kilian Jornet. Frasi libro La frontiera invisibile. Tu.

Tu. Capitolo quattro.
Nello sport ho visto corridori disposti a doparsi per una vittoria non capire che la loro famiglia se ne andava di casa.

Ho visto persone disposte a raggiungere un ottomila con l’ossigeno e le corde fisse, per arrivare in cima cercando la simbiosi con la natura, non accorgersi della sporcizia che si lasciavano dietro negli accampamenti.

Ho visto persone arricchirsi pensando al futuro dei propri figli non trovare neanche un momento per giocare con loro.


Mi ero costruito un attico sicuro e confortevole, ma avevo dimenticato cosa lo reggesse e cosa avrei trovato fuori, scendendo.
Perchè prima o poi dalle cime bisogna scendere, da tutte le cime, ed è la cosa più difficile, poichè ritroviamo quello che abbiamo lasciato salendo.

E se siamo saliti con l’unico obiettivo di raggiungere la vetta, al ritorno non troveremo nulla.

Thomas. Capitolo tre. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

Katmandu. Capitolo tre. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.


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Kilian Jornet. Frasi libro La frontiera invisibile. Thomas.

Thomas. Capitolo tre.
Non mi è mai piaciuta l’eccellenza nella specializzazione.
Nelle competizioni non mi sono mai sentito a mio agio.
Preferisco passare da un chilometro verticale a una corsa di centossessanta chilometri, da una gara tecnica di sci a una maratona di montagna facile.

Credo che essere uno specialista sia un modo di onorare e servire la società, ma lascia molti vuoti.


Nella polivalenza trovo invece la mia sicurezza.
Sono egoista?
Forse.
Sono cresciuto con il culto dell’autonomia e senza il timore della solitudine.

Mi piace correre velocemente, sentire il mio respiro accellerato;.
Mi piace la velocità, non mi piace perdere tempo.
Non mi piace camminare in città.
Perchè camminare se si può correre?
Mi piace sentirmi come un animale, come un camoscio che risale un sentiero o si inerpica con leggerezza su una montagna.
Mi piace sentire i muscoli stancarsi e i polmoni distribuire il massimo dell’ossigeno.


Sotto il sole. Capitolo due. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

Tu. Capitolo quattro. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

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mercoledì 11 febbraio 2015

Kilian Jornet. Frasi libro La frontiera invisibile. Sotto il sole.

Sotto il sole. Capitolo due.

Le montagne non ti vogliono strappare lacrime o sorrisi, non ti chiedono scusa ne ti fanno i complimenti, non porgono condoglianze ne tendono tranelli.
Le montagne sono come gli specchi: ti ci vedi dentro, nudo, cosi come sei.

Qualche volta mi univo a un gruppo di alpinisti o di guide per chiaccherare, per filosofare, come si dice nei rifugi.
Le cose ti sembrano molto più semplici da lassù.
E’ facile risolvere i problemi quando sei in mezzo alle nuvole, ma, quando torni giù, ti succede come gli architetti milanesi, che non considerano certi fattori.

I minuti scorrevano.
Saltare o non saltare, questo era il dilemma.
In molte occasioni la vita dipende da un passo, da una piccola decisione che ti apre una nuova strada o ci mette su una via già tracciata.


Cosa può fare un uomo che a venticinque anni ha già ottenuto tutto ciò che desiderava dalla vita?
Un uomo che ha bruciato una tappa a cui ci si aspettava di arrivare dopo quindici o vent’anni?
Un uomo che non ha più sogni, non perchè li abbia dimenticati o tema di fallire continuando a inseguirli, ma perchè li ha realizzati uno dopo l’altro?
L’impazienza mi ha portato a prepararmi con dedizione, ad allenarmi con meticolosità e, alla fine, a conquistare un successo prematuro, a bruciare in poco tempo tutta le legna dei sogni.
Ogni volta che vado in montagna, vedo cose nuove che contraddicono quello che credevo di sapere.
Con l’esperienza mi cresce anche la paura.
E la paura è necessaria per vivere, perchè al momento giusto mi accende la luce dell’istinto e mi avverte che oggi è meglio fare dietrofront, tornare a e prepararsi una cioccolata calda.
L’esperienza mi insegna che la montagna sarà sempre li ad aspettarmi.
Domani, dopodomani o un altro giorno.

Sulle nuvole. Capitolo uno. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

Thomas. Capitolo tre. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

A questa pagina trovate tutte le frasi e gli aforismi del libro di Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

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Kilian Jornet. Frasi libro La frontiera invisibile.

Sulle Nuvole. Capitolo uno.

Il progetto consisteva nell’attraversare il massiccio del Monte Bianco per tutta la sua lunghezza, da ovest a est, senza fermarci, passando per la sua cresta e salendo fino alle sue cime principali, equipaggiati solo con i nostri sci leggeri e uno zaino con un paio di barrette energetiche, una piccozza, dei ramponi, un giubbetto e mezzo litro d’acqua.

Ci restavano solo mille metri per raggiungere la cima del Monte Bianco, il Tetto delle Alpi, il centro dell’alpinismo, ai cui piedi è nata la passione per ciò che facciamo.
Li generazioni di alpinisti hanno sognato di scalare quelle pareti, per le vie più facili nel seicento, lungo i crinali più impressionanti nell’Ottocento e, nel secolo scorso, per le pareti più complesse, con gli sci, in parapendio, correndo o scalando o nei modi più inimmaginabili.
I paesi alle sue pendici, Chamonix e Courmayeur, sono stati la culla degli alpinisti più famosi.


E’ tra questi crinali che Lionel Terray scoprì quello che siamo veramente noi che viviamo tra le mappe e sogniamo cime aguzze: siamo "I conquistatori dell’inutile", l’immagine più bella della storia, e che Terray scelse come titolo del suo libro.
Perchè scalare le vette non ha nessuno utilità secondo l’ottica commerciale che oggi governa il mondo.
Lassù non troviamo niente di materiale, ma a livello spirituale troviamo tutto, assolutamente tutto.
Per questo realizzare quella prima traversata no-stop del massiccio del Monte Bianco rappresentava un passo necessario, persino mitologico, prima di esplorare nuove montagne.

Sai che cos’è la felicità?
La felicità pura?
Non si prova nel momento in cui si riesce in qualcosa,
quando è già iniziato il processo di assimilazione.
No, la felicità pura si prova nell’istante prima di raggiungerla, quando ti rendi conto che stai per farcela.

Ci sono persone che non sopportano la solitudine e quando il loro ego scompare hanno bisogno di sentire l’affetto dei propri simili per poter riaccendere il fuoco che si è spento dentro.

Sotto il sole. Capitolo due. Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

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martedì 10 febbraio 2015

Frasi del libro di Kilian Jornet: la frontiera invisibile. Indice.

Kilian Jornet: la frontiera invisibile.

Frasi del libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.Sulle nuvole, capitolo uno.

Frasi del libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.Sotto il sole, capitolo due.

Frasi del libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.Thomas, capitolo tre.

Frasi del libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.Tu, capitolo quattro.

Frasi del libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.Katmandu, capitolo cinque.

Frasi del libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.In viaggio verso le montagne, capitolo sei.

Frasi del libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.L'eredità, capitolo sette.

Frasi del libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.Kyanjin, capitolo otto.

Frasi del libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.La vita, capitolo nove.

Frasi del libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.Il ritorno, capitolo dieci.

Frasi del libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.In viaggio verso le montagne, capitolo sei.

Recensione del libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.


L'elenco delle Frasi dei libri letti.
L'elenco dei libri letti.


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Recensione libro: Kilian Jornet: la frontiera invisibile.

Kilian Jornet: la frontiera invisibile.

Un libro che mi lascia soddisfatto a metà.
Un pò come la pubblicità dei Fonzies, quella dove godi solo a metà.
Si perchè potenzialmente è un libro molto bello, un libro che ti può lasciare qualcosa.

E’ scritto bene, scorrevole, pieno di particolari.

E in realtà ti lascia solo metà di quello che potrebbe, come iniziare un bel discorso a fine serata, poi si fa tardi e bisogna andarsene a casa lasciando tutto in sospeso.
Come a scuola, dove ci si limita al 6 quando si potrebbe fare molto di più.

La lettura, come dicevo è molto scorrevole e ricca di particolari.

Alla sera, andando a letto, dopo aver letto un capitolo, puoi quasi sentire il freddo della neve, ti copri e ti rannicchi sotto le coperte, pensando di essere sotto una tenda a 5.000 metri di altezza. (forse perchè siamo in pieno inverno adesso?).
Ma, c’è qualcosa che non riesco a catturare e che mi lasia un pò insoddisfatto.

Ma facciamo qualche passo (sulla neve) indietro.

Il riassunto del libro che si trova per lo più in rete, parla del progetto di Kilian di conquistare le cime più alte del pianeta con una attrezzatura ridotta al limite.
Parla poi del record di scalata al Cervino, e descrive l’uomo Kilian come uno dei personaggi più forti e resilienti attualmente presenti sulla terra.

Quindi mi aspetto che in questo libro si parli di questo racconto.


Invece le pagine descrivono Kilian in compagnia di un amico (e un secondo personaggio che si unirà alla "missione") che parte alla ricerca di se stesso, confuso tra sogni e realtà.

Insoddisfatto e incapace di amare, il personaggio si convince che forse alla fine di questo viaggio, quello raccontato nel libro, ovvero scalare una delle vette più alte dell'Himalaya, il Gosainthan, al confine tra Cina e Nepal, avrà ritrovato la strada giusta per affrontare la vita, piena di analogie con le persone come lui, gli scalatori.

Insomma nulla a che fare con il suo nuovo progetto o con la scalata al Cervino.

A dir la verità c’è un capitolo a fine libro, isolato, che parla della salita al Cervino. Buttato li, senza capo ne coda, quasi come se fosse uno spot pubblicitario della sua impresa.

Su un’impresa del genere, 2 ore e 52 minuti per salire e scendere dal Cervino, ci si potrebbe scrivere un libro intero.
Invece a fine racconto ti ritrovi un capitolo dove si parla neanche dell’impresa Cervino ma delle sensazioni provate in una ipotetica scalata (solo dopo dirà che fa riferimento al Cervino).

La parte principale, è inoltre evasa in un paio di capitoli, senza dare veramente l’idea di quello che stanno facendo.

Trovarsi a 7.000 metri solo con uno zaino con qualche barretta energetica e un fornellino per scaldare la neve per recuperare dell’acqua andrebbe descritto e raccontato in modo più incisivo, intenso.
Cazzo la gente comune non sopravvive neanche in un bosco in collina con questa attrezzatura e tu te ne vai a spasso a 7.000 metri come se nulla fosse.

Se ne parla come se stessero andando a fare la spesa al supermercato.

“Proviamo a risalire da qui, no quà c’è del ghiaccio, torniamo indietro, forse è quella la montagna, forse questa via, cosa facciamo, ma si proviamo qui, ecc. ecc.”, tutto con una semplicità disarmante.

Peccato.
Potenzialmente poteva essere un gran bel libro anche perchè ammetto che è scritto molto ma molto bene, come dicevo inizialmente.

Raggiunge la sufficienza ma non ne consiglio l’acquisto.


A questa pagina trovate le frasi e gli aforismi del libro di Kilian Jornet, la frontiera invisibile.

Sicuramente consiglio il libro di Pietro Trabucchi, Resisto dunque sono, che trovate recensito a questa pagina.

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